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domenica 13 aprile 2014

"Nuovi europei"? Ben Hamdani Fethi

"Nuovi europei"? Ben Hamdani Fethi




In questo caso, non un "nuovo europeo", ma un "fu nuovo europeo", dato che tale Ben Hamdani Fethi, tunisino sposato all'italiana Graziella Pasqualetti, con residenza ad Orvieto, è morto lunedì 7 aprile 2014, lanciandosi da una finestra di un commissariato di polizia, nel centro di Roma. Il caso non è esploso più che tanto, almeno al momento, nonostante c'è chi, per quanto avvenuto, sospetti una "spinta" al tunisino, anche a causa di una diceria (fatta circolare probabilmente dal suo avvocato), ossia che avesse una relazione con la compagna di un agente. In ogni caso, nulla, ad oggi, di concreto. (Tunisino precipitato dalla finestra del commissariato, il pm: «Omicidio colposo». Poliziotti interrogati, Adelaide Pierucci / Corso Viola, Il Messaggero, 9 aprile 2014)

Più concreto, invece, il profilo e la storia dello straniero, dato che in commissariato ci era nuovamente finito a causa di una accusa di stupro, ai danni di una venezuelana. Accusa che già in altra occasione lo portò a subire una durissima condanna di ben due anni di arresti domiciliari, che sicuramente hanno contribuito a renderlo un cittadino modello (possiamo solo essere ironici...).

Quello che però ci interessa è soprattutto l'intervista rilasciata dal suo avvocato, Michela Renzi. E', a suo modo, istruttiva riguardo l'atteggiamento di un certo genere di professionisti o, forse, bisognerebbe dire personaggi...

  • Tunisino suicida in commissariato, il giallo della relazione con la donna di un agente (Stefano Sofi, Il Messaggero, 9 aprile 2014):

«Non c’era motivo perchè si suicidasse, questa storia non mi convince, troppe stranezze: presenterò una denuncia querela, così mi ha chiesto la famiglia di Ben». L’avvocato Michela Renzi conosceva da anni Ben Hamdani Fethi, il tunisino che la sera di lunedì si è lanciato dalla finestra del commissariato Viminale, al terzo piano dello stabile di via Farini, morendo sul colpo. «Eravamo diventati amici - dice l’avvocato - un bellissimo uomo e consapevole di esserlo».

A quali stranezze si riferisce, avvocato?
«Non era certo la prima volta che veniva fermato o processato o che andava in galera...».

Anche stavolta con l’accusa di violenza sessuale, peraltro.
«Una vicenda tutta ancora da chiarire. E comunque per il caso precedente, quello del 2010, avevamo fatto appello alla condanna a tre anni in primo grado. Era stato a Regina Coeli per un paio di settimane poi aveva fatto circa due anni ai domiciliari, a Orvieto. Escluderei che fosse entrato nel panico per la paura del carcere o cose del genere. Sapeva che gli sarebbe bastato farmi chiamare, l’avevo tirato fuori dai guai altre volte. Perchè avrebbe dovuto uccidersi in quel modo uno così, con quattro figli che lo aspettano a casa...».

Perché, secondo lei?
«Guardi, proprio non riesco a darmi una spiegazione. Ho letto che forse pensava di essere al primo piano. Ma dico, anche se ti butti dal primo piano dove pensi di scappare? Ben non poteva non essere consapevole di tutto ciò».

Che lei sappia assumeva droghe?
«Che io sappia assolutamente no, così come non era solito neanche bere alcol».

Quindi?
«Qualche tempo fa mi aveva detto che un qualcuno del commissariato Viminale gli aveva giurato di fargliela pagare. Anche l’arresto precedente, per il caso del 2010, era avvenuto sempre nello stesso ufficio».

Perchè qualcuno poteva avercela con lui?
«E’ una vecchia storia, ma credo che Ben avesse avuto una relazione o qualcosa di simile con una donna legata a qualcuno interno al commissariato, non so se agente o funzionario. E questo qualcuno gli avrebbe giurato di fargliela pagare. Così mi aveva detto Ben ma è tutto da verificare».

Chi era Ben Hamdani Fathi?
«Era arrivato in Italia dalla Tunisia nei primi anni 80, aveva conosciuto la moglie Graziella a Roma credo, dove lei lavorava in una gelateria. Poi sono andati a vivere ad Orvieto, città di lei. Quattro figli piccoli. Un padre meraviglioso, sempre pieno di attenzioni. Ma non voglio dire che fosse uno stinco di santo, i suoi errori li aveva fatti».

Lei ha parlato da poco con la famiglia di Ben, ha ricostruito i suoi ultimi movimenti?
«Mi hanno detto che era tornato a Orvieto poco dopo la mezzanotte di venerdì, in treno come al solito. E lunedì mattina era tornato a Roma».

Sa che lavoro svolgesse?
«Faceva il free lance per una ambasciata araba, una specie di factotum: pensava all’alloggiamento del personale in arrivo a Roma o ad altre esigenze».

7 commenti:

  1. sentite condoglianze alla bella famigliola del nuovo europeo prematuramente passed away.

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  2. Dunque, un bell'uomo, un padre esemplare, un lavoratore limpidamente attivo... era un po' stupratore, ma che ci volete fare? Del resto, a chi non piacciono le donne?

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  3. http://www.lastampa.it/2014/04/15/italia/cronache/omicidi-a-picconate-anni-a-kabobo-1HxDkfA6kUEY9hB0g45YfN/pagina.html
    20 anni per 3 omicidi.
    a castevolturno ovviamente le cose andarono diversamente: http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Castelvolturno

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  4. MDA, 20 anni sono la stessa pena inflitta a quel tale che ha fatto sfregiare l'ex compagna con l'acido. E' senz'altro un crimine molto grave, ma direi che la sproporzione rispetto a un triplice omicidio basato sull'odio razziale e messo in atto con mezzi atroci e spietatamente continuati è palese. Ci pensino gli sfregiatori del futuro: siete certi che convenga fermarsi lì? Si direbbe che la magistratura (stento a chiamarla "giustizia") stia dando dei suggerimenti non proprio edificanti.

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  5. Be', la magistratura italiana è quella che giudica "socialmente pericoloso" un Berlusconi, ma poi questi viene messo a fare, per una manciata di mesi, il badante per anziani.

    E comunque, a proposito di disparità, ieri leggevo questo:
    http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lombardia/2014/notizia/la-madre-dello-sfregiato-con-l-acido-dalla-ex-ci-ha-chiamato-la-annibali-_2037326.shtml

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    1. E' un dato di fatto che l'odio razziale viene contestato solo agli italiani.
      Un pò come la violazione di legge Mancino/Modigliani/Taradash.
      Mi si dimostri che ho torto.

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  6. altro martire europeo
    http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/milano-immigrati-inseguiti-dai-carabinieri-speronano-auto-ucciso-italiano/

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