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lunedì 16 novembre 2015

Rifiutate l'umanità (a proposito dei nuovi fatti di Parigi)

Rifiutate l'umanità (a proposito dei nuovi fatti di Parigi)

Breve intervento, dopo le nuove stragi parigine del 13 novembre ad opera di "nuovi europei pagatori di pensioni" di fede maomettana sunnita. Nel mentre che continuano ad aumentare le uccisioni e i massacri nelle terre europee, le parole d'ordine della politica d'apparato e della grande stampa o delle televisioni, così come di personaggi variamente ben inseriti dove conta, sono le solite, ossia "evitiamo di fare d'ogni erba un fascio", oppure "che si colpisca spesso in Francia non ha a che fare col fatto che Oltralpe c'è la più grande comunità maomettana in Europa", oppure "lasciar vincere la paura significa tradire i principi europei di libertà e tolleranza", oppure "la gran parte dei morti da parte dei terroristi islamici sono altri islamici", e così via, di scemenza in scemenza.

Altrettanto, dopo fatti come quelli di venerdì, si ripetono le immagini noiose di ragazzetti e ragazzette (che poi magari hanno trent'anni e passa) che piagnucolano abbracciati nelle piazze parigine; si ripetono mobilitazioni sterili sui social networks, condite di "non ci piegheranno, continueremo a vivere come sempre" (e non ne dubitiamo, purtroppo); si ripete che i morti di Parigi erano "cittadini del mondo" (ma gli unici "cittadini del mondo" per davvero erano e sono i terroristi, che si muovono di nazione e nazione, di continente e continente, come meglio credono) e così via.

Consideriamo tre spunti:
  • a Crema, ai primi di giugno di quest'anno, l'associazione dei "Giovani musulmani italiani" (italiani...) ha organizzato un incontro presso il locale Consultorio Diocesano Familiare dal titolo "Integrazione? No grazie! Convivenza pacifica!". Detto alla francese: comunitarismo, ossia separazione per non imbastardirsi con i valori occidentali. (I giovani musulmani italiani: "Integrazione? No, grazie!", Matteo Carnieletto, Il Giornale, 03 giugno 2015)
  • un sondaggio di inizio estate, condotto per la Fondazione Moressa, riporta che circa il 3,1% dei maomettani in Italia ha esplicitamente simpatia per l'ISIS. Si tratta di circa 50.000 persone. Quanti invece non esplicitano le loro simpatie? Quanti, invece, semplicemente non sono stati raggiunti dai sondaggisti? Tanto per capirsi, i dati riportati da Angelino Alfano il 14 novembre, nello speciale di Porta a Porta, parlavano di 50.000 persone controllate a vario titolo, in Italia nel 2015, riguardo il terrorismo islamico. La domanda è: questi due gruppi quantitativamente simili sono sovrapponibili o no? Nel secondo caso, ovviamente, altro che 3,1%! (In Italia 50mila musulmani pronti a sostenere il Califfato, Matteo Carnieletto, Il Giornale, 29 giugno 2015)
  • qualche mese fa, Al Jazeera ha effettuato un sondaggio on-line tra le popolazioni arabe, riguardo l'approvazione o meno per il nuovo Califfato. Il risultato è stato un clamoroso 81% di sostegno per l'ISIS. Si tenga presente che nel 2006, un analogo sondaggio, in quel caso riguardante la simpatia per Osama Bin Laden e al-Qaeda, diede un risultato del 50%. (Shock poll: 81% of Al Jazeera Arabic poll respondents support Islamic State, Jordan Schachtel, Breitbart, 25 maggio 2015)

Dopo queste nuove stragi, vere e proprie azioni di guerra, personaggi come Barack Obama, Matteo Renzi o Jorge Mario Bergoglio hanno parlato di atti contro l'umanità e, come detto, le vittime vengono descritte come "cittadini del mondo".

Peccato che anche l'islamismo terrorista sia una sorta di umanitarismo, perché fa riferimento a tutti e tutte, ovunque. Non è un radicamento. E' radicalismo. E' fondamentalismo. Non è e non vuole essere radicamento, perché questo è sempre riferito ad una storia generazionale in un dato luogo di un certo gruppo.

E chi ha compiuto le stragi del 13 novembre o in altre occasioni, così come altri atti sanguinari compiuti da chicchessia in chissà che altre occasioni, lungo la Storia mondiale, non compie tali atti contro l'umanità, generica espressione ideologica, che maschera un concetto artificiale inventato da alcuni europei negli ultimi secoli, con sviluppo accelerato nel corso del Novecento (non entriamo nel merito del perché). Le stragi o le guerre si compiono sempre per scopi precisi, da parte di gruppi precisi contro altri gruppi o individui precisi. C'è sempre un chi, un dove, un perché, oltre che un quando e un come.

L'untuosa ideologia umanitaria impedisce di riflettere correttamente proprio sul chi, sul dove e sul perché. Permette anche ai maomettani (sunniti, ricordiamo) di adulterare il discorso su accoglienza, su identità e su azioni di contrasto al terrorismo, nascondendo dietro una generica e fasulla non-identità multietnica di alcune nazioni europee il pretesto per non mettere in discussione la loro presenza in quelle stesse nazioni. In pratica, se la Francia vuole rimanere Francia, non dovrebbe, secondo costoro, mettere in discussione la presenza maomettana in terra francese, ecc., di delirio in delirio. Ciò non è in contrasto con i tre punti che abbiamo riportato sopra, perché quei tre punti non parlano di una volontà di difendere radici etno-culturali, da parte degli islamici sunniti, quanto di lasciare che l'islam sia ciò che poi è ovvio che sia, ossia un fenomeno globale (tanto quanto l'umanitarismo europeo), valido ovunque e difendibile sempre. Ovviamente, a noi, invece, viene in mente la questione dei Pieds-Noirs e il confronto che si può fare con l'oggi [intervento del 10 gennaio 2015].

La presenza allogena, in particolare araba e subsahariana, in Europa è nata male e lo è grazie proprio all'umanitarismo, ossia grazie ad una generica accoglienza, motivata come volete, nel corso degli anni, ma comunque sempre senza alcun rispetto per le prerogative etnico-culturali di tutti; e, in genere, ciò che nasce male non si sviluppa bene. All'orizzonte non si vede alcunché di positivo, se non nelle troppe e ripetitive e stanche chiacchiere di alcuni multietnicisti di professione.

Finché non rifiuteremo l'umanità, per quanto tale concetto sia inculcato in molti, non faremo molti passi avanti. Si continuerà a vedere sempre e solo il ripetersi degli osceni spettacoli dello sradicamento e della distruzione, dato che è proprio nella lunga epoca della vittoria dell'umanità che è cresciuta la distruzione di popoli, culture, lingue, specie animali e vegetali.

7 commenti:

  1. Ciao Lif.
    http://www.liberatv.ch/articolo/26940/massimo-fini-stato-islamico-e-occidente-ognuno-se-ne-stia-casa-sua-e-la-soluzione
    Condivido l'opinione di Fini: ognuno a casa propria.

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  2. Su François Desouche riportano quanto ha detto Rachid Benzine, studioso islamologo marocchino, ossia (tra le altre cose, anche che) "se si fallisce a vivere insieme, meglio andarsene altrove":
    http://www.fdesouche.com/669663-rachid-benzine-islamologue-faute-de-vivre-ensemble-allons-vivre-ailleurs

    Chissà, "ognuno a casa propria" non è detto che sarà un tabù in futuro:
    http://euroholocaust.blogspot.fr/2012/04/dai-fiumi-di-sangue-ad-oggi.html

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  3. Video con i sottotitoli in italiano. Diffonodetelo perché sta andando virale. Pregherei il moderatore di dedicargli un articolo: https://www.youtube.com/watch?v=44vzMNG2fZc

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  4. Un mio breve spunto di riflessione su François Hollande e l'Isis.

    Hollande ci ha ripensato, ora il problema non è più il tiranno Assad bensì l'Isis. Peccato che l'Isis sia nato dal fallimento nella costruzione di una forza credibile di opposizione contro Assad, foraggiata - manco a dirlo - dagli americani, a loro volta spalleggiati diplomaticamente proprio da Hollande e Cameron che speravano in un cambio di regime sul modello di quello libico post-Gheddafi (1). Ma in Siria la situazione è sfuggita di mano e così il vuoto creato intorno ad Assad è stato subito colmato dai jihadisti più radicali. Il fallimento della strategia statunitense in Siria è stato ammesso, peraltro, dalla stessa Hillary Clinton (ex segretario di Stato) in una intervista dell'anno scorso rilasciata al giornale web "The Atlantic" (2). Dopo i fatti di Parigi, Hollande mostra il pugno di ferro alzando in volo i suoi caccia a fianco di quelli russi, ma la verità è che prima ha fatto molto male i suoi conti e questo gli andrebbe rinfacciato quale errore politico imperdonabile.

    (1) Siria, Francia e Inghilterra: “Armi a ribelli anti-Assad, anche senza mandato Ue”, Il Fatto Quotidiano del 14 marzo 2013. Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/14/siria-francia-e-inghilterra-armi-a-ribelli-anti-assad-anche-senza-mandato-ue/530359/

    (2) Hillary Clinton: 'Failure' to Help Syrian Rebels Led to the Rise of ISIS. "The Atlantic" del 10 agosto 2014. Link: http://www.theatlantic.com/international/archive/2014/08/hillary-clinton-failure-to-help-syrian-rebels-led-to-the-rise-of-isis/375832/

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  5. http://megasearch.co/link/443669-niall-ferguson-su-immigrazione-profughi-e-rifugiati-finito-tempo-confini-aperti-e-discorsi-su-immigrazione-pdf-pdf

    http://megasearch.co/link/443422-figli-dell-uomo-di-ida-magli-i-nostri-governanti-ci-odiano-immigrati-utilizzati-contro-italiani-pdf

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  6. E' un FALSO Attentato, come quello delle Torri gemelle e TUTTI gli altri in Europa, USA e Tunisia

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  7. Grazie all'anonimo per i tre collegamenti (non so se è lo stesso in tutti i casi)

    x Roblif
    Bentrovato. Ovviamente concordo. Mi auguro che l'errore ad Hollande gli venga rinfacciato elettoralmente nel modo più appropriato.

    x Guido
    Sulle Torri Gemelle ci posso stare. Per tutto il resto, per i singoli episodi, ascolto, leggo, valuto, ma il terrorismo islamico esiste di per sé, foraggiato dagli occidentali (e non solo, ricordiamo) finché si vuole, ma di per sé in ogni caso. Continuare a pensare che siano solo marionette non ha senso. Tanto meno pensare che sia tutta una sceneggiata. La guerra c'è, ormai.

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