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giovedì 1 novembre 2012

Martiri italiani: Enrico Mattei

Martiri italiani: Enrico Mattei

  • Testo aggiornato in data 4 novembre 2012: vedere più avanti

Il 27 ottobre scorso si è avuto il cinquantesimo anniversario dell'uccisione di Enrico Mattei, fondatore e presidente dell'ENI. Il momento in cui venne assassinato (il suo aereo venne fatto esplodere in volo poco prima del suo ritorno a Milano, dopo un viaggio di lavoro in Sicilia) era delicato, in quanto stava entrando nelle grazie dell'allora Presidente degli USA, John F. Kennedy, con tutti i possibili effetti che ciò avrebbe potuto produrre.

Debora Billi, nel blog Petrolio, riporta alcune dichiarazioni dello storico Daniel Yergin, affermante proprio questa simpatia di Kennedy per Mattei. Yergin afferma, però, anche che la morte dell'italiano fu un semplice incidente aereo. (Omicidio Mattei: non sono state le sette sorelle?, Debora Billi, Petrolio, 31 ottobre 2012)

Le dichiarazioni di Yergin, in realtà (e tralasciando le sciocchezze su quello che lui definisce "incidente"), non hanno alcunché di clamoroso. In Il golpe inglese, Cereghino e Fasanella riportano stralci dagli archivi britannici, in cui chiaramente si evince la preoccupazione d'oltremanica per l'atteggiamento dell'allora Governo statunitense rispetto agli italiani (The National Archives/Public Record Office - Foreign Office 371/163741). L'amministrazione statunitense, probabilmente seguendo la Dottrina Kennedy (La freedom doctrine di John F. Kennedy: cooperazione allo sviluppo e disarmo nell'Europa Mediterranea, Cristian Rossi, Franco Angeli ed., 2006), intendeva dare maggior spazio all'Italia, come ad altre nazioni alleate, nell'ottica di rapporti internazionali che meglio riuscissero a tener conto della decolonizzazione in corso. Ciò, ovviamente, in vista di un contenimento dell'influenza sovietica e comunista, a livello internazionale (oltre che di ragioni interne statunitensi)

Perciò, è possibile che sia Mattei che Kennedy (ucciso un anno e un mese dopo) siano stati assassinati in quanto visti, in certi ambienti capitalistici e politici, come pericolosi per un ordine basato su élites ristrette (di poche nazioni dominanti). Entrambi sembravano portare avanti una idea politica (perché Mattei agiva politicamente) alla pari con i propri interlocutori e senza svendersi (Mattei che pagava meglio il petrolio rispetto alle compagnie dominanti, a tutto beneficio del proprio Paese; Kennedy, unico presidente USA arrivato ad un passo dalla guerra con l'Unione Sovietica, ma capace di invertire la rotta diplomaticamente... e senza certi costi, ecc.).

Intendiamoci, ci sono anche delle contraddizioni e delle problematiche. Ad esempio, aveva ragione Kennedy a criticare Eisenhower per il mancato appoggio ai movimenti anti-coloniali in Africa? D'altra parte, è vero o non è vero che Mattei spingeva, come riporta il documento citato degli archivi britannici, per l'uscita dell'Italia dalla Nato?

Come è possibile, allora, che Mattei stesse per essere ricevuto con tutti gli onori a Washington? O, forse, ciò era possibile proprio per questa maggiore indipendenza italiana? Certo è che, due giorni prima della sua morte, il britannico Financial Times titolava "La scena italiana. Il signor Mattei dovrà andarsene?" (The italian scene. Will Signor Mattei have to go?, Financial Times, 25 ottobre 1962)

Aggiornamento del 4 novembre 2012: in un articolo ospitato su Comedonchisciotte, che minimizza il ruolo di John F. Kennedy come avversario del mondo finanziario (JFK fu ucciso perché ostacolava la FED?, Tom Woods, Tomwoods.com via traduzione su Comedonchisciotte, 25 ottobre 2012 / 2 novembre 2012), si dice, tra i commenti, che l'emissione di moneta voluta da Kennedy incideva per solo l'un percento rispetto alla massa monetaria complessiva gestita dalla Federal Reserve. Al contempo, non si esclude il complotto omicida contro il Presidente statunitense, ma più per ragioni politiche/geopolitiche. Per quanto l'emissione voluta da Kennedy possa essere stata percentualmente non così rilevante, non ci sembra che si debba escludere a priori che, simbolicamente, possa aver reso di malumore qualcuno. In ogni caso, sia la morte di Kennedy che quella di Mattei, furono utili anche e soprattutto politicamente, per rimanere in solchi simili al passato. Sempre tra i commenti citati, si fa riferimento sia ad alcune dichiarazioni di Benito Livigni, assistente di Mattei ed ex-dirigente ENI, che fa un parallelo tra le due morti (Benito Livigni al V° Congresso di Senza Bavaglio, 5 video [la dichiarazione che ci interessa è nel video 3, dal quarto minuto circa]), sia all'organizzazione Permindex, accusata da molti di essere dietro sia all'uccisione di Kennedy, sia ad alcuni attentati contro il Generale De Gaulle, sia alla morte dello stesso Mattei (La Permindex: i sicari della Corona, Solidarietà via Movisol, gennaio 1995). E tenete presente che la Permindex, guarda caso, fu allontanata dall'Italia, con l'accusa di azioni sovversive, proprio nel 1962.

3 commenti:

  1. Uhmmm, tu parli di martiri d'Italia. E Mattei lo è. Io parlo di martiri dell'euro. E Lech Kaczynski e i suoi uomini di governo uccisi nell'"incidente" di Smolensk, lo sono. Ora stanno emergendo nuovi sviluppi e a pensar male, ci si azzecca.

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  2. Ciao Nessie

    Hai fatto bene a ricordare Kaczynski. Morte avvenuta, guarda caso, in prossimità di un summit sul nucleare negli USA... Morte comunque problematica. Forse aggiungo qualcosa nei prossimi giorni. Un saluto.

    Lif non-loggato

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