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domenica 12 giugno 2016

Donald Trump-Hillary Clinton: ovviamente è anche una questione di (quali) soldi

Donald Trump-Hillary Clinton: ovviamente è anche una questione di (quali) soldi

La questione è presto detta: da una parte c'è una candidata che è parte del sistema di dominio statunitense da decenni, senza metterne in discussione alcun aspetto realmente importante, appoggiata in maniera anche isterica da molti gruppi di potere, lobbies e dai mass media, Hollywood in testa. Dall'altra c'è un candidato istintivo e senza peli sulla lingua, che utilizza il proprio potere economico per difendere idee quali maggiore isolazionismo, riequilibrio nelle tassazioni federali, blocco dell'immigrazione di massa, difesa del lavoro nazionale.

Mentre la prima, Hillary Clinton, non viene messa in discussione (a parte la nota vicenda delle email), proprio perché perfettamente integrata nel sistema di dominio, il secondo, Donald Trump, viene dipinto solo come razzista e maschilista, senza alcun interesse per ciò che realmente propone (il che non è un dettaglio, ovviamente). Basti anche ricordare che, quando Trump ricordò, circa un mese fa, le vicende extraconiugali di Bill Clinton, quando era presidente in carica, quindi in posizione di potere, subito il New York Times ha tirato fuori decine di presunte testimoni pronte a denunciare Trump per molestie. Molestie del tipo "Trump ha chiesto di indossare un costume da bagno prima di fare un tuffo in piscina" (?!), oppure "sai che hai un bel corpo?". Roba da psicosi anti-maschile, se non fosse che si tratta di operazione concertata per gettare fango contro un rivale politico.

E' interessante, perciò, dare un'occhiata a quanto e come sinora i due candidati abbiano raccolti i fondi per le proprie campagne elettorali, ossia fino all'elezione per i rispettivi fronti repubblicano e democratico: la Clinton, ha raccolto circa 300 milioni di dollari e spendendone circa 200 milioni, come il suo rivale democratico sconfitto Bernie Sanders, soldi per almeno un terzo provenienti da quelle particolari lobbies elettorali chiamate PACs e Super PACs, dietro cui si possono trovare gruppi economici e di potere rilevanti. Trump, invece, ha raccolto meno di 60 milioni di dollari e ne ha spesi poco più di una cinquantina. Soldi provenienti per tre quarti dalle proprie risorse private.

Clinton campaign’s money machine dominates Trump and Sanders in latest FEC reports (Tom Hamburger / Anu Narayanswamy, The Washington Post, 21 maggio 2016)

Hillary Clinton is set to seriously outspend billionaire Donald Trump (Rick Newman, Yahoo! Finance, 24 maggio 2016)

Siamo sicuri che vincerà Hillary Clinton? (Marco Romandini, Wired, 10 giugno 2016) [prestate attenzione all'infografica sugli elettori di Sanders e consideratela alla luce di quanto dice Paul Krugman sugli elettori principali di Sanders, ossia i bianchi: Perché i politologi non hanno capito Trump e Hillary Clinton e gli statistici sì (Paul Krugman, Il Sole24Ore, 7 maggio 2016]

Fa un po' sorridere, perciò, che lo sconfitto democratico Sanders, dopo la chiacchierata partitica con Barack Obama dei giorni scorsi, abbia deciso di appoggiare Hillary Clinton, affinché "la vittoria elettorale riguardi tutti e non solo l'1% dei più ricchi" (anche considerando quanto negli USA abbia proseguito ad aumentare il divario tra ricchi e poveri negli anni ideologizzati di Obama. O forse per colpa di...).

Concludiamo segnalando qualche lettura alternativa su Trump:

Donald Trump contro l'iper-classe (Maurizio Blondet, dal suo blog via Comedonchisciotte, 20 dicembre 2015)

Quello che non dicono sul programma di Trump (Daniela Coli, L'Occidentale, 14 marzo 2016)

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