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domenica 4 giugno 2017

Una piccola nota sulla partita di Champions League

Una piccola nota sulla partita di Champions League

Piccola nota avvelenata, sulla partita di Champions League di ieri sera. Ha vinto il Real Madrid (contro la Juventus), squadra che, per non dispiacere il recente sponsor mediorientale Fly Emirates, ha tolto la croce dal proprio logo, come peraltro si poteva notare anche nella partita di ieri. Una forma di prostituzione, insomma. Piccola aggiunta, gli applausi durante l'uscita del nordafricano Karim Benzema, personaggio che a quanto pare normalmente non godrebbe neanche a Madrid di grandi simpatie, oltre che in Francia, di cui ha il passaporto (antipatie dovute al suo atteggiamento culturale abituale, per così dire: disprezzo per chi gli dà da mangiare), ma che ieri si è potuto godere un attimo di simpatia del pubblico madrileno. La folla, d'altronde, nessuno pretende che pensi.

Come la folla juventina a Torino, accalcatasi in piazza San Carlo per vedere la partita in questione. Non si sa ancora cosa sia successo di preciso (e la cosa non è un dettaglio, ovviamente), ma sembra sia bastato un niente (un botto natalizio fuori tempo, una transenna caduta pesantemente, un procurato allarme fatto per gioco o chissà cos'altro), perché una paura irrazionale scatenasse una fuga precipitosa, col risultato di oltre 1500 feriti, alcuni dei quali gravi.

Ora, una fuga di quelle dimensioni (con ferito praticamente uno su dieci dei presenti nella piazza) denota che la paura terroristica esista, anche dove nessuno ha ancora conosciuto il terrorismo. Si ha evidentemente introiettato abbondantemente quanto successo (e succedeva, vedi Londra, sempre ieri sera) altrove. La cosa ridicola, scommettiamo, in aggiunta, è che di tutta quella folla, feriti o non feriti, solo una porzione, non maggioritaria, saprebbe inquadrare correttamente il problema terroristico, che non è il fiume di distinguo patetici che abitualmente tocca ancora sentire, ma semplicemente la presenza sempre più massiccia di comunità straniere in Occidente, all'interno delle quali può crescere, sempre più indisturbato, qualunque germe conflittuale alloctono, culturale o religioso che sia.

In pratica, irrazionalmente vive la folla, irrazionalmente subisce, irrazionalmente, quando è il caso, muore. Ma, d'altronde, chi dà le giuste coordinate perché le folle siano più razionali, oggigiorno, nell'Occidente che conosciamo?

2 commenti:

  1. Ciao Lif, ho scritto anch'io sull'argomento, se può interessarti:

    http://sauraplesio.blogspot.it/2017/06/la-lunga-onda-impazzita-dei-lemming.html

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  2. Sì. L'espressione "lemmings" descrive bene la massa suicida occidentale attuale. Da un certo punto di vista, una parte di essa è giusta che soffra o muoia. Chi ama "correre alla cieca" è inevitabile che cada nel baratro. Così come, chi ama "spellarsi" (pensando di rinnovarsi, come un rettile), è inevitabile che si "infetti".

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