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domenica 3 febbraio 2013

Spara generale! Spara!

Spara generale! Spara! Una nota su stragi, psicofarmaci e repressione

Come annotazione ulteriore al precedente intervento [27 gennaio 2013] [ma si veda anche l'ultima articolo riportato nell'intervento del 30 marzo 2012], segnaliamo quanto presente in traduzione italiana su Effedieffe (Rivelazione shock: Obama vuole solo Generali disposti a sparare contro i cittadini USA, DeDefensa via Effedieffe, 30 gennaio 2013) (articolo originale: Général, êtes-vous prêt à tirer sur la foule?, DeDefensa, 23 gennaio 2013). In esso viene citata una dichiarazione dell'attivista per i diritti civili Jim Garrow, il quale avrebbe avuto notizia, da un alto grado dell'esercito statunitense, rimasto anonimo, che il Governo Obama avrebbe messo, come nuova condizione per selezionare i generali, l'accettazione a sparare sui cittadini (senza specificare altro).

Dopo una decina di giorni, ancora non si sa se quanto riportato da Garrow sia vero o meno, sia in merito alla fonte, sia in merito alle affermazioni. Eppure quanto riportato, pur se non nei mezzi di informazione mainstream, ha avuto una certa eco, sia perché Garrow non è il tipico appartenente alla controinformazione, sia perché quanto detto cade in un periodo di decisioni politiche che, come segnalato nei precedenti interventi, vertono tutte verso la restrizione delle libertà civili negli USA (si veda anche l'articolo più avanti, sui campi di internamento e rieducazione su suolo statunitense, non solo per stranieri).

Questa sensazione di accerchiamento e minaccia, che sembra essere condivisa da molti commentatori appartenenti ai circuiti di controinformazione, è tanto più interessante in quanto diretta verso il Governo centrale (e non verso Al Qaeda o chissà che altro). E' vero che non è nuova e potrebbe essere una sorta di eredità della "frontiera" o della Guerra Civile, ma le personalità in gioco sembrano essere numerose e differenti tra loro, tanto da riguardare un Noam Chomsky (di certo non uno wasp del Midwest) così come il Jim Garrow della Pagoda Rosa (in favore dei bambini cinesi).

La guerra perenne contro il terrorismo, per molti commentatori e semplici cittadini, si sta trasformando o si è già trasformata da guerra contro culture alloctone in promessa di nuova guerra civile, senza che ne siano chiari tutti i contorni, se non il disprezzo delle élites di Washington, New York e una manciata di altre grandi città degli USA, contro il resto della popolazione civile statunitense, sommato al desiderio di quelle élites di conservare il potere, nonostante una crescita economica irrazionale e drogata da loro voluta e il conseguente rischio, prima, di sempre nuove e maggiori crisi economiche e, poi, di disordini sociali o peggio.

La foglia di fico dei diritti agli immigrati

Ci sembra però anche giusto fare un'altra considerazione: se anche quanto riportato da Garrow non dovesse essere confermato, né fosse vero, non essendo l'unica traccia di un sospetto scollamento tra Governo USA e cittadini, quanto desidera realizzare Barack Obama, ossia portare avanti una riforma dell'immigrazione, in maniera da legalizzare ben undici milioni di immigrati irregolari o illegali, assume ulteriormente contorni inquietanti.

Lo dovremmo sapere, ormai, che l'immigrazione di massa, nei Paesi occidentali e negli ultimi decenni (in un lasso di tempo da cinquanta a dieci anni a seconda delle realtà nazionali), non è il frutto della mancanza di lavoratori, ma è il frutto del disinteresse per una crescita armonica dell'economia reale, per il mondo del lavoro autoctono, per le regole sociali e per i diritti dei cittadini (quelli autoctoni. Non i "viandanti"). Così si spiegano i milioni di immigrati, accorsi e lasciati accorrere in Occidente, col risultato di creare sacche consistenti di lavoro mal pagato e (ma non solo a causa loro) disgregazione sociale in aumento.

Le riforme della cittadinanza o il diritto di voto o simili sono solo le foglie di fico con cui i Governi occidentali mascherano tutto ciò. Mascherano il non aver controllato l'imprenditoria privata e la società negli ultimi decenni e lo fanno col ricattatorio presunto diritto degli allogeni ad avere questo o quello. Mascherano la mancanza di progettualità sociale, basata sulle famiglie e sui singoli individui autoctoni, e lo fanno affermando un diritto alla cittadinanza che non esiste in natura. Prima che cittadini (ossia possessori di un pezzo di carta che attesta un qualcosa), infatti, si è quel popolo (pur con molte contraddizioni).

Il genocidio

Ma forse è questo il punto. I cittadini diffidano sempre più del Governo e della classe politica e ne temono l'operato. Il Governo e la classe politica, cause dei problemi che affrontano i cittadini autoctoni, invece, lasciano spazio a nuovi "cittadini", che anche solo per questo saranno riconoscenti a tempo debito, ossia col voto (come hanno già dimostrato nelle ultime elezioni politiche), permettendo che il potere rimanga in mano agli stessi. La sostituzione etnica come condizione necessaria per il persistere élitario. Il genocidio come condizione per il mantenimento del potere. Non solo negli USA...

  • Yes, The Re-Education Camp Manual Does Apply Domestically to U.S. Citizens (Paul Joseph Watson, Infowars, 4 maggio 2012):
A shocking U.S. Army manual that describes how political activists in prison camps will be indoctrinated by specially assigned psychological operations officers contains numerous clear references to the fact that the policies do apply domestically to U.S. citizens.
Despite the fact that the manual is well over 300 pages long and would take hours to read properly, within minutes of posting our story yesterday a minority of commenters were claiming that the policies outlined in the document only pertained to foreign combat operations and did not apply domestically to U.S. citizens.
This is similar to the denial witnessed prior to the passage of the NDAA when some argued that the indefinite detention provisions did not apply to American citizens despite numerous legal analysts asserting they did and President Barack Obama himself acknowledging they did when he signed the bill ( http://www.salon.com/2011/12/16/three_myths_about_the_detention_bill/ ).

Click here to read the full document entitled FM 3-39.40 Internment and Resettlement Operations.

The most alarming portion of the document appears on page 56 and makes it clear that detention camps will have PSYOP teams whose responsibility will be to use “indoctrination programs to reduce or remove antagonistic attitudes,” as well as targeting “political activists” with such indoctrination programs to provide “understanding and appreciation of U.S. policies and actions.”
Let’s make one thing clear – the manual primarily deals with enemy combatants captured and detained in foreign prison camps run by the U.S. Military. However, another thing that is just as clear from reading the manual in full is the fact that it also applies to citizens detained within the United States, whether they be DCs (displaced citizens) or “civilian internees,” in other words citizens who are detained for, “security reasons, for protection, or because he or she committed an offense against the detaining power.”
Firstly, throughout the manual there are scores of references to how the U.S. Army would work together with the DHS, ICE and FEMA (page 24) to implement the policies “within U.S. territory” as part of “civil support operations” in the aftermath of “man-made disasters, accidents, terrorist attacks and incidents in the U.S. and its territories.” (page 38).

“The handling of DCs (displaced citizens) is also a mission that may be performed in support of disaster relief or other emergencies within the United States or U.S. territories during civil support operations,” states page 33. Page 56 also states that it is the responsibility of the PSYOP officer to “control detainee and DC populations during emergencies.”
“Resettlement conducted as a part of civil support operations will always be conducted in support of another lead agency (Federal Emergency Management Agency, Department of Homeland Security)” states page 37.
All these passages make it clear that the policies outlined on page 56 are also applicable within U.S. territory as part of “civil support operations” conducted in partnership with domestic federal agencies like the DHS and ICE. The U.S. Immigration authorities have no role in detaining prisoners in Afghanistan and Iraq and neither do other U.S. agencies also listed in the document such as the Public Health Service (page 224).
The document also contains numerous references to U.S. citizens (notably pages 13, 41). Page 13 notes how “U.S. citizens will be confined separately from detainees,” meaning they will be separated from foreign prisoners in the camps
On page 146 of the manual, we learn how prisoners in the camps are to be identified.

“The prisoner’s last name, first name, and middle initial are placed on the first line of a name board, and the prisoner’s social security number is placed on the second line.”
Last time I checked, the United States Social Security Administration was not responsible for handing out social security numbers to people in Afghanistan or Iraq.
On page 193 of the document, we learn that the policies outlined in the manual can be applied domestically. The language makes it clear that so long as the President passes an executive order to nullify Posse Comitatus, the law that forbids the military from engaging in domestic law enforcement, the policies “may be performed as domestic civil support operations.”

The manual states, “These operations may be performed as domestic civil support operations,” and adds that “The authority to approve resettlement such operations within U.S. territories,” would require a “special exception” to The Posse Comitatus Act, which can be obtained via “the President invoking his executive authority.”
These examples are just a handful of a plethora contained in the 326 page ‘Internment and Resettlement’ document which prove that the policies in the manual apply not only to foreign prisoners abroad, but also to American citizens within the United States.
On top of this, we have the 2009 story about how the National Guard posted a number of job listings looking for “Internment/Resettlement Specialists” to work in “civilian internee camps” within the United States ( http://publicintelligence.net/national-guard-looking-for-internmentresettlement-specialists/ ).
The time for denial is over. People spent weeks arguing over the ‘indefinite detention’ provisions of the National Defense Authorization Act, ignoring assertions by top scholars and legal experts that the kidnapping provisions did apply to U.S. citizens.
It appears as though cognitive dissonance is causing some people to desperately search for any way of denying the shocking truth contained in these Army documents. This is particularly prevalent amongst Democrats and liberals, whose support for the cult of Barack Obama has blinded them to the fact that his administration is passing legislation which in many cases is far more draconian than anything Bush signed into law.
Take this comment for example from the Democratic Underground forum ( http://www.democraticunderground.com/11352980 ). Linking to our article from yesterday, a user writes, “A friend of mine just posted (as he usually does) a ridiculous article from InfoWars and it’s pissing me off to no end. I’m trying to find stuff to continuously disprove this drivel, and I’m probably wasting my time. Anyone able to help on this particular “story”?”
The individual does not even have the inclination to look at the source document to find out if the story is true, they would rather just throw out ad hominem insults like “ridiculous” and “drivel”. Rather than being “pissed off” at the frightening language contained in the U.S. Army manual, the individual is “pissed off” at Infowars for reporting on it.
Yes, the U.S. Army has really written a manual which details re-education camps. Yes, the manual does apply to U.S. citizens domestically. Denying these manifestly provable facts will not make the threat go away. This is not an imaginary monster under the bed.
The time for denial is over.

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