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lunedì 9 settembre 2013

Martiri europei: Eleonora Cantamessa

Martiri europei: Eleonora Cantamessa

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La dottoressa Eleonora Cantamessa è morta ieri sera, a Chiuduno, nel bergamasco, mentre, tornando a casa, è incappata in due indiani, almeno uno dei quali ferito a coltellate da alcuni connazionali. La donna, assieme ad un amico, ha tentato di soccorrere l'immigrato, quando i suoi inseguitori si sono lanciati a bordo di un'auto contro il gruppetto, uccidendo sul colpo il ferito e la donna e ferendo gravemente il terzo, più un quarto uomo, originario di Trescore, accorso anch'egli per prestare soccorso. Inoltre, nella fuga, hanno speronato varie automobili, ferendo un'altra mezza dozzina di persone.

La madre Mariella ricorda che la figlia visitava gratuitamente molte delle immigrate che frequentavano il suo ambulatorio.

Una strage, perché di questo si è trattato [foto sotto], ha però messo la parola fine a quell'impegno. E nessuno si stupisca se i frutti del caos attuale siano questi. Senza limiti, i frutti possono essere solo questi.

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  • Chiuduno, rissa e investimento. Morti una dottoressa e un indiano  (L'Eco di Bergamo, 9 settembre 2013):
Far west ieri sera attorno alle 22.30 sull'ex provinciale 91 a Chiuduno. Una rissa, poi la strage: un indiano di 32 anni e un medico di 44 anni, di Trescore - la ginecologa Eleonora Cantamessa - sono stati falciati e uccisi dall'auto su cui c'erano tre, forse quattro persone, che prima avevano accoltellato l'indiano, lasciandolo gravemente ferito a terra. 
Secondo una prima ricostruzione dei fatti. La dottoressa, accompagnata da un amico, stava tornando a casa quando hanno visto la rissa fra gli indiani, uno dei quali a terra sanguinante. A questo punto, la donna ha chiesto insistentemente all'amico di fermarsi per prestare appunto soccorso all'indiano. Mentre era china sul ferito, l'auto degli aggressori è tornata indietro - in via Fratelli Kennedy -, forse per «finire» l'indiano e ha falciato entrambi, schiantandosi contro altre auto, tra cui una Audi A2 su cui c'erano due giovani che lavorano in un bar di Grumello e che stavano tornano a casa.
REGOLAMENTO DI CONTI Pare che ci fosse anche una terza auto con a bordo altri indiani coinvolti in quello che dovrebbe essere stato un tragico regolamento di conti, e che quest'auto sia fuggita. Come sono fuggiti gli uomini che hanno ucciso l'indiano e la dottoressa, ginecologa alla clinica Sant'Anna di Brescia, con studio anche nel centro di Trescore. Ferito anche un giovane di Trescore: pure lui si era fermato per soccorrere l'accoltellato. In ospedale l'amico di Eleonora Cantamessa che era sulla Golf con lei, e che dopo aver accostato l'auto è stato sfiorato dalla tragedia rimediando comunque varie ferite. Si tratta di L. B. architetto ricoverato sotto choc in ospedale con due costole rotte e due punti di sutura in testa. Ferito anche un altro giovane indiano che guidava una Audi su cui viaggiava l'amico ucciso. I feriti - tra cui Mbaye Saloiu, che abita nei pressi e che era accorso per dare il suo aiuto - sono stati portati in ambulanza negli ospedali di Bergamo (Papa Giovanni e Humanitas Gavazzeni), Seriate, Chiari.
LE INDAGINI Per tutta la notte le forze dell'ordine hanno tentato di ricostruire la dinamica dei fatti e soprattutto risalire ai protagonisti della rissa. L'uomo al volante dell'auto che ha investito Eleonora Cantamessa, l'indiano accoltellato, e altre persone è stato identificato e portato in caserma a Bergamo. Al comando di via delle Valli è in corso una vera e propria sfilata di testimoni per riuscire a comprendere come sono andati effettivamente i fatti, i motivi scatenanti della rissa, l'autore o gli autori dell'accoltellamento dell'indiano poi deceduto.

  • «Eleonora, tutta la sua vita per gli altri» Il racconto straziante della mamma (L'Eco di Bergamo, 9 settembre 2013):
[...] Eleonora Cantamessa, 44 anni, lavorava come ginecologa alla Clinica Sant'Anna di Brescia, ma aveva anche uno studio privato nel centro di Trescore. E tutta la gente del suo paese questa mattina - appresa la notizia - è rimasta incredula e sgomenta. 
A Trescore del resto la conoscevano tutti. «Aveva fatto nascere tantissimi bambini», ricorda in lacrime una donna. «Il suo ambulatorio era sempre pieno di mamme, italiane e straniere, senza nessuna differenza», aggiunge un'altra.
E' ancora la mamma Mariella a ricordare un altro aspetto del carattere e dell'impegno della figlia: «Dopo aver ricevuto le mamme per la visita, il suo ambulatorio spesso rimaneva aperto anche per le ragazze straniere che visitava gratuitamente, che avevano bisogno di un consulto. Non ha mai chiuso la porta in faccia a nessuno». [...]

  • Salvini (Lega) sui fatti di Chiuduno: «Non c'è più posto per gli immigrati» (L'Eco di Bergamo, 9 settembre 2013):
In merito ai fatti di Chiuduno (BG) sono intervenuti il Vice Segretario federale della Lega Nord, On. Matteo Salvini e il Sindaco, Stefano Locatelli. «E' l'ennesima tragedia – commenta Matteo Salvini – figlia del lassismo su sicurezza e immigrazione. Sarebbe bene che qualche ministro troppo chiacchierone, che non conosce nulla sulla realtà del Nord, prima di chiedere a gran voce l'abolizione della Legge Bossi- Fini, di voler regalare cittadinanze a piene mani e di distribuire gratuite accuse di razzismo, si facesse un bel giro per Milano, Torino, Venezia o, più urgentemente, per le vie di Chiuduno. E' inutile girarci intorno: la realtà è che in Italia, oggi, non c'è più spazio neanche per un immigrato in più».

«I sindaci – spiega Stefano Locatelli, Sindaco di Chiuduno – sono lasciati soli. Mentre lo Stato utilizza vagonate di quattrini per andare a prendere i barconi al largo e per elargire a piene mani assistenza (spesso non necessaria), le caserme delle Forze dell'Ordine sono costrette a ridurre i turni di sorveglianza delle strade perché mancano persino i soldi per la benzina delle volanti. Da quando è stato cancellato il potere di ordinanza contenuto nel "Pacchetto sicurezza" dell'allora Ministro Maroni, la situazione è precipitata. Per colpa dello Stato i sindaci non hanno più nessun tipo di strumento atto a fronteggiare l'emergenza sicurezza sulle nostre strade. Oltre al danno c'è poi la beffa: siamo costretti a concedere la residenza a chiunque e non possiamo più operare nessun tipo di controllo concreto. Purtroppo non c'è da stupirsi se accadono episodi come questo: si tratta – conclude Locatelli – della conseguenza ovvia di un sistema dove all'immigrato è ormai concesso tutto».

6 commenti:

  1. Matteo Salvini: "In merito ai fatti di Chiuduno (BG) sono intervenuti il Vice Segretario federale della Lega Nord, On. Matteo Salvini e il Sindaco, Stefano Locatelli. «E' l'ennesima tragedia – commenta Matteo Salvini – figlia del lassismo su sicurezza e immigrazione. Sarebbe bene che qualche ministro troppo chiacchierone, che non conosce nulla sulla realtà del Nord, prima di chiedere a gran voce l'abolizione della Legge Bossi- Fini, di voler regalare cittadinanze a piene mani e di distribuire gratuite accuse di razzismo, si facesse un bel giro per Milano, Torino, Venezia o, più urgentemente, per le vie di Chiuduno. E' inutile girarci intorno: la realtà è che in Italia, oggi, non c'è più spazio neanche per un immigrato in più».

    Salvini dovrebbe aggiungere che allo stato attuale non c'è più spazio per la vita degli Italiani, che come ben sa, in Italia ci sono nati e ci vivono da generazioni. CI VOGLIONO MORTI.

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  2. Non sarebbe male aggiungere anche questo:
    Truth is hate crime (EN)

    http://truthisahatecrime.blogspot.it/

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  3. Ora vogliono censurare tutti i siti come questo:
    http://www.giornalettismo.com/archives/1096161/quei-siti-razzisti-che-spopolano-sul-web/

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  4. x Nessie

    c'è poco da fare: il limite è un concetto sconosciuto ai più, almeno ai nostri giorni. Se si dà da una parte, si deve togliere da un'altra. Agli italiani, si racconti quel che si vuole, stanno ormai solo togliendo (o per gli allogeni o per le banche e i parassiti politici italiani o per i debiti con banche e Stati stranieri).

    x l'anonimo del 12 settembre

    Letto. Ogni tanto lanciano allarmi. Ogni tanto oscurano. Qualche volta persino arrestano. Ma la realtà non cambia secondo i loro desideri.

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  5. a leggere le cose che scrive la madre c'è da piangere.
    http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca/13_settembre_12/genitori-eleonora-aiutiamo-figli-kumar-bergamo-2223050068112.shtml

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