eh cookies

domenica 11 marzo 2018

A proposito di "fake news" e ideologia...

A proposito di "fake news" e ideologia...

Il Corriere della Sera nella stessa giornata del 9 marzo ha pubblicato due notizie. La prima riguardava la velocità di diffusione delle cosiddette "fake news", che si diffonderebbero con velocità maggiore di ben sei volte rispetto alle notizie che non dovrebbero essere false (ma chi è onesto intellettualmente sa quanto queste definizioni siano problematiche e spesso ideologiche. Lo stesso dibattito è intriso di ideologismi vari). La ricerca, che ha stabilito ciò, ha molto banalmente rilevato che tale velocità è data dalla novità delle notizie riportate e dalla volontà di diffonderle da parte dei lettori stessi. Niente bot o strani algoritmi, ma solo l'aderenza (ideologica) a quanto prospetterebbe la notizia stessa. In pratica, chiunque diffonde qualunque cosa che sposi le proprie idee. Grande scoperta... (Le fake news si diffondono sei volte più velocemente delle notizie vere, Corriere della Sera, 9 marzo 2018)


La seconda notizia invece riporta lo "scandalo" denunciato da una docente dell'Università di Oxford nel vedere una addetta alle pulizie lavorare non aiutata da alcuni uomini della sicurezza. Direte, ma che "scandalo" o che "notizia" è?! Infatti, ma che ci crediate o meno è stata entrambe le cose. Addirittura, il Corriere della Sera ha titolato che l'addetta alle pulizie non fosse stata aiutata dai colleghi uomini, nel mentre che cancellava una scritta dedicata all'8 marzo, che però nel testo diventavano, ovviamente (e la foto parla chiaro), addetti alla sicurezza, quindi NON colleghi della donna. (Donna delle pulizie cancella scritta per l'8 marzo davanti ai colleghi maschi: le scuse di Oxford, Greta Sclaunich, Corriere della Sera, 9 marzo 2018)

Ma l'articolo continua sposando il punto di vista ridicolo della docente di teoria politica Sophie Smith (profilo), secondo cui l'università stessa avrebbe dovuto scusarsi con l'addetta alle pulizie per quanto (non) avvenuto. Ci chiediamo, ma Sophie Smith oppure la giornalista italiana Greta Sclaunich oppure l'anonimo titolista del Corriere aiutano abitualmente le addette (e gli addetti) alle pulizie? Perché Smith non ha aiutato la donna, neanche fosse una fotoreporter in un teatro di guerra? Perché, soprattutto, dobbiamo perdere tempo in una "fake news" ridicola e ideologica? Davvero i problemi del mondo femminile meritano queste scemenze e queste smanie di protagonismo?

Nessun commento:

Posta un commento