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domenica 4 febbraio 2018

Aspettando Roberto Saviano...

Aspettando Roberto Saviano...


Dopo l'omicidio brutale compiuto nelle Marche dallo spacciatore nigeriano Innocent Oseghale, si è tornato a parlare di criminalità e anche mafia nigeriana. Citiamo, riguardo altra regione:

[...] È mafia come la intendiamo noi. Che nasce nelle Confraternite universitarie in Nigeria, che trova appoggi inaspettati nelle ambasciate e consolati sparsi in Europa. Che ricatta interi villaggi promettendo l'Eldorado ai suoi figli, un lavoro in Europa, in cambio di 25.000/30.000 euro. E li costringe a un patto che non possono non onorare: un patto scritto con il rito voodoo (joujou).
È una mafia che sta scalzando nei territori le mafie radicate da decenni se non secoli. «Nel casertano - commenta Giuseppe Borrelli, procuratore aggiunto di Napoli - la mafia nigeriana non ha nessuno sopra di sè». Per dirla chiaramente, la mafia nigeriana ha ereditato le attività dei Casalesi: droga e prostituzione. Solo negli anni Ottanta, Novanta, Gomorra si faceva pagare l'affitto per l'occupazione del suolo pubblico. Insomma, le prostitute nigeriane dovevano versare il pizzo ai Casalesi. Oggi, finiti in carcere, pentiti, morti i Casalesi, i territori lasciati liberi sono stati occupati dai nigeriani. [...] ([L’inchiesta] Il macellaio di Macerata, la mafia nigeriana e l’orrendo omicidio di Pamela, Guido Ruotolo, Tiscali News, 4 febbraio 2018)

Dieci anni fa, proprio nel territorio dei Casalesi, ci fu la strage, ipermediazzata, di Castel Volturno, dove uomini del clan camorristico uccisero vari africani di varia etnia. Tra coloro che ne parlarono molto ci fu anche Roberto Saviano. Adesso, sappiamo che in quelle zone ha preso piede la mafia nigeriana. Aspettiamo Roberto Saviano che ci illumini sui loro traffici... Quel Saviano che un anno fa aveva detto che per le città del sud servivano governanti africani... Aspettiamo gli esiti e le inchieste.

sabato 3 febbraio 2018

Il fantasma del Circeo... a Macerata

Il fantasma del Circeo... a Macerata

Ricordate il massacro del Circeo? Avvenne nel settembre 1975 e costò la vita di una ragazza neanche ventenne, Rosaria Lopez, e il ferimento della diciassettenne Donatella Colasanti. Vennero accusati tre tipi, romani come le due ragazze. Il caso fu uno di quelli che spinsero l'allora movimento femminista a chiedere la revisione della legge sullo stupro, fino ad allora considerato solo offensivo per la morale pubblica. Allo stesso tempo, per una vaga vicinanza, più "ambientale" che ideologica o culturale, dei tre aggressori a luoghi variamente definiti di estrema destra, il massacro venne considerato da molta stampa e intellighenzia un atto fascista e/o classista (per la diversa appartenenza socio-economica degli aguzzini rispetto alle vittime). In pratica, una sorta di massacro simbolico.

Lo era? Lo era per quanto la legge di allora di ingiusto imponeva, ma tutto il resto è sempre stato alquanto ideologico. Lo dimostra il fatto che oggi, in tempi di campagne reiterate sul femminicidio tutto tenda invece ad uno strano indistinto. Le donne uccise oggi sono tutte uccise in nome di un informe odio maschile, senza ragioni, senza tratti culturali (se non un generico e non declinato culturalmente, quindi irreale, patriarcato), senza motivi socio-economici. Il femminicidio di oggi viene indicato come l'esito di una irreale mascolinità globale, adeguata ad un mondo senza confini e senza culture forti. Il generico maschio uccide la generica femmina.

C'entra la crisi economica? Non si sa. C'entra l'individualismo? Non si sa. C'entra la società patriarcale declinata all'italiana? Non si sa. C'entra la società patriarcale declinata all'arabo-maomettana? Non si sa. C'entra la cultura nigeriana? Non si sa.

Rimaniamo, come detto nell'indistinto. Anche nella polemica sulle molestie negli USA nessuno ha provveduto a valutare il profilo socio-culturale dei molestatori veri o presunti, per capire se ci sono delle dinamiche particolari. Sembra che tutti siano simili gli uni agli altri e che solo la molestia in quanto tale emerga. Ma se solo la molestia o solo l'omicidio emergono, allora dove sono i molestatori e gli aguzzini? Chi sono? Il generico essere "uomini" o "maschi" è appunto solo tale. Basterà per risolvere qualcosa questo generico puntare il dito? Ovviamente no. Non integralmente, perché non andrà nel profondo.

E quindi veniamo a Macerata. Alla morte brutale della neanche ventenne Pamela Mastropietro, romana di origini, massacrata dallo spacciatore nigeriano Innocent Oseghale. Del massacro del Circeo se ne parla da decenni. Del massacro di Macerata se ne parlerà per quanto? E se no, perché no? Non è esemplare? Non è simbolico?

Lo è, invece. Così simbolico che ha scatenato l'odio di un nostro compatriota, Luca Traini, uscito nella mattina di oggi, arma in pugno, sparando contro qualunque africano vedesse. Non ci sono stati morti, ma già le istituzioni si sono scatenate, senza però essersi scatenate prima per il massacro di Pamela Mastropietro. La morte di una giovane italiana non vale, già ora, il ferimento di qualche straniero, per chi predica bene e sempre razzola male.

Luca Traini ha sbagliato. Tutti lo sanno. Perciò evitiamo di tirarla per le lunghe, ma non prendiamoci in giro. L'avrebbe fatto Traini 15 o 20 anni fa? L'avrebbe fatto di fronte ad una immigrazione meno massificata? Ad una situazione sociale meno caotica? Ad un maggiore rispetto del benessere degli italiani da parte dei governanti? Chissà?! Luca Traini sembra non avesse avuto in precedenza problemi con la giustizia. Il nigeriano assassino Innocent Oseghale, invece? Moriva forse di fame in Italia? Moriva di fame in Nigeria? Chissà?! Ma chi indagherà perché Innocent Oseghale è un mostro?

La madre di Pamela Mastropietro, una volta saputo di Luca Traini, avrebbe detto che la vendetta non è il giusto modo, perché il giusto modo sono le aule di tribunale. Già, ma c'è già chi si sta chiedendo chi uscirà prima dal carcere, se Luca Traini, che non ha ucciso, oppure il nigeriano Innocent Oseghale, che ha ucciso.

Noi invece ci chiediamo, ma il fantasma del massacro del Circeo che fine ha fatto? La morte di Pamela Mastropietro è solo un fatto di cronaca che verrà dimenticato in fretta, senza sapere il perché e il per come sociale e culturale?