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sabato 3 febbraio 2018

Il fantasma del Circeo... a Macerata

Il fantasma del Circeo... a Macerata

Ricordate il massacro del Circeo? Avvenne nel settembre 1975 e costò la vita di una ragazza neanche ventenne, Rosaria Lopez, e il ferimento della diciassettenne Donatella Colasanti. Vennero accusati tre tipi, romani come le due ragazze. Il caso fu uno di quelli che spinsero l'allora movimento femminista a chiedere la revisione della legge sullo stupro, fino ad allora considerato solo offensivo per la morale pubblica. Allo stesso tempo, per una vaga vicinanza, più "ambientale" che ideologica o culturale, dei tre aggressori a luoghi variamente definiti di estrema destra, il massacro venne considerato da molta stampa e intellighenzia un atto fascista e/o classista (per la diversa appartenenza socio-economica degli aguzzini rispetto alle vittime). In pratica, una sorta di massacro simbolico.

Lo era? Lo era per quanto la legge di allora di ingiusto imponeva, ma tutto il resto è sempre stato alquanto ideologico. Lo dimostra il fatto che oggi, in tempi di campagne reiterate sul femminicidio tutto tenda invece ad uno strano indistinto. Le donne uccise oggi sono tutte uccise in nome di un informe odio maschile, senza ragioni, senza tratti culturali (se non un generico e non declinato culturalmente, quindi irreale, patriarcato), senza motivi socio-economici. Il femminicidio di oggi viene indicato come l'esito di una irreale mascolinità globale, adeguata ad un mondo senza confini e senza culture forti. Il generico maschio uccide la generica femmina.

C'entra la crisi economica? Non si sa. C'entra l'individualismo? Non si sa. C'entra la società patriarcale declinata all'italiana? Non si sa. C'entra la società patriarcale declinata all'arabo-maomettana? Non si sa. C'entra la cultura nigeriana? Non si sa.

Rimaniamo, come detto nell'indistinto. Anche nella polemica sulle molestie negli USA nessuno ha provveduto a valutare il profilo socio-culturale dei molestatori veri o presunti, per capire se ci sono delle dinamiche particolari. Sembra che tutti siano simili gli uni agli altri e che solo la molestia in quanto tale emerga. Ma se solo la molestia o solo l'omicidio emergono, allora dove sono i molestatori e gli aguzzini? Chi sono? Il generico essere "uomini" o "maschi" è appunto solo tale. Basterà per risolvere qualcosa questo generico puntare il dito? Ovviamente no. Non integralmente, perché non andrà nel profondo.

E quindi veniamo a Macerata. Alla morte brutale della neanche ventenne Pamela Mastropietro, romana di origini, massacrata dallo spacciatore nigeriano Innocent Oseghale. Del massacro del Circeo se ne parla da decenni. Del massacro di Macerata se ne parlerà per quanto? E se no, perché no? Non è esemplare? Non è simbolico?

Lo è, invece. Così simbolico che ha scatenato l'odio di un nostro compatriota, Luca Traini, uscito nella mattina di oggi, arma in pugno, sparando contro qualunque africano vedesse. Non ci sono stati morti, ma già le istituzioni si sono scatenate, senza però essersi scatenate prima per il massacro di Pamela Mastropietro. La morte di una giovane italiana non vale, già ora, il ferimento di qualche straniero, per chi predica bene e sempre razzola male.

Luca Traini ha sbagliato. Tutti lo sanno. Perciò evitiamo di tirarla per le lunghe, ma non prendiamoci in giro. L'avrebbe fatto Traini 15 o 20 anni fa? L'avrebbe fatto di fronte ad una immigrazione meno massificata? Ad una situazione sociale meno caotica? Ad un maggiore rispetto del benessere degli italiani da parte dei governanti? Chissà?! Luca Traini sembra non avesse avuto in precedenza problemi con la giustizia. Il nigeriano assassino Innocent Oseghale, invece? Moriva forse di fame in Italia? Moriva di fame in Nigeria? Chissà?! Ma chi indagherà perché Innocent Oseghale è un mostro?

La madre di Pamela Mastropietro, una volta saputo di Luca Traini, avrebbe detto che la vendetta non è il giusto modo, perché il giusto modo sono le aule di tribunale. Già, ma c'è già chi si sta chiedendo chi uscirà prima dal carcere, se Luca Traini, che non ha ucciso, oppure il nigeriano Innocent Oseghale, che ha ucciso.

Noi invece ci chiediamo, ma il fantasma del massacro del Circeo che fine ha fatto? La morte di Pamela Mastropietro è solo un fatto di cronaca che verrà dimenticato in fretta, senza sapere il perché e il per come sociale e culturale?

14 commenti:

  1. nell'era di iphone e video e foto, nessuna immagine...... come per casseri...dobbiamo credere alla versione ufficiale. Crediamo.

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    1. errata.corrige:http://www.imolaoggi.it/2018/02/04/macerata-chi-ha-sparato-davvero-ai-migranti/

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  2. A me la storia di stamattina non mi convince proprio. Per mille motivi. Di Pamela e del suo assassino se n'è parlato molto, troppo poco. Perché? Eppure è stata fatta a pezzi e buttata sul ciglio di una strada. Il suo assassino, non doveva stare in Italia e sappiamo anche perché. Ma serviva una riabilitazione per la "società nigeriana" (o extracomunitaria) e allora, ecco che arriva questo borderline esperto a sparare e guidare insieme. Se non ci fosse stato il brutale delitto, non ci sarebbe nemmeno stato Luca Traini con la pistola in una mano e il volante dall'altra. Le elezioni sono vicine...

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    1. Sinceramente se n'è parlato tanto a questo giro della vicenda di Pamela, io guardo spesso i tg e tutti quanti hanno affrontato il tema, compresi i talk show televisivi a sfondo politico. Purtroppo te lo dico perchè, essendo disoccupato da poco, ho tempo da perdere guardando la televisione. Comunque Traini ha sbagliato e messo in cattiva luce il problema stranieri, è sempre meglio evitare queste violenze, non portano acqua al mulino. Inoltre era psicopatico, rappresenta una visione errata degli identitari. Più testa e meno istinti sempre.

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  3. Come osi non credere? io credo nello stato demo-nio-cratico e nei suoi servitori.

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  4. Chissà se verrà condannato a una pena maggiore il macellaio della ragazza oppure lo sparatore di 4 persone: 1 omicidio con vilipendio di cadavere versus tentato omicidio e porto abusivo d'arma. Il tribunale sarà lo stesso. Chissà chissà.....

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  5. Tanto per fare un confronto: nel giugno 2017 negli USA un elettore del partito democratico sparò contro vari deputati e uomini del partito repubblicano, ferendoli soltanto. Ad agosto ci fu la morta investita a Charlottesville, da parte di un suprematista bianco. Si scatenò il putiferio politico per la morta e non per i feriti.

    Da noi, il contrario. Ideologicamente, ovviamente. Ma i morti italiani non contano, per gente come Saviano, Boldrini, ecc. In ogni caso, ricordate questo:

    http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13301304/immigrati-reati-quali-nazionalita-piu-pericolose.html

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    1. Lif, infatti, ora, alcuni radical chic del calibro di Mentana o della Lucarelli, si chiedono chi siano le vittime della strage di stampo razzista (di questo è accusato Traini) però, nessuno di loro si è chiesto chi fosse la ragazza smembrata, pulita, infilata in due valigie e buttata sul ciglio di una strada. E soprattutto, nessuno si è chiesto chi fosse il criminale nigeriano che, ricordiamolo, era spacciatore già arrestato, rilasciato e senza permesso di soggiorno. Rispondo all'anonimo, serve più una condanna per strage razzista ora.

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    2. Serve inutilmente, perchè la gente non è stupida e sa che il problema del disordine pubblico lo vivono tutti quanti. Anche prima di Brexit un pazzo ammazzò una filo immigrazione, ciò non permise agli inglesi di votare per rimanere nella EU. Si devono inventare altre cose Bonino e soci per spingere la gente a non votare il centro destra, mi sa che ottengono l'esatto opposto tirando fuori il razzismo ed il fascismo, però è sempre meglio evitare queste cose, specialmente durante la campagna elettorale.

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. http://www.fascinazione.info/2018/02/raid-di-macerata5-emiddio-novi-dopo-40.html

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    1. Cito dall'articolo, senza esprimere un giudizio:
      come mai la Prefettura aveva rilasciato un porto d'armi a un tipo del genere in cura da uno psichiatra. Perché dopo le sue esibizioni di estremista cane sciolto la DIGOS locale non aveva preso nessuna iniziativa per ritirargli l'arma? E ancora l'improvviso benessere, l'acquisto di una macchina nuova, la ricerca di visibilità alle manifestazioni leghiste, la candidatura in un comune in cui non risiedeva e dove non aveva preso neppure un voto a quale finalità puntavano. Semplice, chi lo proteggeva dopo averlo attenzionato sapeva che un personaggio del genere prima o poi torna utile, come tanti altri, per costruire una nuova strategia della tensione. I leghisti devono stare in guardia. Non sottovalutare certi segnali. Questi gli vogliono costruire addosso il vestito di un partito estremista, pieno di fanatici, destabilizzatore e pericoloso. Con Almirante la strategia ebbe successo. È quella esperienza dovrebbe suggerire a Salvini una denuncia di questo tipo, nemmeno tanto nuovo e originale, di terrorismo promosso dallo Stato.

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    2. Chi dice fosse in cura da uno psichiatra? Io ho letto che una conoscente, laureata in psicologia, ha affermato che Traini fosse un soggetto problematico, ma non è mai andato da uno psichiatra ufficialmente.

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  8. in teoria la via giudiziaria sarebbe la soluzione al problema: denunciare i cattivi maestri, denunciare chi non svolge il lavoro per cui è retribuito.....spero di esser stato chiaro. In pratica non credo sortirebbe effetti: i pm hanno obbligo azione penale,ma è anche vero che interpretano leggi..

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