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martedì 28 maggio 2013

Tre sorrisi allogeni

Tre sorrisi allogeni: una stretta di mano negata, un po' di cibo e 15 minuti di celebrità



Tre brevi spunti sull'Occidente attuale, con protagonisti degli allogeni.

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  • La stretta di mano per la sorridente Kashetu Kyenge

Alcuni giorni fa, a Milano, Kashetu Kyenge, formalmente ministro della cosiddetta integrazione, ha presenziato ad una ridicola cerimonia, quella del conferimento simbolico della cittadinanza ad alcuni piccoli allogeni, nati in Italia. Ad un certo punto, gli si avvicina Alessandro Morelli, capogruppo della Lega nel Consiglio Comunale, per presentarsi e presentare le ragioni leghiste riguardo la problematica della clandestinità allogena. La scorta della Kyenge ha però bloccato Morelli, il quale ha ovviamente fatto presente chi fosse. Nonostante ciò, la Kyenge ha fatto finta di nulla ed è andata via, armata del suo solito sorriso falso, sempre stampato in volto (ha qualche problema alla muscolatura facciale?). In fondo a lei che importano le ragioni degli autoctoni? Bisogna chiacchierare di integrazione, fumosa espressione, la cui assenza di concretezza si sta mostrando in tutta la sua evidenza anche nelle ultime settimane, un po' in tutta Europa (Toscana, Milano, Londra, Stoccolma e Parigi).

  • Il sorriso dello stragista ghanese

A proposito di sorrisi, in un articolo di qualche tempo fa del Corriere della Sera, riguardo lo stragista africano "Madman" Kabobo, si dice:

[...] gli agenti della polizia penitenziaria di San Vittore hanno la capacità di predisporre piani speciali di vigilanza sui detenuti maggiormente a rischio. Mada Kabobo lo è. Soprattutto per la sua capacità di sfoggiare sorrisi diabolici, di distendere e rilassare i lineamenti del viso, di assumere un generale atteggiamento di calma, addirittura di serenità. Non urla, non piange, non invoca, non protesta, non sbraita, non picchia i pugni. Mangia con voracità a colazione, pranzo e cena; non avanza nulla, parlasse chiederebbe altri piatti ancora... [...] (Kabobo in cella, le giornate del killer, Andrea Galli / Gianni Santucci, Corriere della Sera, 18 maggio 2013)

La vita di questo immigrato clandestino si è già chiusa nel soddisfacimento dei suoi bisogni primari, senza altre necessità apparenti, né sociali o di altro tipo. Ha un letto e del cibo, il tutto senza fatica. Forse è per questo che ogni tanto sorride.

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  • Il sorriso della sorella dell'assassino

Nella foto che vedete, il sorriso è quello di Blessing Adebolajo, sorella di Michael, uno dei due assassini del soldato britannico Lee James Rigby. E' il momento in cui sale in un'auto della polizia, per venir accompagnata alla stazione di polizia per un normale interrogatorio, essendo parente di un indagato. (Smile of a fanatic's sister: Bizarre grin of Blessing, 32, as she is led away by police after brother Michael 'hacked British soldier to death', Rob Cooper, Daily Mail, 24 maggio 2013) Ovviamente, nel momento in cui sale in quell'auto, conosce il perché gli venga chiesto di salirvi, così come sa cosa ha fatto suo fratello. Ora, a meno che non abbiano ragione coloro che pensano che la morte di Rigby sia un "false flag" (e noi non lo crediamo, per le ragioni già espresse [24 maggio 2013]), allora quel sorriso cos'è?

E' solo l'evidenza che l'alterità degli allogeni, se si estrinseca in qualche modo, non lo fa rispetto alla spettacolarizzazione dell'esistenza. Il che significa, altresì, che non lo fa se non in maniera residuale. Ossia, dato che la società dello spettacolo è la società attuale nella sua pienezza, l'alterità degli allogeni presenti in Occidente è già stata ampiamente divorata dallo spettacolo dominante. La sbandierata "ricchezza" proveniente dagli allogeni (che, appunto, consisterebbe nella loro alterità) non esiste, se non come sostituzione etnica degli autoctoni europei, ossia come genocidio (ossia, possibilità, per le élites, di gestire le umane genti a proprio com/piacimento). Per il resto, la gran parte di costoro vuole solo i famosi 15 minuti di popolarità promessi da Andy Warhol. E quando si è famosi, morti o non morti, bisogna sorridere.

7 commenti:

  1. Hanno tutti lo stesso sorrisetto. Persino balotelli ce l'ha.

    Poi, anche se un pò ot, volevo mostrarti questo: https://www.youtube.com/watch?v=hSEtOnTvqXM

    fammi sapere cosa ne pensi.

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  2. Due dichiarazioni dell'ex clandestina diventata non si sa come ministro. Strano che non abbiano fatto discutere chi ama parlare di concezioni della famiglia e di veri o presunti diritti di coppie, anche dello stesso sesso.

    Crescere con tanti fratelli mi dà l’idea di vivere all’interno di una comunità. Facilita i rapporti con l’altra parte della società, al di fuori della famiglia. (parla della poligamia, ndr)

    Alla prima i meno smaliziati avrebbero potuto pensare che fosse una boutade, una frase ad effetto con una punta di provocazione. E invece...

    Sono nata in una famiglia poligamica, e non si rinnegano mai le proprie origini.

    Roblif

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  3. Pardon, dimenticavo i diritti delle donne... !!! Vero Laura Boldrini?

    Roblif

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  4. x Rolif

    Non rinnega le sue origini? Le sarà più semplice comprare il biglietto di ritorno...

    x Eleonora

    Ho già sentito di Kalergi. Pensavo di avere anche qualche PDF su di lui, ma non l'ho trovato. In ogni caso, non penso che tutto nasca da lui, ma sia un processo di più ampia e complessa portata, in cui il "piano", se esiste, ha un impatto limitato ed il resto è fatto da "volenterosi carnefici", esecutori persino ingenui, a volte, motivati da questa o quella ideologia. Una macchina col pilota automatico, insomma.

    La ragione per cui è stato sin'ora così forte il multietnicistmo è dovuto proprio a questi esecutori ingenui, non frenati dall'adesione ad un piano, ma liberi di "ricamare" il multietnicismo come più gradivano.

    Adesso, invece, la forza del multietnicismo è dovuta più a ragioni economiche, dato che troppi personaggi ed organizzazioni ed associazioni ci mangiano sopra, oltre che ad una minoranza che vivacchia "multietnicisticamente" e pensa che questa sia la realtà nel migliore dei mondi possibili.

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    Risposte
    1. Si dice che "homo sapiens sapiens" sia una specie particolare perché soggetta a un'evoluzione di carattere più culturale che biologico. Ecco, riprendendo il discorso vien da precisare ai tanti malati di rosee visioni, che l'evoluzione (compresa quella culturale) procede per prove ed errori, e che i "rami secchi" vengono eliminati tramite un dolorosissimo (per chi lo subisce) processo di selezione, ovvero di eliminazione. Il ramo "integrazionista" è uno di quei rami secchi, destinato ad essere eliminato dal processo di selezione. Come possiamo vedere se guardiamo quel che abbiamo intorno senza il velo dell'ideologia[1], il processo di selezione è già in atto e, come scontato, è doloroso.

      [1] "Ideologia" e "cultura" sono tue termini diversi coniati per mascherare la sostanziale identità di uno stesso concetto. Tanto l'una quanto l'altra influenzano, nell'individuo, la percezione e l'interpretazione della realtà circostante, viziandola e piegandola ai propri "schemi preconcetti". I risultati, sempre aberranti, possono essere disastrosi.

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    2. "Il "piano" se esiste ,ha un impatto limitato..il multietnicismo è dovuto ad esecutori ingenui.."Mah,secondo me sei tu che a volte "sembri"un ingenuo.Fai attenzione perchè la propaganda ha tante sfaccettature.Spero che tu non ti sia offeso.
      Ciao

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  5. x Aldo

    penso anch'io che ci sarà una sorta di selezione, per quanto diffido un po' del concetto di "selezione" nell'ambito delle culture umane, pur ritenendo che non tutte le culture abbiano pari sviluppo. A differenza del mondo animale e vegetale, il cui sviluppo tiene maggiormente conto della totalità delle situazioni in essere, le culture umane riescono a "scegliere" l'errore con più facilità. Il che può portare al taglio dei "rami secchi", per usare la tua espressione, ma anche a persistere in situazioni disastrose, come sembrano mostrare la crescita demografica illimitata e lo spreco continuo di risorse naturali. Ma, come detto, penso che una sorta di selezione alla fine ci sarà, inevitabilmente, sia per la reazione di alcune culture al livellamento globalista, sia per (prospettiva più inquietante) al completamento del genocidio di altre culture, che porterà, però, non tanto a nuove società meticcie, quanto alla semplice sostituzione etno-culturale. C'è comunque una terza possibilità (anch'essa inquietante), ossia che il processo globalizzante avanzi e elimini il grosso delle diversità e culture. E' una prospettiva che va comunque considerata con attenzione, tenendo anche conto che la gran parte delle culture umane hanno l'istinto, diciamo così, della libertà, ma non della autonomia etno-culturale. Magari reagiscono d'istinto ad una invasione armata, ma lasciano filtrare senza troppi problemi rivoli di culture altrui o, probabilmente peggio, di ideologie seducenti e sradicanti.

    x l'anonimo

    non è ingenuità, semmai il contrario. Non penserai realmente che sia possibile un fenomeno di portata internazionale senza che vi sia un'adesione inconscia di molte frange di popolazione? Non basta un martellamento mediatico. Serve che crescano generazioni intere nella convinzione sempre più ampia che siano normali e magari vantaggiosi la sostituzione di popolazione e il genocidio. Un piano purchessia può essere l'input iniziale, ma il resto, forse il grosso viene fatto dagli ingenui che lo sviluppano e, ripeto, dalle loro mille contraddizioni, le quali rendono il fenomeno ideologico apparentemente naturale, quindi, da un certo punto di vista, più forte.

    E' in questo punto che si deve lavorare maggiormente, ossia non nel cercare solo i "piani" (pur se comunque altrettanto necessario), quanto nel capire cosa quei "piani" hanno risvegliato negli aderenti ingenui, dirottando i loro interessi da quelli legittimi etno-culturali a quelli individualistici e globalizzati.

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