eh cookies

domenica 1 settembre 2013

[Segnalazione cinematografica] Skytten (di Annette K. Olesen)

[Segnalazione cinematografica] Skytten (di Annette K. Olesen)

Image Hosted by UploadHouse.com

Remake dell'omonimo film del 1977 (che non conosciamo), Skytten di Annette K. Olesen è un thriller politico uscito nei mesi scorsi in Danimarca. Non sappiamo se verrà proposto anche in Italia, ma non vi sarà difficile rintracciarlo in un modo o nell'altro.

Al centro della vicenda, ambientata nella Danimarca odierna, vi sono un attivista ecologista, passato alla lotta armata, e una giornalista di successo, progressista, single e col cruccio di adottare un ragazzino, purchessia indiano. La storia ipotizza la scoperta di un ingente giacimento petrolifero. Inizialmente, la notizia viene presentata limitatamente dal locale Governo a guida verde, che parla anche di accordi con gli USA, scatenando subito i malumori di molti. L'unico che cerca di diffondere la notizia nella sua pienezza è l'attivista, grazie ad alcuni documenti riservati, che propone alla giornalista; documenti in cui si paventano i rischi ambientali di un simile importante sfruttamento di risorse, così vicino all'area artica. La direzione del giornale però tergiversa; di conseguenza, l'attivista decide di passare all'azione, con azioni terroristiche, inizialmente limitate, finché non inizierà a scorrere il sangue. L'uomo, frequentatore di poligoni di tiro (da cui il titolo, che indica il sagittario, ma anche il cecchino), morirà durante un tentativo di colpire direttamente un esponente del Governo, mentre la giornalista... coronerà il suo sogno di un figlio indiano. Sullo sfondo, la notizia del giacimento viene presentata, stavolta, integralmente (meno gli effetti), così come si informerà della costruzione, nelle vicinanze, di una nuova base militare statunitense, in accordo col Governo verde e progressista danese.

Il film, in cui spiccano alcuni dei volti più noti dell'odierno cinema danese (Trine Dyrholm è la giornalista; Kim Bodnia è l'attivista; Nikolaj Lie Kaas è il ministro), è di difficile interpretazione, perché mostra con freddezza non tanto le posizioni, in realtà chiare, di quasi tutti, quanto perché sbatte in faccia allo spettatore il potere politico, senza lasciare spazi per alternative possibili. Di fronte a ciò, la media degli spettatori cosa potrebbe pensare? Si rimane col dubbio che l'opzione violenta, contro le menzogne governative, se rimasta come unica possibilità, venga presentata come la pietra tombale della stessa alternativa al potere.

Eppure, quel finale raggela. Quando la giornalista, grazie all'interessamento del ministro, suo amico, sì, ma che sino a qualche giorno prima criticava, riesce a diventare "madre" di un bimbetto speditole dal Bengala, il primissimo piano della mano di lei che prende la manina di lui non dà la sensazione della speranza e del futuro, ma del solo ripiegamento.

L'attivista l'aveva avvertita che solo le parole non possono bastare. Lo sfruttamento rischia di portare a gravi effetti sull'ambiente, con una probabile accelerazione dello scioglimento dei ghiacci... Ed aumento di inondazioni ed altri eventi disastrosi, magari anche nell'area indo-bengalese. Allora, farsi spedire un ragazzino dall'Asia è salvare il mondo o, in assenza d'altro, è lasciare che il mondo sprofondi?

5 commenti:

  1. O.T.:
    Lif, come mai non sono più visibili i commenti recenti nella colonna laterale?

    Intanto ti lascio una segnalazione:
    http://www.repubblica.it/politica/2013/09/05/news/sorella_kyenge_rinviata_a_giudizio-65969575/?ref=fbpr
    Vedremo in seguito se usciranno altri dettagli.

    Roblif

    RispondiElimina
  2. Stai usando qualche browser particolare o impostazione particolare dello stesso? Potrebbe essere qualche impostazione che blocca gli script, impedendo la visualizzazione completa della pagina. Io i commenti li vedo normalmente.

    Per quanto riguarda la notizia sulla sorella della Kyenge, avevo già letto. Forse ne parlerò brevemente.

    Lif non-loggato

    RispondiElimina
  3. E' Google Chrome allora.

    Roblif

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anzi, più precisamente l'add-on di Chrome che blocca il tracking.

      Elimina
  4. Non utilizzo Chrome, ma è quasi sicuramente quel componente il responsabile. Prova a impostarlo in maniera differente, se è possibile.

    RispondiElimina