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domenica 21 luglio 2013

Ancora sui Radicali e le loro proposte referendarie per abolire il reato di clandestinità

Ancora sui Radicali e le loro proposte referendarie per abolire il reato di clandestinità: le dichiarazioni del patron di Stranieriinitalia (+ la raccolta firme contro Kashetu Kyenge)

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Torniamo ai Radicali e alla loro, ora doppia, iniziativa referendaria, volta a facilitare l'ingresso e la circolazione di nuove masse di allogeni nel nostro Paese [13 maggio 2013].

Intanto, prima di iniziare, vi ricordiamo esistere ancora l'iniziativa lanciata dall'italo-egiziano Magdi Cristiano Allam contro Kashetu Kyenge, per chiederne le dimissioni, in quanto rimasta a suo tempo illegalmente in Italia e per alcuni dichiarazioni, come il suo sentirsi "italo-congolese", quindi non propriamente autoctona. Non discutiamo adesso la figura di Allam, così come la limitata risonanza della sua iniziativa, ma riproponiamo la raccolta firme, anche per fare un confronto tra l'attivismo di un partito ormai a livelli pulviscolari come quello Radicale e il minor attivismo di un partito percentualmente più rilevante, come la Lega Nord, che non ci pare abbia prontamente avviato o abbia adirato in maniera significativa a iniziative come quella di Allam (si cui magari torneremo).

Tornando ai Radicali, segnaliamo qualche nuova dichiarazione del patron di Stranieriinitalia, famoso sito di informazione pro-allogeni, che, ovviamente, sosterrà il più possibile i primi. Secondo il patron Gianluca Luciano [foto sopra] (come riportato nell'articolo che segnaliamo, a tratti dall'incerto italiano, come vedrete) il "mondo dell'immigrazione" saprà mobilitare sia italiani che stranieri con cittadinanza italiana per mandare in porto l'iniziativa dei Radicali.

Iniziativa che ha lo scopo di togliere il reato di immigrazione clandestina, così come la necessità di un lavoro per poter restare in Italia. Come detto, in pratica richiedono porte aperte e totale libertà di movimento a chiunque.

Gianluca Luciano afferma che, proprio perché i decreti-flusso degli ultimi anni, a causa della crisi, sono meno ampi che in passato, allora si potrebbe intervenire in maniera legislativa, portando avanti quanto propongono i Radicali, con in aggiunta selezione e formazione all'estero. Insomma, le solite balle! In Italia c'è la crisi, i flussi richiesti sono inferiori, ma bisogna lasciare porte spalancate e in più formare i lavoratori in altri continenti e da lì portarli in Italia!

Questo delirio senza senso assume una logica solo per chi, come Luciano e simili, campa sull'immigrazionismo e di questo ha bisogno per sostenere i propri interessi ed espandere il proprio business. Non per l'Italia e gli italiani che devono attualmente combattere contro tassi di disoccupazione esasperanti. Italiani che si trovano tra l'incudine e il martello, dove il primo sono i tipi alla Luciano, che vorrebbero svendere il lavoro degli autoctoni a sempre più numerosi stranieri, mentre il martello è la classe politica, capace solo di svendere i beni pubblici e nulla fare contro la delocalizzazione delle imprese. Forme differenti, ma complementari, appunto, di svendita dell'Italia.

  • Referendum. "Cambiamo la legge sull’immigrazione, non funziona" (Elvio Pasca, Stranierinitalia, 19 luglio 2013):

Via il reato di clandestinità e il legame inscindibile tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro.

È l’obiettivo di due referendum dei Radicali, ciascuno dei quali ha bisogno di 500 mila firme di cittadini italiani per essere sottoposto al giudizio degli elettori nelle urne ( http://www.cambiamonoi.it/referendum/immigrazione ). Stranieriinitalia.it aderisce come media partner alla campagna di raccolte firme perché, spiega l’editore Gianluca Luciano, “al di là dello specificità dei quesiti, bisogna segnalare che la legge sull’immigrazione è obsoleta e non funziona, quindi va cambiata”.

In particolare, se i referendum andassero in porto, verrebbero cancellati tre articoli del Testo Unico sull’immigrazione. Sono il 10 bis, che ha introdotto il reato di “ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato”, il 4 bis, dedicato all’Accordo di integrazione e, di conseguenza, al permesso a punti, e il 5 bis, che prevede la stipula tra datore e lavoratore di un “contratto di soggiorno per lavoro subordinato”.

“Il primo quesito –spiegano i Radicali  -   cancella la norma che introduce un reato aberrante che criminalizza una condizione anziché una condotta. Il secondo quesito abroga quelle norme che costringono centinaia di migliaia di migranti al ricatto continuo dei datori di lavoro (creando l’effetto “concorrenza sleale” con i lavoratori italiani) oppure che li obbliga al lavoro nero o al servizio della microcriminalità, perché legano indissolubilmente la possibilità di restare nel nostro paese - anche di cittadini da anni in Italia - alla stipula di un contratto di lavoro”.

“Si tratta – concludono i promotori - in sostanza di eliminare le due norme più restrittive che hanno caratterizzato il pacchetto sicurezza del 2009 fortemente voluto da Maroni e la legge Bossi-Fini del 2002, per ritornare almeno ad un regime simile a quello introdotto dalla legge Turco-Napolitano del 1998”.

“Il filo rosso dell’immigrazione in Italia – nota Luciano - è sempre lo stesso. Si entra clandestinamente e poi in un modo o in un altro si viene regolarizzati. È andata così per l’80% dei cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia. Questo vuol dire che proprio l’impianto della legge è sbagliato, non è previsto un autentico percorso di ingresso legale”.

“Con il rallentare dei flussi per lavoro – sottolinea l’editore - abbiamo l’occasione di riscrivere la legge. Possono esserci forme di tutor e di garanzia come in passato, ma anche sinergie tra pubblico e privato che realizzino selezione e formazione del personale all’estero e poi rispondano ai bisogni del mercato del lavoro. Nessuno assume lavoratori che non conosce o che non sono conosciuta da una struttura per professionalmente li seleziona e li garantisce”

Stranieriinitalia.it ospiterà i banner e le iniziative legate ai referendum e invita i lettori a firmare e a farsi protagonisti della raccolta firme. “Sono sicuro – conclude Luciano – che il mondo dell’immigrazione sia in grado di mobilitare firme di italiani, e di tanti cittadini stranieri che sono diventati italiani, che possano dare man forte alla richiesta di una legge giusta ed efficace”.

Ascolta l’intervista di Gianluca Luciano a Radio Radicale
http://download.radioradicale.it/store-56/2013/07/MP679313.mp3

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