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lunedì 17 giugno 2013

Giovanni Sartori su Kashetu Kyenge e "meticciamento"

Giovanni Sartori su Kashetu Kyenge e "meticciamento": "...più disintegrati di così si muore"


Mentre Kashetu Kyenge vaneggia sul governo-suq [1], il politologo Giovanni Sartori le ricorda il Novecento indiano...

[1] Su Wikipedia, è riportato quanto segue (interessante metafora o, forse, prospettiva):
Nell'islam classico esso [il suq, ndr] costituiva - insieme alla moschea e al Palazzo del potere - il terzo centro funzionale della città musulmana. A differenza però della Moschea o del Palazzo, il sūq non occupava quasi mai fisicamente il centro della città e questo a causa della invasività di certe arti e professioni che potevano arrecare disturbo, a causa di rumori o sgradevoli odori, all'ordinato e quieto vivere civile perseguito dalle autorità pubbliche.

  • L’Italia non è una nazione meticcia - Ecco perché lo ius soli non funziona (Giovanni Sartori, Corriere della Sera, 17 giugno 2013):
Il governo Monti era un po' raccogliticcio, ma forse per la fretta e anche perché Monti non apparteneva al giro dei nostri politici e di molti di loro sapeva poco. Ma Letta i nostri politici li conosce, è del mestiere; eppure ha messo insieme un governo Brancaleone da primato. Grosso modo, metà dei suoi ministri e sottosegretari sono fuori posto, sono chiamati ad occuparsi di cose che non sanno. Al momento mi occuperò solo di un caso che mi sembra di particolare importanza, il caso della Ministra «nera» Kyenge Kashetu nominata Ministro per l'Integrazione. Nata in Congo, si è laureata in Italia in medicina e si è specializzata in oculistica. Cosa ne sa di «integrazione», di ius soli e correlativamente di ius sanguinis ?

Dubito molto che abbia letto il mio libro Pluralismo, Multiculturalismo e Estranei, e anche un mio recente editoriale su questo giornale nel quale proponevo per gli immigrati con le carte in ordine una residenza permanente trasmissibile ai figli. Era una proposta di buonsenso, ma forse per questo ignorata da tutti. Il buonsenso non fa notizia.

Sia come sia, la nostra oculista ha sentenziato che siamo tutti meticci, e che il nostro Paese deve passare dal principio dello ius sanguinis (chi è figlio di italiani è italiano) al principio dello ius soli (chi nasce in Italia diventa italiano). Di regola, in passato lo ius soli si applicava al Nuovo Mondo e comunque ai Paesi sottopopolati che avevano bisogno di nuovi cittadini, mentre lo ius sanguinis valeva per le popolazioni stanziali che da secoli popolano determinati territori. Oggi questa regola è stata violata in parecchi Paesi dal terzomondismo imperante e dal fatto che la sinistra, avendo perso la sua ideologia, ha sposato la causa (ritenuta illuminata e progressista) delle porte aperte a tutti, anche le porte dei Paesi sovrappopolati e afflitti, per di più, da una altissima disoccupazione giovanile.

Per ora i nostri troppi e inutili laureati sopravvivono perché abbiamo ancora famiglie allargate (non famiglie nucleari) che riescono a mantenerli.

Ma alla fine succederà come durante la grande e lunga depressione del '29 negli Stati Uniti: a un certo momento i disoccupati saranno costretti ad accettare qualsiasi lavoro, anche i lavori disprezzati. Ma la Ministra Kyenge spiega che il lavoro degli immigrati è «fattore di crescita», visto che quasi un imprenditore italiano su dieci è straniero. E quanti sono gli imprenditori italiani che sono contestualmente falliti? I dati dicono molti di più. Ma questi paragoni si fanno male, visto che «imprenditore» è parola elastica. Metti su un negozietto da quattro soldi e sei un imprenditore. E poi quanti sono gli immigrati che battono le strade e che le rendono pericolose?

La brava Ministra ha anche scoperto che il nostro è un Paese «meticcio». Se lo Stato italiano le dà i soldi si compri un dizionarietto, e scoprirà che meticcio significa persona nata da genitore di razze (etnie) diverse. Per esempio il Brasile è un Paese molto meticcio. Ma l'Italia proprio no. La saggezza contadina insegnava «moglie e buoi dei paesi tuoi». E oggi, da noi, i matrimoni misti sono in genere ferocemente osteggiati proprio dagli islamici. Ma la più bella di tutte è che la nostra presunta esperta di immigrazione dà per scontato che i ragazzini africani e arabi nati in Italia sono eo ipso cittadini «integrati».

Questa è da premio Nobel. Mai sentito parlare, signora Ministra, del sultanato di Delhi, che durò dal XIII al XVI secolo, e poi dell'Impero Moghul che controllò quasi tutto il continente Indiano tra il XVI secolo e l'arrivo delle Compagnie occidentali? All'ingrosso, circa un millennio di importante presenza e di dominio islamico. Eppure indù e musulmani non si sono mai integrati. Quando gli inglesi dopo la seconda guerra mondiale se ne andarono dall'India, furono costretti (controvoglia) a creare uno Stato islamico (il Pakistan) e a massicci e sanguinosi trasferimenti di popolazione. E da allora i due Stati sono sul piede di guerra l'uno contro l'altro.

Più disintegrati di così si muore.

5 commenti:

  1. Ogni tanto il vecchio Sartori, ci azzecca...

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  2. Aggiungo che se nell'immaginario il Suq è il mercato arabo strapieno di confusione, grida, contrattazioni sui banchi, merci ed etnie che si mescolano,

    storicamente invece il Suq era un mondo chiuso e intangibile nelle sue leggi ed equilibri,
    espressione delle Corporazioni arabe-islamiche,
    dal significato economico e politico (ma anche culturale-religioso) netto e unidirezionale..solo arabi e solo islam, nessuna mescolanza permessa:

    un organismo in cui si entra SOLO per Diritto di Nascita e di Eredità.

    Cioè si poteva entrare nelle Corporazioni del Suq solo per una sorta di Ius Sanguinis.

    Non essendo quelli Romani, lo chiamavano Diritto di Nascita e Diritto Ereditario.

    Tutto l'opposto direi di quel ...."nuovo" di tutti e di nessuno in una terra di nessuno di cui la Signora KK si vorrebbe far portatrice.

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  3. x Nessie

    Sartori, sulla questione immigratoria e identitaria, fortunamente ha sempre espresso concetti interessanti. Ad esempio, sull'espulsione degli allogeni:
    http://euroholocaust.blogspot.it/2012/04/dai-fiumi-di-sangue-ad-oggi.html

    x Josh

    Be', in questo caso la metafora è ancora più calzante: un governo di pochi (il Governo Famiglia-Letta), le cui reali decisioni, però, vengono prese altrove. Notato come hanno tutti reagito al Berlusca che criticchichia il limite del 3% del deficit?

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  4. Già...però Berlusconi ha fatto da troppo tempo troppo poco..come dici "critichicchia":-) qui servono prese di posizioni nette e azioni decise, e da lui non le attendo più.

    ah a proposito della Signora, se non avessi ancora questo link, cfr.

    http://www.bsc-rdc.info/index.php/fr/economies/348-jean-paul-nemoyato---nomenclature-sur-les-petits-commerces-tous-les-etrangers-en-flagrant-delit-seront-expulses-

    lo stesso Ministro per l'Economia e il Commercio del Congo, Jean Paul Nemoyato in questo recente articolo/intervista afferma che:
    in Congo "Prioritari sono i diritti e gli interessi dei congolesi e non quelli degli stranieri."
    E aggiunge:
    «...A partir du moment où la nomenclature est publiée, si je trouve un étranger en flagrant délit, il sera expulsé»!

    ma guarda un po'....

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  5. Concordo che su Berlusconi non ci sia da far affidamento. Una ne dice e cento evita di farne.

    Non conoscevo invece la dichiarazione del ministro congolese. In ogni caso non mi stupisce. Di recente, riportava Debora Billi, su Crisis o su Petrolio, uno degli Stati arabi della Penisola Arabica prevede l'espulsione per quegli stranieri trovati a passare col rosso in auto.

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