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mercoledì 24 luglio 2013

Nel Paese di Kabobo ed altre storie

Nel Paese di Kabobo ed altre storie: "Dagli al muso giallo!" "Dagli alla convertita!" "Dagli al negro!" Ecc.


Tempo fa, un lettore (grazie Josh!) ci aveva segnalato quanto affermato dal ministro dell'Economia e del Commercio del Congo, Jean-Paul Nemoyato, che mesi fa affermava la necessità di espellere qualunque straniero non in regola in campo commerciale. (Jean-Paul Nemoyato: «nomenclature sur les petits commerces, tous les étrangers en flagrant délit seront expulsés», Sandra Bushiri, La Prospérité via BSC-RDC, 9 ottobre 2012) Questo, ovviamente, per fare un confronto rispetto a Kashetu Kyenge (definita da alcuni e da se stessa "italo-congolese") e alle sue chiacchiere ideologiche, così come, perché no?, alla sua permanenza, anni or sono, come immigrata illegale (il buon giorno lo si vede dal mattino, così come quello cattivo). Ora, facciamo un po' di altri esempi su come va il mondo, sia per chi crede che andrà meglio, ma si sveglierà moribondo, e per chi, come noi, sa che andrà peggio e si ritroverà almeno nel giusto... costi quel che costi.

  • Ghana (vs Cina)

Una notizia praticamente non passata in Italia, riguardo un fatto avvenuto un po' di settimane dopo la strage dell'11 maggio scorso, ad opera del ghanese Mada "Madman" Kabobo. Erano i primi di giugno, infatti, quando in Ghana è iniziata la caccia al cinese, che ha portato all'arresto ufficiale di oltre 200 immigrati, appunto cinesi, l'allontanamento (parrebbe, ma chissà?) volontario di oltre un migliaio di altri dal Paese, più qualche scomparso, chissà se poi ritrovato. Si ha avuto infatti notizia anche di aggressioni fisiche e di uccisioni. La ragione è dovuta all'estrazione dell'oro, che secondo le accuse ghanesi, veniva in parte trafugato dagli asiatici. Secondo Jeuneafrique, su lanci dell'Agence France Presse, i ghanesi arrivavano ad attaccare qualunque individuo con fisionomia asiatica, requisendo tutto quanto fosse in loro possesso (Ghana: les ouvriers chinois chassés des mines d'or, Jeuneafrique, 24 giugno 2013). I cinesi, provenienti spesso dalla zona di Shanglin, nel sud della Cina, regione particolarmente povera, si muovevano per lavorare in Ghana, considerato il secondo produttore mondiale di oro, vivendo in baracche malmesse e lavorando come schiavi, ovviamente per altri cinesi. I disordini nel Paese africano hanno scatenato proteste nella regione d'origine degli immigrati, ma i rapporti tra Ghana e Repubblica Popolare Cinese non si sono, ovviamente, incrinati. (Ghana’s crackdown on chinese gold miners hits one rural area hard, Dan Levin + Mia Li, The New York Times, 29 giugno 2013) Rimane solo un dubbio: le accuse, almeno, erano parzialmente vere? Come italiani sappiamo benissimo che si tratta di un quadro plausibile. E, sempre come italiani, possiamo fare un proficuo confronto tra questo caso e quanto succede in Italia, sia per casi come quello dello stragista Kabobo, così come per le tasse non pagate dai cinesi o per le loro esagerate rimesse verso la madrepatria.

  • India (vs Italia)

Ileana Citaristi, figlia dell'ex tesoriere della Democrazia Cristiana Severino Citaristi, vive dagli anni '70 in India, convertitasi all'induismo e danzatrice Odissi, danza classica con connotazioni religiose. Nei giorni scorsi, durante un festival religioso, è stata malmenata da alcuni sacerdoti indù, urlanti l'epiteto "straniera". (India, aggredita una ballerina italiana, Il Giornale, 22 luglio 2013) Solo un episodio? La motivazione sarebbe un'offerta ritenuta esosa e non pagata ai sacerdoti, ma perché ora un simile episodio e non 10 o 30 anni fa? Solo un caso? Oppure l'India ha più lacerazioni di quel che sembra? L'India ha perso territori nel corso del Novecento, per la creazione degli Stati artificiali e islamici del Pakistan e del Bangladesh, avendo però ancora ampie comunità islamiche al proprio interno, rivalità confessionali tra induisti, maomettani e cristiani, movimenti politici violenti e situazioni socio-economiche complesse come poche altre nel mondo; in più, ultimamente, la violenza contro le donne, spesso minorenni, che lì ha realmente i tratti di quello che in Italia viene artificiosamente e capziosamente chiamato "femminicidio". Adesso, in aggiunta, un piccolo episodio "razzista" come quello accaduto alla Citaristi. Ripetiamo: solo un caso? Un episodio sfortunato? O un segnale?

  • Israele (vs Eritrea e Africa tutta vs Italia)

Gli eritrei sbarcati illegalmente in Italia possono liberamente girare per l'Europa, senza una completa identificazione da parte delle autorità italiane (ne parla Nessie nel suo blog: Niente impronte digitali agli eritrei, Nessie, blog Saura Plesio, 22 luglio 2013), magari nel giubilo di alcuni, perché, si sa!, in Eritrea c'è il regime, ma gli eritrei che arrivano da noi non possono che essere tutti dei bravi guaglioni bisognosi e invisi al regime suddetto (tra coloro che comprano a scatola chiusa, c'è, ad esempio, la giornalista e mediatrice culturale Erika Farris: Lampedusa, mettetevi nei panni degli eritrei. E festeggiate la loro vittoria, Erika Farris, Il Fatto Quotidiano, 23 luglio 2013). Ma altrove le cose sono diverse. Ad esempio in Israele, dove gli immigrati africani, legali o illegali, non vengono visti di buon occhio. L'anno scorso, l'allora ministro dell'Interno (in carica sino a marzo 2013) Eli Yishai (del partito sefardita-mizrahi Shas), affermò la distizione razziale di Israele, come nazione bianca, rispetto ai vicini maomettani (Israel enacts law allowing authorities to detain illegal migrants for up to 3 years, Dana Weiler-Polak, Haaretz, 3 giugno 2012), così come minacciò una esistenza miserabile per quegli immigrati, soprattutto eritrei e sudanesi, entrati irregolarmente in Israele. Non è il solo. Nel 2012, associazioni per i diritti umani hanno denunciato una escalation sia di proclami contro gli africani (di nuovo, spesso eritrei e sudanesi), sia di violenze fisiche, con accoltellamenti e lanci di bombe molotov. Uri Buskila, del Forum dei vice-sindaci, affermò che gli immigrati illegali rappresentano un problema più serio delle tensioni con l'Iran. (vari spunti, partendo da pagina 16, nel rapporto ACRI’s Annual Report 2012 - Human Rights in Israel and the OPT, The Association for Civil Rights in Israel, dicembre 2012) [in PDF] Tutt'altra cosa, naturalmente, l'ebraismo in Italia, dall'autodichiarato "bastardo" Gad Lerner al "romano" Riccardo Pacifici, sempre richiedente leggi repressive contro "propagatori d'odio" vari ed eventuali.

  • Kuwait (vs Resto del Mondo)

Sul suo blog, due mesi fa Debora Billi segnalava che in Kuwait, probabilmente per una riduzione delle riserve petrolifere, si arriva all'espulsione degli stranieri per semplici infrazioni stradali. (Kuwait: non c'è più petrolio per gli stranieri, Debora Billi, Petrolio, 22 maggio 2013) Come sapete, in Italia, per una consistente crisi economica e altrettanto consistente morìa di posti di lavoro, c'è chi sta cercando di rendere più appetibile l'arrivo in massa di allogeni. No! Tutto il mondo non è paese!

  • ONU (vs Italia... ed altri?)

Tra i blog presenti sul sito del giornale Il Fatto Quotidiano, c'è quello di Enrico Muratore, esperto dell'ONU per i diritti umani. Avendo lavorato nelle Nazioni Unite per diverso tempo, Muratore riporta alcuni fatti e fattacci, anche occorsigli direttamente. Riguardo gli sfottò di Roberto Calderoli a Kashetu Kyenge, il portavoce dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani dell’ONU a Ginevra, Rupert Colville, si è detto scioccato da quanto espresso dal politico italiano. Muratore fa però notare che l'ONU non si è minimamente degnata di considerare una sua denuncia del 2004, contro una sua superiore nigeriana, particolarmente e gratuitamente rancorosa contro gli italiani, tanto che la stessa continua a lavorare e prendere un lauto stipendio nella ricca organizzazione globalista. Altrettanto avviene in molteplici altri casi, riguardanti razzismo o corruzione o altro, dato che le Nazioni Unite non sembrano voler indagare sulle denunce al loro interno. (Te la do io l’Onu! / 13 – Caso Kyenge, razzismo e retorica, Enrico Muratore, Il Fatto Quotidiano, 22 luglio 2013) (Te la do io l’Onu! / 12 – Whistleblowers, diritti umani e Snowden, Enrico Muratore, Il Fatto Quotidiano, 16 luglio 2013) E se queste sono le élites globalizzate...

7 commenti:

  1. A proposito di Kabobo, vuoi scommettere che gliela faranno fare franca? la pezza giustificativa? Sentiva le voci dentro di sé...

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/kabobo-ha-ucciso-tre-persone-colpi-piccone-esperti-non-938702.html

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  2. Mmh, vedremo. Intanto, credo che debba essere chiaro quanto certi stranieri o minoranze allogene debbano a certi consigli di certi avvocati...

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  3. Gent.mo Lif di euro-holocaust, Le consiglio di dare un'occhiata a questo blog per arricchire la sua lista di link identitari e di informazione:
    http://mauriziodangelo.blogspot.it/

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  4. L'ho inserito tra i collegamenti di "informazione alternativa", data la natura del suo blog. A proposito, non avevo capito che MDA fosse quel MDA. Ma la sentenza su Stormfront è stata pubblicata nella sua interezza da qualche parte?

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    1. Ho deciso di segnalarglielo soprattutto per i vari link che ci sono all'interno, spero possa esserLe utile, ultima cosa: complimenti per il blog! Per quanto riguarda la sentenza, non si sa molto a parte ce uno di loro a causa di una mail al datore di lavoro è dovuto tornare dentro.

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    2. Sì, ho letto di quanto è avvenuto. In ogni caso, ho intenzione di occuparmi della questione entro breve.

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  5. http://www.ilgiornale.it/news/cronache/bengalese-ucciso-pugno-sua-famiglia-vitalizio-2mila-euro-1070828.html

    riposate in pace martiri di kabobo

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