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venerdì 24 maggio 2013

Martiri europei: Lee James Rigby

Martiri europei: Lee James Rigby

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Non è un bel maggio, proprio no. Inoltre, l'ultimo europeo ucciso per mano allogena neanche ha potuto godere di una presentazione dei fatti decorosa. La confusione, nelle prime ore, è stata clamorosa, tenendo anche conto che si è presentata come decapitazione quello che invece è stato un investimento probabilmente volontario, con, ancora da chiarire, il modo in cui il soldato britannico Lee James Rigby è stato effettivamente finito. Che ci sia stata volontarietà sembra facilmente confermabile per quanto detto da uno degli assassini, ossia Michael Olumide Adebolajo [foto al centro e in fondo], lì sul luogo della tragedia, ai presenti.

Che il tutto sia nato da un investimento in auto, ossia qualcosa che assume le parvenze di un incidente stradale, spiega l'atteggiamento di molti dei presenti, per lo più allogeni, non troppo allarmati da quanto accaduto.

La prima presentazione dei fatti, invece, con la storia della decapitazione, ha lasciato perplessi più d'uno, togliendo forza all'avvenimento. Non il contrario. Non sappiamo come i due allogeni abbiamo utilizzato le lame che portavano con sé, ma sappiamo benissimo che si trattava di coltelli e mannaie da macellai, non di machete. Non sapendo come le possano aver usate, non è possibile capire il mistero del sangue assente (sembrerebbe) nella scena del delitto, ma apparentemente copioso nelle mani di Adebolajo. Su quest'ultimo punto, vi facciamo notare che basta sfregare le mani con poche gocce di sangue per sporcarle integralmente. Ma non insistiamo su questo.

Lascia però ulteriormente perplessi la lettura alternativa, ossia che il tutto sia una qualche messa in scena, sia perché non è chiaro come possano aver potuto convincere due allogeni a prender parte a qualcosa che è contro i loro interessi (non sfugge vero che gli assassini, in questo caso, non sono morti, ma hanno ben espresso la loro opinione?), dato che dipinge maomettani e africani come un pericolo per la Nazione, sia perché non è chiaro in che maniera dovrebbero rientrare nella messinscena i presenti, che semmai, se messinscena fosse, dovrebbero venir terrorizzati il più possibile nel farsi della stessa, per renderla credibile agli occhi di tutti.

In realtà, tutte le stranezze sono semplicemente spiegabili nella modalità dell'azione omicida, probabilmente "goffa", di Michael Adebolajo e del suo complice, Michael Adebowale [ultima foto in fondo] (sì, abbiamo anche notato la somiglianza dei nomi. Quindi?), così come nella cialtronaggine di chi ha diffuso la notizia all'inizio, siano forze dell'ordine o agenzie di stampa. Se non emergeranno particolari significativi, quanto avvenuto è solo l'ennesimo martirio di un europeo, da parte di due "nuovi europei", ossia nigeriani (nati o no nel Regno Unito, poco importa) con cittadinanza britannica, che, frustrati dalla menzogna multietnicista e multiculturalista, piuttosto che rendersi conto che abbandonare l'Europa sarebbe stato per loro la soluzione migliore, hanno preferito convertirsi al'islam sunnita, finendo poi per decorare il loro fallimento esistenziale con quanto avvenuto due giorni fa.

Michael Adebolajo, dei due, sembra essere il più interessante, perché ormai erano anni che era ben conosciuto dalle forze dell'ordine, sia per la sua frequentazione di incontri organizzati da gruppi fanatici, sia per manifestazioni violente [la foto sotto riguarda il suo arresto, avvenuto dopo scontri tra integralisti islamici e polizia, a Old Bailey nel 2006]. E' confermato, inoltre, che la sua conversione all'islam sunnita integralista sia avvenuta grazie all'interessamento del noto predicatore fanatico Omar Bakri Muhammad, essendo stato quest'ultimo ad avvalorare la notizia.

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Perciò, la morte di Rigby è l'ennesima conferma del lassismo delle autorità europee di fronte alla presenza di allogeni e culture straniere, rappresentanti un pericolo per i cittadini europei, sotto numerosi profili. Ridicolo sentir parlare il premier David Cameron di "islam tradito" o di necessità di "non dividere la comunità nazionale", quando è precisamente il multietnicismo la miglior garanzia per giungere a simili violenze interetniche.

Ancora più ridicolo, e vigliacco, che si sia dato ordine ai soldati britannici di non circolare in uniforme, tanto più che Rigby non la indossava. Che pericolo dovrebbero correre, perciò, i soldati? Sfugge a qualcuno che sono soldati, non casalinghe o pensionati? Rigby, se è stato preso di mira come soldato, lo è stato perché conosciuto nel quartiere, non per una divisa (non indossata). Ma, se Rigby non era conosciuto dai due allogeni, allora è stato colpito casualmente, in quanto bianco britannico. Si sottolinea scioccamente la questione della divisa, quando forse è stato un attacco razzista. Risentite le parole dell'assassino: dove dice che quell'occhio per occhio è riferito ai soldati e non, semmai, ai bianchi britannici in generale? Certo, il riferimento è alle guerre in Afghanistan o in Iraq, ma con ciò? Pensateci...

P.S: le autorità britanniche, preoccupate di non far circolare i propri soldati in divisa nella propria Patria, non hanno comunque remore ad arrestare una signora di 85 anni, scossa dall'omicidio avvenuto a Woolwich, perché beccata a gridare "tornatevene nelle vostre nazioni" ai frequentatori della moschea di Gillingham a Kent.

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  • Woolwich attack: why was suspect Michael Adebolajo free to kill? (Tom Whitehead / David Barrett / Steven Swinford, The Telegraph, 23 maggio 2013):
Michael Adebolajo, 28, was the man videoed by witnesses with his hands red with blood following the killing of the soldier, who was named as Drummer Lee Rigby, 25, the father of a two-year-old son.

The second suspect was last night identified by The Times as Michael Adebowale, 22, from Greenwich. His flat was reported to have been raided by police.

David Cameron said there would be a full investigation by the Security and Intelligence Committee after it emerged that both of the attackers were known to the police and MI5, but neither was assessed as a major security risk.

The Telegraph has learnt that six years ago Adebolajo was arrested after being involved in violent protests by extremists outside the Old Bailey. He was a regular member of a small group of hardcore fanatics who regularly protested alongside some of Britain’s most notorious hate clerics. He was seen preaching anti-Western rhetoric in Woolwich as recently as last week. At one stage he is believed to have tried to travel to Somalia to join the terrorist network Al-Shabaab, but was forced to return to Britain.

 Anjem Choudary, the former leader of banned radical group al-Muhajiroun, said Adebolajo regularly attended meetings and demonstrations held by his group and successor organisations.

Omar Bakri Mohammed, a hate preacher banned from Britain, claimed he had converted Adebolajo himself.

The disclosure of his close association with some of Britain’s most notorious Islamic extremists is likely to raise further questions about why he was not deemed a serious threat by the security services.

The Independent Police Complaints Commission will carry out an investigation into Scotland Yard’s actions.

Drummer Rigby, of 2nd Bn The Royal Regiment of Fusiliers, was run over and attacked with knives and cleavers as he walked back to barracks in Woolwich, south-east London on Wednesday afternoon. Known as “Riggers”, he was praised by his colleagues as a “true warrior” who had served in Afghanistan, Cyprus and Germany, and by his family as a loving father to his son, Jack.

 His family said: “Lee was lovely. He would do anything for anybody, he always looked after his sisters and always protected them. His family meant everything to him. He was a loving son, husband, father, brother, and uncle and a friend to many. He took a 'big brother’ role with everyone. All he wanted to do from when he was a little boy, was be in the Army.”

WO1 Ned Miller, the Regimental Sergeant Major, said: “Riggers was one of the battalion’s great characters, always smiling and always ready to brighten the mood with his fellow fusiliers.”

Speaking outside No 10, the Prime Minister said: “The people who did this were trying to divide us. They should know something like this will only bring us closer together and make us stronger.

“Our thoughts today are with the victim and with his family. They are grieving for their loved one and we have lost a brave soldier.”

He praised Ingrid Loyau-Kennett, who put her own life at risk to remonstrate with the dead man’s attackers, saying: “She speaks for all of us.”

Both suspects are still in hospital in a stable condition. According to security sources, they are likely to be fit enough to face trial.

Police have raided a total of six addresses including the £365,000 home in Lincolnshire owned by Adebolajo’s father, Anthony, who works as a mental health nurse for the NHS.

In London, detectives arrested a 29-year-old man and a 29-year-old woman on suspicion of conspiracy to murder.

Adebolajo is the son of devout Christian Nigerian immigrants, who settled in Romford, east London. He went to the local school, where he was described by his friends as a “regular guy” until he reached his teens, when his life changed dramatically after he became involved with drugs.

One friend said: “Michael was into his football and was a Spurs supporter. All his friends were white. He was just a normal lad but as he got older he started to go off the rails.

“He was really intelligent and his parents were desperate for him to do well at school but then he got into smoking weed and also started dealing.” Another classmate said that Adebolajo, known as “Narn”, began to turn violent. “[He started] holding knives up to people’s throats, getting their phones etc. He’d show us the phones he’d stolen.”

Omar Bakri Mohammed, who described the 9/11 hijackers as the “magnificent 19”, said he personally converted Adebolajo when he was in his early 20s. “We used to have a stall on the street in London where we would talk about the meaning of life with passers-by,” he said. “He stopped to speak with us and we invited him to Islam. Because he is a convert, I can still remember him. At that time there were a lot of conflicts around the world, and in Iraq and in Afghanistan especially. We talked to him about these and he sympathised with the Muslim people, it seemed.”

Scotland Yard hit back at claims it had taken them too long to respond to the attack, saying it took 14 minutes for armed police to arrive.

3 commenti:

  1. Anch'io la vedo più come un accesso di razzismo antibianco, piuttosto che come pista fondamentalista e terrorista islamica propugnata dai media. Che comunque serve come copertura ideologica a uno stato di conflittualità interetnica (da parte loro, of course) già presente in vari scontri e moti.

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  2. E di chi/cosa si preoccupano le forze dell'ordine britanniche?

    Arrestata donna incinta che camminava con la bandiera britannica: offende l’Islam

    Articolo + video: http://www.mattinonline.ch/arrestata-donna-incinta-che-camminava-con-la-bandiera-britannica-offende-lislam/

    Roblif

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  3. Tempo fa ho pubblicato un video in cui alcuni carabinieri impedivano di avvicinarsi al Parlamento ad alcuni cittadini recante con sé la bandiera italiana. Diverse situazioni, ma stesse dinamiche insensate. Soprattutto, dinamiche che contribuiscono al crollo dell'autorevolezza dei tutori dell'ordine e delle èlites dominanti. Autorità senza autorevolezza significa dittatura.

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