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martedì 17 dicembre 2013

A Roma il 18 dicembre ci saranno due manifestazioni

A Roma il 18 dicembre ci saranno due manifestazioni: una (comunque sia) italiana, l'altra (comunque sia) anti-italiana


Non stiamo parlando dei due tronconi del movimento "9 Dicembre", ma che, oltre alla manifestazione di Piazza del Popolo, ci sarà nella "multietnica" Piazza Esquilino una manifestazione fantasiosa le cui parole d'ordine sono "casa a chiunque", "meticciamento", "risoluzione dei problemi del mondo con l'abbattimento delle frontiere", ecc.

Nel comunicato della manifestazione, che fa parte di una serie di eventi italiani ed esteri per la cosiddetta "giornata di mobilitazione globale per i diritti dei migranti e rifugiati", si afferma anche quanto segue:

[...] Rifiutiamo con forza ogni rivendicazione identitaria e nazionalista, ogni richiesta di “poteri autoritari nazionali”. Le “risposte italiane” all’austerity significano solo nuove guerre tra poveri. Per questo, invitiamo la Roma meticcia, quella che non si identifica con i tricolori sventolati in tante piazze d’Italia, a partecipare al corteo per dire che le strade appartengono a chi lotta. Solo le lotte meticce possono permetterci di riappropriarci veramente di diritti, dignità e reddito.
Abbatteremo i muri e le frontiere che ingabbiano le nostre vite, anche quelli più invisibili.

Il riferimento è alle manifestazioni del "9 Dicembre" dei giorni prima, dove lo sventolare del tricolore italiano deve aver irritato la fragile psiche di multietnicisti e allogeni assortiti, a dimostrazione del loro attaccamento all'Italia. Altrettanto ironico questo ridicolo riferirsi alle lotte meticce come ad una panacea di tutti i mali, nel più tipico stile dell'ideologizzazione della realtà vivente. Perché vivo è il diverso, non la chimera meticcia. Da questo punto di vista, meticcianti ed europeisti appartengono allo stesso mondo ideale delirante.

  • Corteo cittadino nella giornata di mobilitazione globale per i diritti dei migranti e rifugiati


Mercoledì prossimo, in moltissime città del mondo e d’Europa, si terranno manifestazioni che rivendicheranno con forza diritti e libertà per migranti e rifugiati.

Nel mondo, infatti, dilagano guerre e disuguaglianze, uno sfruttamento sempre più feroce saccheggia territori e si abbatte sulle vite del 99% della popolazione mondiale. A garanzia di un modello di sviluppo che produce soltanto povertà e sfruttamento, si impongono frontiere sempre più arcigne e militarizzate allo scopo di sbarrare il passo a chi cerca, migrando, un presente ed un futuro diverso.

Frontiere che uccidono, come è accaduto soltanto poche settimane fa a Lampedusa e come continua ad accadere in tutto il Mediterraneo. Frontiere che costringono chi riesce a penetrare nelle spesse mura della “fortezza Europa” ad essere perennemente ricattato, soggiogato da un lavoro sempre più precario, dentro una società che vorrebbero individualista e divisa, in preda a meccanismi di rivalità e concorrenza, di isolamento se non di conflitto fra culture, territori, persone.

Del resto, la strage di Lampedusa sembra già dimenticata ed archiviata da una governance italiana ed europea che continua ad avere come unico scopo quello di portare avanti il massacro delle politiche di austerity e precarietà. Nulla, infatti, è cambiato nelle politiche d’immigrazione e d’asilo. Le modifiche al trattato di Dublino, che entreranno in vigore dal primo gennaio 2014, sono insufficienti e non garantiscono la libertà di movimento dei rifugiati. Mentre l’impianto repressivo e ricattatorio disegnato dalla Turco-Napolitano prima e dalla Bossi-Fini poi, rimane sempre lo stesso.

Per queste ragioni abbiamo deciso di scendere in piazza il prossimo mercoledì 18 Dicembre, per affermare ancora una volta che il potere non può annientare la dignità dei migranti e dei rifugiati, come non può soffocare la rabbia e le lotte di chi vuole riconquistare i propri diritti.

La Roma meticcia, la Roma delle lotte sociali e dell’antirazzismo, attraverserà le strade del centro cittadino perché non vuole dare tregua a questo “democratico” governo ed all’Europa dei banchieri e dei potenti. Perché vuole inchiodare alle proprie responsabilità gli enti locali e le altre istituzioni competenti, sempre più immobili, indifferenti e per questo complici.

Chiudere la vergogna dei CIE. Stracciare la Bossi-Fini senza tornare alla Turco- Napolitano. Conquistare una legge organica che garantisca il diritto d’asilo. Spazzare via il business dell’accoglienza per conquistare condizioni di vita degne per chi arriva in Italia, partendo dal diritto alla casa e all’abitare.

Vogliamo questo e molto altro.

Vogliamo determinare insieme un’alternativa ad un presente e ad un futuro che vorrebbero già scritto. Un’alternativa che già vive, in embrione, nelle lotte e nei processi di riappropriazione che si realizzano in tante città del nostro paese ed in tanti luoghi del mondo. Un’alternativa che non può prescindere dall’affermazione concreta dell’uguaglianza nella diversità, come del diritto alla libera circolazione delle persone.

Rifiutiamo con forza ogni rivendicazione identitaria e nazionalista, ogni richiesta di “poteri autoritari nazionali”. Le “risposte italiane” all’austerity significano solo nuove guerre tra poveri. Per questo, invitiamo la Roma meticcia, quella che non si identifica con i tricolori sventolati in tante piazze d’Italia, a partecipare al corteo per dire che le strade appartengono a chi lotta. Solo le lotte meticce possono permetterci di riappropriarci veramente di diritti, dignità e reddito.
Abbatteremo i muri e le frontiere che ingabbiano le nostre vite, anche quelli più invisibili.

Occupazione dei Rifugiati di piazza Indipendenza
Movimenti Sociali di Roma
Scuole di italiano degli spazi sociali
Sportelli di tutela dei diritti di migranti e rifugiati
Associazioni antirazziste

4 commenti:

  1. Questo tipo di impostazione delirante e cieca di fronte a ognuna delle caratteristiche che delineano il profilo etologico umano ha spinto me, che sono seriamente e profondamente assai di sinistra nei comportamenti quotidiani, a scegliere di votare, nell'ultima tornata, per la destra più estrema disponibile. Stanti le cose come stanno, lo rifarò, e non credo d'essere l'unico ad avere abbracciato questo modo di agire. Ci pensino, queste persone acciecate dall'ideologia più astratta, perché l'atteggiamento che per ora riguarda pochi eccentrici come me potrebbe dilagare a macchia d'olio.

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  2. Aldo, le elezioni europee sono tra pochi mesi. Daranno un segnale interessante a questi gruppuscoli ideologizzati.

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  3. Sì, Lif. Spero però che anche a destra sia possibile reperire almeno UNA forza che non usi parole ambigue per mascherare le proprie intenzioni. Ormai, avendo raggiunto i 50 anni e avendo di conseguenza subito una bella dose di truffe elettorali, so riconoscere al volo le bifide formulette linguistiche usate per dare l'impressione di sostenere una cosa, lasciandosi però la libertà di manovra di fare poi il contrario ad elezioni avvenute. Potrei portare almeno una mezza dozzina d'esempi concreti tratti dagli ultimi trent'anni di campagne elettorali. Esiste qualcosa di più antidemocratico dell'ingannare l'elettorato, il "popolo sovrano"?

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  4. Assolutamente. Penso però che i cambiamenti avvengano prima di tutto a piccoli passi, per cui votare chi è almeno un po' differente aiuta, anche se non è detto risolva. In ogni caso la soluzione a tutti i problemi italiani non verrà solo dalla politica. Certe questioni devono diventare l'aria che respiriamo quotidianamente. Da questo punto di vista, nonostante tutto, il movimento "9 Dicembre" penso abbia dato una mano.

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