eh cookies

domenica 22 novembre 2015

Flop manifestazioni islamiche

Flop manifestazioni islamiche: perché stupirsi?

Nei giorni scorsi, Davide Piccardo, del CAIM, Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano e Monza Brianza, e figlio del convertito alla religione maomettana Roberto Piccardo, detto Hamza, aveva affermato che nessuno avrebbe potuto negare la visibilità dei maomettani nelle manifestazioni post-strage, contro il terrorismo islamico.

Ebbene, invece, possiamo benissimo negare.

Alla luce delle manifestazioni di Milano, Roma, Palermo e qualche altro centro, le presenze probabilmente sono quantificabili dalle 3.000 alle 6.000 persone, complessivamente, con un buon 30 o 40% di non appartenenti alla religione maomettano sunnita (o altra forma), data anche la forte presenza di politici, sindacalisti, giornalisti e altre differenti figure (nella "piazzetta" romana ci è sembrato di veder fare capolino il solito Moni Ovadia).

La manifestazione milanese, quella un po' più corposa, tra l'altro, si divideva tra generici slogan e richieste di moschee. (Musulmani a Milano contro il terrore, photo-gallery, Il Giornale, 21 novembre 2015) I cartelli branditi proprio dagli appartenenti al CAIM dicevano appunto "no al terrorismo, sì alle moschee", secondo una reiterata formula ricattatoria, espressa più volte in Italia in questi giorni. D'altronde, sia a Milano che a Roma, molti erano i cartelli che parlavano della necessità di ricordare morti di ogni dove, facendo piombare il tutto in una generica denuncia, senza riferimenti chiari a chi e a quando (la comunità bengalese romana, ad esempio, si riferiva anche a Cesare Tavella? Chissà!?). (Striscioni e cartelli alla manifestazione "Not in my name" in piazza Santi Apostoli a Roma, photo-gallery, La Repubblica, 21 novembre 2015) D'altronde, nei giorni immediatamente successivi alla strage, anche la manifestazione spontanea nel sobborgo parigino di Saint-Denis ha visto una presenza maggioritaria europea, nonostante quasi il 40% di non-europei lì abitanti, e il 70% di minorenni allogeni. (Saint-Denis - Seine-Saint-Denis, Wikipedia)

Questi numeri esigui dovrebbero stupire? Giorni fa avevamo citato un sondaggio eseguito per Porta a Porta, da parte di IPR. [intervento del 19 novembre 2015 - Seine-Saint-Denis 2005-2015] In esso si riporta che ben il 12% dei maomettani presenti in Italia simpatizza per l'ISIS e l'8% evita di rispondere alla domanda. Il 24% incolpa di tutto gli occidentali e circa (solo) uno su due, il 46%, nega che i terroristi abbiano a che fare con la loro religione, con un 75% che afferma nettamente che il terrorismo è negativo per la religione maomettana.  Il 70% denuncerebbe i terroristi, il che significa che ben il 30% ha altre priorità, per così dire (il 10% afferma esplicitamente che non denuncerebbe). Il 21% è favorevole allo Stato islamico, ma non ci vivrebbe, mentre il 3% non esclude di emigrarci (più un 5% che non risponde). Il 18% considera negativo lo stile di vita italiano e il 4% non risponde. Il 13% non si sente integrato e lo vorrebbe essere, contro un 12% che non intende farlo. L'11% afferma che l'islam deve diventare religione dominante in Italia. Esiste perciò una percentuale che esplicitamente non sembra intenzionata a volersi integrare nella società italiana, come, d'altronde, aveva confermato l'associazione dei Giovani Musulmani qualche tempo fa. [intervento del 16 novembre 2015 - Rifiutate l'umanità (a proposito dei nuovi fatti di Parigi)] [per il sondaggio di Porta a Porta del 19 novembre 2015, VIDEO a partire dal minuto 23' al 45' circa] Il sondaggio in questione, ha riguardato circa 500 maomettani con residenza in Italia, interpellati telefonicamente.

Nel nostro intervento appena citato, inoltre, si riportava un sondaggio on-line di Al-Jazeera, in cui circa l'81% dei cittadini di varie nazioni arabe mostrava simpatia per l'ISIS. Tale sondaggio è della metà del 2015 e ha riguardato quasi 40.000 persone.

Nel 2014, un sondaggio invece telefonico su circa 5.000 persone di sette nazioni arabe, effettuato dall'Arab Opinion Index, per conto del qatariota Arab Center for Research and Policy Studies, riporta dati in qualche modo in linea con quelli del sondaggio IPR, dato che complessivamente circa l'11% degli intervistati giudica variamente positivo l'ISIS, con variazioni comunque significative a seconda dei contesti (i palestinesi per il 24%, i rifugiati siriani per il 13% (!?), come i tunisini, ecc., sino a circa lo zero percentuale dei libanesi). (A Majority of Arabs Oppose ISIL, Support Air strikes on the Group, Arab Opinion Index, 14 novembre 2014)

Aggiungiamo quanto riportato su Comedonchisciotte, qualche giorno fa, sui tweet pro-ISIS e la loro dislocazione geografica, ampiamente presente nei Paesi arabi, non solo colpiti da guerre, dato che in testa c'è l'Arabia Saudita, ma ben posizionati sono anche Kuwait e Turchia, con un curioso e inquietante, ma non sorprendente, quarto posto degli USA. (I paesi con più tweet a favore di ISIS, post di Adestil, forum di Comedonchisciotte, 19 novembre 2015)

Il dubbio è che molto conti la modalità con cui vengono interpellati i maomettani, dato che il telefono identifica più facilmente la persona, rispetto alla risposta on-line.

Altro dubbio, per concludere, riguarda la strage del 13 novembre scorso. A luglio 2015, vicino Marsiglia, furono rubate armi da guerra da un deposito militare. (Gli esplosivi usati nelle stragi di Parigi provenivano da un deposito militare francese?, Paolo Becchi e Cesare Sacchetti, L'Antidiplomatico, 18 novembre 2015) L'idea di alcuni, come sapete, è che molto venga lasciato accadere, forse per imporre un controllo totalitario delle società europee. E' un'idea probabilmente giusta, ma che va corretta. Ciò che avviene non è costruito ad arte, ma, se viene lasciato accadere, ciò è possibile in funzione di eventi, situazioni e fenomeni non artificiali. Ossia, c'entra nulla che la Francia abbia la comunità islamica più ampia d'Europa (un cittadino su dieci) e c'entra nulla che nelle forze armate francesi gli islamici siano dal 10 al 20% (con dati aggiornati a circa una decina di anni fa)? (Forces armées françaises - Par religion, Wikipedia)

3 commenti:

  1. Gent.mo Lif,
    scusi se insisto, ma Le rinnovo l'invito a pubblicare quel video che ho postato tra i commenti in un articolo precedente, è troppo importante.
    Distinti Saluti.

    RispondiElimina
  2. Pubblicato. Un consiglio, però: non limitiamoci ai video. Quello che manca sono testi elaborati, che diano conto di quel che sta avvenendo, ossia il tentativo di genocidio degli europei. C'è ancora troppa poca letteratura che denunci ciò e troppa poca elaborazione degli avvenimenti. Bisogna fare molto di più.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuramente. Spero qualcuno scarichi anche i sottotitoli. Intanto Le segnalo anche questi:
      http://www.imolaoggi.it/2014/01/01/sarkozy-spiega-gli-obiettivi-dellimpero-accettare-la-sfida-del-meticciato/
      http://www.imolaoggi.it/2013/11/16/jean-marie-le-pen-discorso-sul-mondialismo/
      sempre con i sottotitoli.

      Elimina