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sabato 5 dicembre 2015

"Islamic terror? I just don't see it"

"Islamic terror? I just don't see it" - Dopo la strage di San Bernardino

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Tralasciamo il quotidiano in sé e le polemiche che, anno dopo anno, riesce a scatenare il New York Post, trattandosi di giornale scandalistico (proprietà di Rupert Murdoch, per inciso...), che almeno ha di buono di riuscire a scontentare un po' tutti, i liberals bianchi, come gli afro-americani, come i giudei newyorkesi. Ma il titolo della copertina di qualche mese fa, 19 febbraio 2015, sembra proprio fatto apposta per i fatti degli ultimi giorni.

Come sapete, il 02 dicembre scorso, uno statunitense di origini pachistane, Syed Rizwan Farook, e la moglie, Tashfeen Malik, pachistana, hanno massacrato 14 persone in un centro per disabili di San Bernardino, in California, dove l'uomo lavorava. Una possibile ragione sarebbe un litigio di Farook con i colleghi, proprio il giorno del massacro, ma subito sono emersi elementi che lasciano ipotizzare qualcosa di più complesso e inquietante.

Quel litigio, viene da pensare, possa essere una scusa (più che la ragione) per l'azione stragista, dato che rimane il dubbio sia sull'arsenale da guerra trovato in casa dei due, sia sull'identità di entrambi. Il profilo della coppia era quello di due giovani coniugi, con un bambino nato da pochi mesi, con un buon lavoro (con lui nato, cresciuto e laureatosi negli USA). Perché scatenare un massacro, in coppia, dopo un litigio, pur (chissà) quanto spiacevole? No, il profilo non è quello di chi "normalmente" si dice compia atti simili, spesso solitario e, magari, imbottito di farmaci (escludendo, ovviamente, tutti quelli esplicitamente e variamente ideologizzati). L'arsenale (non semplicemente la classica pistola nel cassetto, che moltissime famiglie statunitensi hanno per difesa personale. In casa dei due sono stati trovati diversi tubi-bombe, oltre quelli poi effettivamente usati nella giornata del 2 dicembre, assieme alle altre armi), inoltre, toglie plausibilità all'ipotesi del raptus o della vendetta. A questo, si aggiunge che i due, sunniti devoti, conoscevano personaggi vicini al radicalismo islamico, in particolare nell'estremismo somalo e nell'al-Qaeda siriano. A questo, nelle ultime ore, si aggiungerebbe il ritrovamento della dichiarazione di fedeltà della Malik all'ISIS, effettuata on-line.

Che la scusa sia un litigio, che il massacro fosse pianificato o meno, indipendentemente dal perché, lascia un forte dubbio sulla questione dell'integrazione dei non-europei nelle società occidentali, specialmente quando si tratti di comunità fortemente identitarie e fortemente storicamente ostili, quali quelle islamico-sunnite.

Inoltre, di riflesso, la strage di San Bernardino potrebbe fornire una nuova accelerata all'ostilità del cittadino medio statunitense nei confronti dell'islamico medio. Questa nuova strage, infatti, porta quasi in parità il numero di morti per massacri perpetrati, in territorio USA dopo l'11-9, da parte di islamici rispetto ad autoctoni ideologizzati. Dal 2001 al 2015, infatti, il numero di uccisioni da parte dei secondi (etichettati come estremisti di destra) è di 48, mentre le uccisioni da parte di islamici è arrivata a 45. Le prime due stragi, per numero di morti, sono proprio quella di San Bernardino e quella di Fort Hood del 2009, ad opera dell'arabo Nidal Malik Hasan. Inoltre, il numero di persone variamente accusate di terrorismo dentro il territorio statunitense sono, sempre per lo stesso periodo, 317 islamici (di cui ben 146 nati negli USA) e 182 non islamici. (Homegrown Extremism 2001-2015, International Security, New America Foundation) Obama forse non vedrà il "terrore islamico", di cui parlava il New York Post, ma per il cittadino medio difficilmente sarà altrettanto.

Questo episodio avrà anche un altro probabile effetto (più volte riscontrato in passato): nel mentre che Obama continuerà la sua polemica contro il libero commercio di armi (secondo la ridicola idea che si debba puntare il dito contro gli strumenti, piuttosto che sul perché muova alcuni ad usare quegli strumenti), i cittadini statunitensi vorranno ancor di più armarsi.

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4 commenti:

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  2. A proposito di sciacalli, per giunta molto incauti e maldestri, così titolava l'Huffington Post non appena dalla California si diffondeva la notizia della strage nel centro per disabili a San Bernardino: "Killer bianchi in azione negli Usa".

    Vedi lo screenshot: http://i64.tinypic.com/4jwcc2.jpg.

    Il titolo suggeriva chiaramente una lettura sociopolitica dell'attentato che facesse da contraltare alle discussioni seguite ai fatti di Parigi, dove i killer sono stati dei francesi musulmani di origine alloctona. Purtroppo per l’Huffington Post, però, le successive notizie ufficiali svelano che i responsabili del massacro si chiamano Syed Rizwan Farook e Tafsheen Malik, e sono due nuovi americani nati da genitori pakistani. Ohibò! Resisi conto del pasticcio, gli editorialisti si affrettano a cambiare il titolo con un neutro “Ennesima strage di innocenti in USA”.

    Vorrei inoltre ricordare che la versione italiana dell'Huffington Post è diretta da Lucia Annunziata e collabora strettamente con il Gruppo Editoriale L'Espresso, tanto per far capire la caratura di questo pregiato giornale-web...

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  3. Già. Non è la prima volta. Ricordo ancora il caso Treyvon Martin, dove l'assassino era un meticcio hispanico. Ricordo lo stragista del Umpqua Community College, di un paio di mesi, anch'esso meticcio. Se un orientale, per ipotesi, magari un cinese, ad esempio, compisse un omicidio od una strage, magari mascherato, automaticamente certi mezzi di informazione parlerebbero di assassino bianco. Curiosamente, Farook non mi pare fosse particolarmente chiaro di pelle.

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  4. https://www.youtube.com/watch?v=cTd94Qu4IB4 cancella post

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