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lunedì 5 agosto 2013

Monte dei Paschi di Siena, banche americane e relativi reati

Monte dei Paschi di Siena, banche americane e relativi reati: una faccia, una razza


Sul proprio blog, Marcello Foa fa notare che il risultato delle pressioni del Governo Obama e della Giustizia statunitense, per punire le grandi banche d'affari, si limita a multe salate. Il carcere non sembra essere tra le opzioni. (Banche, la Giustizia non è uguale per tutti, Marcello Foa, Il Giornale, 31 luglio 2013)

I reati di cui si sono macchiate le banche negli USA vanno dalla manipolazione dei mercati alla truffa.

Venendo in Italia, ci incuriosisce un po' la maniera in cui viene sia giudicata, sia, soprattutto, presentata la vicenda del Monte dei Paschi di Siena, dato che si sottolinea, come fatto rilevante, l'assenza di tangenti. In tale vicenda, i pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso sottolineano che "nell’acquisizione di Antonveneta non sono state trovate tangenti né arricchimenti personali". I reati andrebbero "solo" dalla manipolazione del mercato, all’ostacolo all’autorità di vigilanza fino alle false comunicazioni sociali. (Mps, 11 indagati (compresa Jp Morgan): “Ma non ci sono state tangenti”, Il Fatto Quotidiano, 31 luglio 2013)

Ora, ci pare decisamente una visione distorta della realtà il considerare la manipolazione del mercato come possibile pur in assenza di "arricchimenti personali". La prima è conseguenza necessaria dei secondi o, almeno, della volontà di raggiungere quelli (per capirsi: favorire gli azionisti, e magari solo i più grandi, migliorandone i dividendi, grazie a qualche trucco o informazione alterata, è "arricchimento personale". Non lo si fa mica per la gloria!).

Naturalmente, molto è dovuto all'aspetto politico-giudiziario della vicenda, ossia all'assenza di forze politiche disinteressate rispetto agli ambienti bancari e finanziari, così come di settori della magistratura che non facciano, almeno culturalmente, riferimento a quelle stesse forze politiche. (Mps, pressioni politiche per la scalata Unipol, Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera, 3 agosto 2013) (Mps: Vigni a pm, su Antonveneta incontro in Bankitalia, ANSA via Dagospia, 3 agosto 2013)

Il risultato è "statunitense": la corruzione (quella vera) viene raccontata come fatto episodico, pur essendo evidente la sua natura sistematica. Ossia: è più sistematica la tangente o lo è la manipolazione dei mercati? Soprattutto, chi causa più danni?

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