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domenica 30 luglio 2017

La gogna pubblica per gli italiani

La gogna pubblica per gli italiani

L'avrete notato tutti che il controllore ferroviario Davide Feltri, che nei giorni scorsi accusò un africano di averlo accoltellato, risultando poi non vero l'episodio in questione, viene ferocemente dato in pasto al pubblico ludibrio sui mezzi di comunicazione, con forte sdegno dei soliti personaggi politici o giornalisti progressisti. Tutti a gridare allo scandalo e ad accusare l'uomo di aver cercato di rovinare la vita di qualcun altro, per di più un "povero immigrato".
In pratica continua la telenovela, forte di un giro multimilionario di denaro e di un sostegno più o meno palese di più attori, nazionali ed internazionali, in cui l'immigrazione viene dipinta come un problema quasi necessario, di cui si devono far carico gli autoctoni, dimenticandosi delle proprie necessità. Detto altrimenti, se tutto il fiume di parole e di sporco denaro in favore del crescente numero di extracomunitari fosse stato messo a disposizione per sostenere la natalità autoctona negli ultimi 10 o 15 anni, più due o tre ulteriori dettagli socio-economici post-crisi, le cose forse sarebbero state diverse e migliori.
Ma la telenovela deve continuare come pretenderebbero i cani da guardia del multietnicismo e i vari parassiti che di questo vivono, per cui, come nel caso di Fermo, dove un'aggressione ai danni di un italiano venne trasformata subito da alcune autorità pubbliche in un omicidio razzista, adesso la folle denuncia di un controllore, esasperato per le continue tensioni e violenze sui treni del lodigiano, viene trasformata in un atto quasi razzista. Non viene detto esplicitamente, ma la cagnara è tale che il messaggio lo si riconosce subito, anche perché l'episodio viene inserito, specie in televisione, in trasmissioni o servizi riguardanti genericamente l'immigrazione.
Ebbene, escludendo che il controllore sia semplicemente un mitomane, lo stesso ha comunque ancora oggi il sostegno dei colleghi e dei sindacati, che ribadiscono essere il suo un gesto impulsivo, folle, quello che volete, ma dovuto ad una situazione pessima sotto il profilo dell'ordine pubblico e della sicurezza dei passeggeri e dei lavoratori delle ferrovie italiane. Un gesto, in un certo senso, di ribellione e di denuncia. (Lodi, il controllore sospeso difeso dai sindacati, Flavia Mazza Catena, Il Giornale, 30 luglio 2017)

Non solo: ma i servizi in cui l'uomo è stato attaccato sembravano quasi passare oltre la denuncia di quei problemi. Peccato che in questi giorni arrivino anche le notizie, tra le ultime, di un albanese che, trovato senza biglietto a Firenze, abbia affermato avere una bomba pronta ad esplodere, oppure un ivoriano che, trovato ancora senza biglietto in un bus nel senese, abbia accoltellato l'autista e sia poi stato bloccato dai carabinieri. (Firenze: falso allarme bomba su un treno AV, arrestato l'autore, un cittadino albanese, Firenze Post, 29 luglio 2017) (Siena, immigrato accoltella autista del bus: carabinieri lo fermano sparando, Sergio Rame, Il Giornale, 29 luglio 2017)
Evidentemente, l'allarme bomba non provoca il blocco del servizio pubblico ed evidentemente accoltellare un autista non è odio, per certuni. In realtà, tutti coloro che prendono i mezzi pubblici sanno che i senza biglietto non hanno colori particolari, ma altrettanto sanno che chi reagisce con violenza è meno probabile sia italiano. Con buona pace dei cretini multietnicisti.

Forse, la ridicola commissione alla Camera chiamata "Jo Cox", presieduta e composta da certi orpelli costosi e inutili, dovrebbe occuparsi anche di questa forma di odio, fermo restando che mettere di mezzo un sentimento umano è roba schifosa, degna del totalitarismo in costruzione accelerata (e il discorso è lungo e delicato). Il fatto che abbiano dovuto chiamare questo spreco di denaro pubblico con il nome di qualcuno non facente parte dell'Unione Europea (neanche ai tempi della sua morte, ad essere onesti) e non italiana, la dice lunga su come devono raccattare martiri per il proprio progetto genocida. E a proposito di odio: ma Laura Boldrini, che presiede questa pagliacciata, ha chiesto scusa per i fatti di Fermo?

3 commenti:

  1. Con un po' di ritardo un saluto anche a te. Tutto bene, nonostante l'Italietta pseudo-democraticamente totalitaria dei giorni nostri?

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