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giovedì 7 luglio 2016

Solidarietà preventiva con Amedeo Mancini

Solidarietà preventiva con Amedeo Mancini

Le vittime della bestialità islamica bengalese a Dacca sono già passate in secondo piano, nonostante la vicinanza temporale e la gravità dell'episodio. Un nuovo e più "importante" episodio è emerso, utile per esaltare ideologizzati e politicume assortito, dall'informalmente attuale premier Matteo Renzi, alla solita Laura Boldrini, allo zombie Gad Lerner, al neo-vergine (dopo le accuse che hanno interessato i suoi diretti famigliari) Angelino Alfano.

Episodio che ha permesso loro di sbandierare il solito ideologico furore immigrazionista, nella declinazione giustizialista anti-italiana. Alfano, non a caso, ha subito invocato l'aggravante "razzista", al solo sentire la versione di una delle parti. Sapete già: a Fermo, scoppia una rissa tra un italiano (subito etichettato ultrà di destra) e un nigeriano (subito etichettato santo martire, scappato da Boko Haram). Il secondo muore. Il primo è, prima ancora che assassino certo, razzista ovvio.

Il presidente della Caritas del luogo, tal "don" Vinicio Albanesi, ha deciso di costituirsi parte civile contro l'italiano, organizzando anche una fiaccolata e aggiungendo, in uno slancio di delirio (sofisticato?) che l'assassino ha qualcosa a che fare con coloro che "mettono le bombe nelle chiese"?! (Coma irreversibile per Emmanuel, picchiato selvaggiamente in strada, Il Resto del Carlino, 6 luglio 2016)

Sapete anche che tutti i mass media tutti hanno dato per certa, e da subito, la versione della moglie del nigeriano, secondo cui si sarebbe trattata di una aggressione a sfondo razzista, pura e semplice. Nessuno che abbia mostrato qualche dubbio. E' bastato dire che si trattava di un ultrà, con qualche precedente violento allo stadio (in che termini?). Da lì, il passo per un assassinio senza ragione è breve. O no?

Ma l'italiano, Amedeo Mancini, titolare di una azienda del posto (ma questo è passato molto in secondo piano in questi due giorni di delirio "giornalistico"), dalle testimonianze di alcuni presenti, sembra si sia solo difeso dai due nigeriani, marito e moglie. (Nigeriano ucciso a Fermo, la super testimone ribalta tutto, Fabio Castori, Il Resto del Carlino, 7 luglio 2016) Il perché di quanto accaduto, in realtà, è ancora da definire, ma certo è che non è così ovvio quanto dipinto, fantasiosamente o acriticamente, dai vari Renzi, Boldrini, Lerner, Alfano, Albanesi e similari. I quali, evidentemente, mettono le vite degli ultimi arrivati allogeni al di sopra dello stato civile e dell'accertamento dei fatti. E sicuramente sopra gli italiani, sempre più vampirizzati.

Certo, ancora alcune cose vanno chiarite, ma, per il momento, solidarietà (almeno preventiva) con Amedeo Mancini.

2 commenti:

  1. Eh, questa storia puzza un bel po'. Intanto, ci sono testimonianze molto discordanti tra di loro. La moglie del nigeriano, ad esempio non la racconta giusta. Come non la racconta giusta il prete che dice di volersi costituire parte civile mentre il nigeriano era ancora in coma. La donna dice che a prendere il paletto è stato il fermano, cosa non vera. Addosso al fermano sono state trovate ecchimosi e un morso della donna sul braccio. Senza dubbio, il ragazzo bianco è stato un cretino ad insultare la donna MA il nigeriano, poteva non raccogliere la provocazione. L'autopsia ad esempio dice che è stato vittima di un solo pugno, è caduto ed ha battuto la testa. Il prete, supera addirittura la scienza dicendo che è stato letteralmente ammazzato di botte. I media hanno comunque deciso chi è il santo e chi il demone. Il pd e ncd si sono addirittura smossi da Roma (cosa che NON hanno fatto con altre vittime pallide). #iostoconamedeomancini.

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  2. Eh, già! Il politicume parassitario (ed annessi vari) ha subito provato a sfruttare l'episodio (e in parte c'è pure riuscito, dato che molti hanno abboccato). La cosa grave, risottolineo, è tutto questo concerto di alte sfere politiche (ed annessi) che condanna preventivamente un cittadino italiano per trasformare in martire uno straniero. Semplicemente squallidi. Ma non solo squallidi: episodi simili dimostrano quanto l'immigrazionismo sia una ideologia totalitaria e genocida, che si cerca di imporre con ogni mezzo.

    Gli italiani delle passate generazioni si staranno rivoltando nella tomba. Speriamo che vogliano che l'attuale classe dirigente/digerente italiana li segua presto là.

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