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giovedì 14 luglio 2016

La concretezza? O della neo-lingua

La concretezza? O della neo-lingua

La neo-sindaca di Torino, Chiara Appendino, del Movimento 5Stelle, nei giorni scorsi ha dichiarato che "dire 'famiglie' invece di 'famiglia' significa smettere di lavorare per un concetto astratto, la 'Famiglia', e cominciare a farlo per quelle concrete, le famiglie".

Il riferimento, lo sapete, è per la creazione di un assessorato, appunto, alle "famiglie", invece che alla famiglia (tradizionale). Il ridicolo è far credere che la famiglia (tradizionale) sia un concetto astratto, quando porzioni amplissime della Storia, tutte le nostre generazioni passate e tutto il mondo attuale, persino la gran parte di quello occidentale, nonostante tutto, hanno vissuto e vivono concretamente non le "famiglie", ma la famiglia eterosessuale (per lo più monogama). A meno di non voler far credere che la realtà sia irreale.

Il problema è semmai che neo-eletti, senza autorevolezza e senza ancora aver dimostrato (loro) alcunché di concreto, applicano automaticamente forme di neo-lingua, difendendo idee vissute solo da porzioni minime e confuse di società.

La strada per l'Inferno è (ormai) lastricata di vuote intenzioni...

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