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sabato 14 settembre 2013

Due reazioni alla morte di Eleonora Cantamessa

Due reazioni alla morte di Eleonora Cantamessa: la signora Mariella, madre dell'uccisa, ed Enzo Iacchetti


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Passati alcuni giorni, abbiamo qualche dettaglio in più riguardo la strage di Chiuduno dell'8 settembre scorso [9 settembre 2013], a cominciare dal nome dell'indiano ucciso (probabilmente di religione sikh), Baldev Kumar, fratello dell'investitore Vicky Vicky. Quest'ultimo, forse involontariamente per muovere a pietà, ha urlato disperato di non essersi accorto di aver ucciso il fratello, ma senza citare l'altra vittima, Eleonora Cantamessa, né i molti feriti, anche gravi.

Ancora non si conosco i dettagli di quanto avvenuto prima della strage, ad esempio il perché delle aggressioni precedenti all'investimento mortale. Quel che si conosce sono un paio, in particolare, di reazioni a quella serata di follia omicida.

La prima è quella della signora Mariella Armati, madre di Eleonora, che già in precedenza aveva ricordato quanto la figlia fosse disponibili nei confronti degli altri, stranieri compresi. Ora aggiunge, riferendosi ai figli dell'indiano morto:

[...] «Mi chiedono se provo odio - riprende la mamma -, ma io non sento niente. Non so perché, non so se è per Eleonora, che amava tutti e prima di tutti gli ultimi. Ma non provo rabbia, niente. Non mi sento neanche di parlare di perdono. Che cosa vuole dire perdono? Sarà il Padre eterno a perdonare». «L'unica cosa che mi sento di fare - aggiunge - è aiutare i quattro bambini di quel papà. E non mi interessa incontrarli o sapere chi sono, quanto sono grandi, dove abitano, cosa fanno. Non importa». [...]
(I genitori di Eleonora Cantamessa: aiutiamo i figli di Kumar, Corriere della Sera, ed. di Bergamo, 12 settembre 2013)

Sulla volontà dei genitori di Eleonora di aiutare i figli minorenni di Baldev Kumar non ci esprimiamo, ma è il resto che ci lascia perplessi. La signora dice che non prova odio, che neanche vuole parlare di perdono, così come nemmeno le interessa chi siano i bambini dell'indiano. Tutti o la gran parte notano il possibile aiuto a questi, quando è quel "non" che è più importante. Quel "non importa". Sentendo quelle parole, la sensazione che abbiamo avuto è di trovarci di fronte a quelle persone che, di fronte a qualcosa di traumatico, svengono. La signora Mariella ha tolto "dalla vista" l'evento traumatico, riproducendo quanto viveva la sua famiglia (e sua figlia) prima dello stesso evento. Il resto non conta, come nello svenimento, dove si taglia d'un botto la realtà traumatica. Peccato che un corpo svenuto sia un corpo (una persona) alla mercé degli eventi.

Ma c'è anche una seconda reazione che vogliamo sottolineare, ossia quella del personaggio televisivo Enzo Iacchetti [foto sopra], il quale ha annullato il proprio spettacolo alla fiera settembrina di Chiuduno, volendo rispettare, in questo modo, le morti di domenica scorsa. Peccato che però abbia aggiunto dell'altro, ossia che voleva prendere le distanze da commenti politici da lui ritenuti discriminatori, così come evitare di "respirare l'aria xenofoba della caccia all'extracomunitario", in quanto i morti sarebbero "tutti uguali". (Iacchetti: io non vengo. Ma lo show non si ferma, Rosanna Scardi, Corriere della Sera, ed. di Bergamo, 11 settembre 2013)

Ora, i morti saranno pure uguali (ma nulla sappiamo su chi fosse effettivamente l'indiano e sul perché è morto), ma i vivi no. Nella sola Lombardia, nel giro di pochi mesi è la seconda strage perpetrata da stranieri. Quante stragi di italiani contro italiani o di italiani contro stranieri nello stesso arco di tempo? Solo un caso oppure, come insegnano le vicende di altre nazioni europee, una tendenza dovuta all'aumento caotico delle presenze allogene? Ora, qualcuno citerà i casi di Castelvolturno o di Firenze, degli anni passati, ma si tratta di due eventi molto differenti tra loro, con dinamiche molto diverse (un caso di malavita organizzata e un caso di depressione con esiti tragici). Le due stragi lombarde sono invece l'esito di una società caotica, se non caoticizzata, dove masse crescenti e disordinate di allogeni, portatori di forme di sentire e vivere differenti, reagiscono ai loro eventi personali anche in forme violente e con esiti devastanti, aumentando il caos.

E non sarà di certo la favola dell'integrazione a cambiare le cose, dato che essa nasconde solo gli interessi economici di gruppi e associazioni varie (da Stranieriinitalia a EveryOne alla stessa Caritas, ecc.), che, in maniera parassitaria, invece di spendere energie intellettuali o materiali nella rinascita italiana, creano una mitologia dell'accoglienza, il cui effetto è aumentare il potere attrattivo per nuovi stranieri, i cui continui arrivi aumentano anche il giro di denaro dei detti gruppi ed associazioni.

Questa mitologia, inoltre, viene condivisa, più o meno volutamente, anche da personaggi pubblici, come Iacchetti, i quali arrivano a puntare il dito contro comunità locali, come quella del bergamasco, piuttosto che contro assassini o contro il crollo dell'ordine sociale. E' ridicolo che un uomo di spettacolo, il cui successo è dovuto sicuramente anche ai cittadini del bergamasco, accusi questi ultimi di razzismo, quando l'unica violenza è stata proprio la strage causata da alcuni indiani. E' il segno di uno squilibrio tra delirio ideologizzato e realtà.

3 commenti:

  1. Gent.mo Lif di Euroholocaust, se non ricordo male, aveva intenzione di creare un'articolo dove inserire anche questa petizione:
    http://firmiamo.it/no-reato-d-opinione--viola-ciampaglia-masi-scarpino-liberi
    perché non parlare, allora, pure di queste lettere nell'articolo in questione?
    http://andreacarancini.blogspot.it/2013/01/maurizio-dangelo-uno-dei-perquisiti-di.html
    http://edoardolongo.blogspot.it/2013/08/le-lettere-dal-carcere-di-mirko-viola.html

    (le lettere di Viola si possono trovare singolarmente nello stesso sito)
    Spero di esserLe stato utile.

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  2. Le segnalo anche questo:
    http://www.abruzzo24ore.tv/news/Cappi-contro-il-ministro-Kyenge-indagato-il-leader-di-Forza-nuova-Marco-Forconi/125717.htm

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  3. Grazie delle segnalazioni.

    Riguardo i cappi di Forza Nuova, mi stupisco di come si "incappi" (è proprio il caso di dire) in certi errori. Quei cappi, nonostante il riferimento al volantino e ai cappi che stritolano i popoli, possono benissimo venir sfruttati da una retorica che faccia riferimento agli USA (all'impiccaggione dei neri), oltre al loro essere, presi isolatamente, come simboli di minaccia. Bastavano i volantini. Perché dare spunti con tanta facilità?

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