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venerdì 17 maggio 2013

Martiri europei: Niccolò Savarino

Martiri europei: Niccolò Savarino

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Il vigile Niccolò Savarino [foto sopra] viene ucciso a Milano il 12 gennaio 2012 dallo zingaro Remi Nikolic [foto in fondo], allora poco meno che maggiorenne. Durante un controllo, Nikolic, a bordo di un'auto rubata, investe e uccide il vigile milanese, trascinandone il corpo per centinaia di metri.

Contro lo zingaro erano stati richiesti 26 anni di carcere. Ieri è arrivata la sentenza di condanna: il giudice Daniela Guarnieri ha condannato Nikolic a soli 15 anni, con le attenuanti "etno-culturali". Nikolic, in quanto zingaro, senza scolarizzazione e vissuto in un ambiente di diffusa illegalità, non avrebbe conosciuto altri modelli di riferimento. Le attenuanti sarebbero state mitigate dalla freddezza dimostrata da Nikolic, oltre che dalla sua fuga all'estero.

Domanda: quindi, quando i giudici italiani si troveranno di fronte qualche mafioso, riconosceranno le attenuanti "culturali"?

Non è difficile capire che la decisione di Daniela Guarnieri sia il frutto (tanto più grave dopo la strage del ghanese Kabobo dell'11 maggio scorso) di un pregiudizio ideologico, per cui la cultura di un individuo ha un valore solo "sociologico". Per la Guarnieri, Nikolic non è uno zingaro criminale, ma è un individuo qualunque vissuto in certo ambiente sociale. Non è una persona con una certa identità, che ha scelto di agire in un dato modo in una data circostanza, ma è un frutto caduto in maniera casuale da un certo albero. Eppure, proprio le ragioni che hanno spinto a non concedere attenuanti più ampie, avrebbero dovuto far intuire altro, ossia che Nikolic ha compiuto volontariamente quell'omicidio. Tra l'altro, la sentenza con simili attenuanti, sostanzialmente afferma che l'ambiente zingaresco sia delinquenziale. Per cui, si afferma al contempo la natura delinquenziale di un ambiente e si attenuano le colpe di chi costituisce quell'ambiente stesso (gli zingari non vanno discriminati per la loro cultura, ma la loro cultura giustifica il loro degrado e le loro azioni delittuose?). Ma se Nikolic ha agito con freddezza, quanto differente/distinto dall'ambiente di provenienza lo possiamo considerare? Alla fine, si lascia che le cose siano come già sono: caotiche e violente. Ma con l'attenuante.

Ora, una sentenza simile che effetti avrà concretamente in futuro? Il vivere in ambienti difficili diverrà comune giustificazione per tutte le violenze del futuro? A che pro sarà morto Savarino?

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  • Vigile ucciso, pena ridotta per il rom: "La famiglia lo aveva abituato ai reati" (La Repubblica, ed. di Milano, 16 maggio 2013):
Il tribunale per i minorenni di Milano ha concesso le "attenuanti generiche" a Remi Nikolic, il giovane rom che a bordo di un suv travolse e uccise l'agente di polizia locale Niccolò Savarino, anche sulla base del "contesto di vita familiare" nel quale "è cresciuto, caratterizzato dalla commissione di illeciti da parte degli adulti di riferimento" e dalla "totale assenza di scolarizzazione". Lo scrivono i giudici nella sentenza con cui a marzo hanno condannato il ragazzo a 15 anni di carcere ( http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/03/22/news/invest_e_uccise_il_vigile_in_bicicletta_rom_condannato_a_15_anni_di_carcere-55140640/ ). Il pm aveva chiesto per lui 26 anni, senza il riconoscimento delle attenuanti.

Il collegio del tribunale per i minorenni (presidente Daniela Guarnieri), nelle motivazioni appena depositate, spiega di aver riconosciuto al giovane le attenuanti per "i precedenti penali non particolarmente rilevanti (un tentato furto in abitazione e una guida senza patente), il contesto di vita familiare nel quale Nikolic è cresciuto, caratterizzato dalla commissione di illeciti da parte degli adulti di riferimento, sostanziale totale assenza di scolarizzazione, l'intensità e la tipologia del dolo (nel caso di specie sia d'impeto, atteso il breve spatium deliberandi e la natura di dolo eventuale)". I giudici, però, chiariscono anche che le attenuanti generiche non possono essere concesse "nella loro massima estensione"
a causa della "freddezza mostrata immediatamente dopo aver comesso il reato, la fuga, le reticenze e le mendacità".

Sulla vicenda interviene l'assessore alla Sicurezza della Provincia di Milano, Stefano Bolognini, secondo il quale "è a dir poco sorprendente la giustificazione con cui sono state date le attenuanti al rom che ha brutalmente ucciso un vigile mentre era in servizio. Sono innumerevoli i casi di persone che crescono in contesti di vita familiare disagiati, ma non per questo tutti si sentono liberi di rubare un suv e di andare a investire un uomo". E ancora: "La sentenza dei giudici rappresenta un grave precedente, perché tutti coloro che vengono qui da clandestini e si mettono a delinquere, senza casa e lavoro, sapranno che potranno sempre beneficiare delle attenuanti concesse a Nikolic. La giustizia italiana ha dimostrato ancora una volta di essere totalmente staccata dalla realtà".

Il 12 gennaio 2012 l'agente Savarino, 42 anni, mentre stava effettuando un normale servizio di controllo in un parcheggio in via Varè, nei pressi di piazza Bausan, in zona Bovisa, venne travolto dal suv guidato dal nomade e il suo corpo fu trascinato dalla macchina per 200 metri ( http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/01/13/news/milano_morto_un_vigile_urbano_travolto_da_un_suv_in_via_var-28006006/ ). Soltanto tre giorni dopo, a seguito di indagini serrate, gli investigatori della squadra mobile di Milano, coordinati dal pm Mauro Clerici, riuscirono a fermare in Ungheria il giovane. Ci furono subito dubbi sulla sua vera identità: tra i tanti alias venne preso per buono quello di Goico Jovanovic, 24 anni. Dopo l'estradizione il ragazzo rimase per oltre due mesi nel carcere di San Vittore, con il gip e il tribunale del riesame che confermarono la misura cautelare, malgrado la difesa del giovane, rappresentata dall'avvocato David Russo, sostenesse che era minorenne.

Ci si avvicinava così a un processo davanti al tribunale con l'accusa di omicidio volontario aggravato. Pena massima: l'ergastolo. La battaglia legale della difesa è andata avanti, però, tanto che è stata poi la stessa Procura di Milano, nell'aprile 2012, a trasmettere gli atti al tribunale per i minorenni perché si poneva seriamente il dubbio della minore età. Il ragazzo è stato quindi trasferito nel penitenziario minorile Beccaria. Poi sono arrivati gli esiti di una perizia medico-antropologica e infine un certificato di nascita recuperato in Francia: si è così scoperto che era stato registrato all'anagrafe come Remi Nikolic ed era nato il 15 maggio del '94 in un carcere parigino, dove era detenuta la madre.

6 commenti:

  1. Domanda: quindi, quando i giudici italiani si troveranno di fronte qualche mafioso, riconosceranno le attenuanti "culturali"?

    La stessa considerazione che ho fatto io commentando la notizia sul mio profilo Facebook. Infatti, non è forse vero che quasi tutti i mafiosi sono nati in un contesto famigliare e sociale che era già mafioso? I vari Marco Travaglio o Peter Gomez ogni tanto potrebbero parlare anche di casi scandalosi come questo... no?

    Roblif

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  2. Proprio ieri sul mio blog in un commento ho scritto che non sopporto più la parola "cultura" (la cultura della mafia, la cultura della camorra, la cultura del Triade ecc.). Ormai tutte le subculture più feroci le chiamano "culture". E questa è la dimostrazione.

    Non è OT:
    Come volevasi dimostrare le esequie delle tre vittime del Niguarda vengono fatte con tempistiche diverse in luoghi diversi:

    http://www.agenord.it/?p=30687&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=milano-aggressione-niguarda-funerali-domani-le-esequie-delle-tre-vittime

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  3. Lif, non ho idea di chi tu sia, ma in quel che scrivi manifesti una lucidità che vorrei riscontrare più spesso nelle persone attorno a me. Continua così.

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  4. x Roblif: domani inserisco un commento su questa questione.

    x Nessie: sì, ma noi dobbiamo continuare a chiamare la cultura col suo nome, mentre il resto è subcultura o anche, con una battuta, ma non tanto, COLtura (virale).

    x Aldo: ti ringrazio nuovamente dei complimenti. Un saluto.

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  5. leggi devono essere adegute ad UE,Convenzioni Internazionali x risponsabilità civile e penale

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  6. x anonimo dell'11 gennaio

    Le leggi esistevano ed esistono già, indipendentemente da UE ed ONU. Il diritto esiste e prescinde da queste realtà globaliste.

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