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mercoledì 14 novembre 2012

L'iceberg sommerso dei potenti

L'iceberg sommerso dei potenti: gli abusi sui minori

E' il grande segreto della più potente industria cinematografica mondiale, quella hollywoodiana. Ed è anche il suo problema principale, sia per il passato, che per l'oggi, che per il futuro. Chi dice questo, a proposito di pedofilia e abusi su minori, è Corey Feldman, uno degli ex-ragazzini prodigio del cinema statunitense ("Goonies", "Ragazzi perduti", "Stand by me", ecc.), chiamato anche "uno dei due Corey", come un altro ragazzo prodigio e suo amico, quel Corey Haim morto per droga nel 2010, forse per dimenticare in che maniera era stato costretto a vivere, nei suoi anni adolescenziali, nella comunità hollywoodiana, venendo "passato di mano in mano".

La denuncia che Feldman, ma anche Alison Arngrim, co-protagonista del telefilm "La casa nella prateria", e qualche altro, hanno portato avanti nel 2011, non sembra avere smosso eccessivamente la frenetica attività della Mecca del cinema o dei grossi circuiti televisivi statunitensi. D'altronde Feldman non ha voluto citare nomi, compreso il potente produttore che potrebbe aver condotto alla morte, molti anni dopo, il suo amico Haim.

Hollywood e l'industria dell'intrattenimento in generale, quindi, non solo dominano le menti della gioventù occidentale, ma ne gestiscono parzialmente anche i corpi, sia per il loro diffondere determinati stili di vita, sia più direttamente, abusandone.

Generalmente, i nomi che circolano ufficialmente sono relativamente pochi e non grandissimi, per quanto di successo, e legati a produzioni spesso per ragazzini, come "School of Rock" o "Sesame Street" (notizia di questi giorni, le accuse di rapporti sessuali con un ragazzo, allora minorenne, al doppiatore afro-americano Kevin Clash. Proprio ieri, gli avvocati della presunta vittima hanno affermato che i rapporti, consensuali, non sarebbero avvenuti quando il ragazzo aveva 16 anni, ma quando ormai era maggiorenne. Curioso cambio di versione, nel giro di poco tempo). Ma le vicende dei due Corey o di Alison Arngrim dimostrano che si tratta di un fenomeno più vicino alle grosse produzioni di quanto si creda. La Arngrim, che ora è portavoce dell'organizzazione Protect, per la difesa dell'infanzia, afferma che la prassi abituale è sempre e solo la stessa, ossia l'omertà. Chiunque lavori o abbia a che fare con l'industria dell'intrattenimento non vuole che certe voci o accuse emergano. L'iceberg deve rimanere sommerso. D'altronde, basterebbe ricordare, per capire come in certi casi l'iceberg può anche emergere, senza risultati importanti, la vicenda del regista Roman Polanski, stupratore di una minorenne, drogata per permetterne l'abuso, e difeso a spada tratta da numerosi personaggi pubblici, compresi François Mitterand, Woody Allen (non ne dubitavamo), Pedro Almodovar e, purtroppo, altri (può stupire qualcuno - si veda più avanti -, ma Daniel Cohn-Bendit ha criticato tale difesa).

Secondo Paul Peterson, altro ex-giovane attore, stavolta negli anni '50 e '60, che ugualmente ha vissuto il problema della pedofilia sulla propria pelle, molti di quelli che lui conobbe, suo malgrado, in quel periodo, sono ancora in circolazione. Peterson, che attualmente è presidente dell'organizzazione A Minor Consideration, per la difesa dei diritti dei giovani attori, afferma che il problema è sempre lo stesso, ossia la paura di rovinare la propria carriera impedisce che certe accuse emergano. Secondo Peterson, la pedofilia ad Hollywood è parte di un circuito internazionale, che non conosce confini (lo dovremmo sapere, ormai, che tutto coincide), né rispetta alcuno. (Recent Charges of Sexual Abuse of Children in Hollywood Just Tip of Iceberg, Experts Say, Meagan Murphy, FoxNews, 5 dicembre 2011)

Spostandoci in Gran Bretagna, come sapete, è esplosa la polemica sulla vicenda del conduttore della BBC Jimmy Savile, morto nel 2011 e accusato di abusi su minori, sia per le protezioni e amicizie potenti, sia per i conferimenti onorari che ebbe in vita dalla Corona britannica e dalla Chiesa Cattolica (Perché "cospirazione" è un termine peggiorativo di alcune élites, Wayne Madsen, Strategic Culture Foundation via Comedonchisciotte, 30 ottobre 2012 - 11 novembre 2012).

Lo sviluppo della vicenda è interessante: l'indagine su Savile è parte di una indagine più ampia, che sta toccando altri personaggi importanti. Ma tra i nomi emersi, uno è stato immediatamente espunto, quello di Lord McAlpine, noto politico conservatore, in quanto l'accusatore ha semplicemente ammesso di essersi confuso (?! - anche in questo caso, curioso cambio di versione. Intendiamoci, se simili casi sono troppo spettacolarizzati, sono anche possibili accuse infondate per ragioni opinabili, o altri tipi di esasperazioni. La questione è chiaramente problematica). Il tutto ha scatenato una reazione contraria, e forse più dura, rispetto al modo in cui era iniziata la vicenda su Savile. Infatti, l'ex direttore della trasmissione della BBC Newsnight, Peter Rippon, originariamente era stato accusato di censura per non aver permesso che un servizio sulle accuse a Savile andasse in onda, tanto da lasciare l'incarico il mese scorso. Adesso, Newsnight, che ha trasmesso il servizio su McAlpine il 2 novembre, viene attaccata per le ragioni opposte, portando alle dimissioni del direttore generale della BBC, George Entwistle. Queste si accompagnano alla minaccia di una ristrutturazione radicale e strutturale dell'intera emittente televisiva. (Bbc, ristrutturazione radicale dopo le dimissioni del direttore Entwistle, AGI, 11 novembre 2012) Poi... uno pensa male...

Le voci che circolano sulla questione pedofilia sono numerose e, spesso, incontrollate (se cercate, tanto per rimanere nel Regno Unito, troverete molto su Tony Blair e Gordon Brown, compresa l'implicazione nella strage di Dunblane, nel 1996, dove morirono sedici bambini) e non tutte sono sufficientemente circonstanziate. Se molto sappiamo sulla Chiesa Cattolica (a riprova, drammatica doppiamente, del suo potere calante), meno su altre realtà (per quanto, ad esempio, negli ultimi anni le comunità ortodosse ebraiche siano assurte alle cronache, con i casi, ad esempio, di Brooklyn e di Israele, "paradiso per pedofili" secondo la polemica definizione dell'israeliano Consiglio Nazionale per l'Infanzia). Meno sappiamo su quanto vi sia di vero, ma molto di temuto, sulla vicenda del mostro di Marcinelle, Marc Dutroux, e delle protezioni e complicità, anche ad altissimo livello politico e istituzionale, di cui avrebbe goduto (solo voci?).

Tornando alla Chiesa Cattolica, ogni tanto capita di trovare ipotesi, comunque timide, di letture alternative, magari ridimensionanti i molti casi di abuso su minore. In realtà, col passare degli anni sembra evidente che la gran parte dei casi segnalati sono purtroppo autentici. Diventa perciò interessante lo studio, unico nel suo genere (per le altre realtà religiose o ideologiche o sociali non esiste alcunché di comparabile, a detta degli stessi autori. E anche questo è degno di rilievo), volto a comprendere le cause del perché degli abusi ad opera di sacerdoti cattolici negli USA, e realizzato, nell'arco di alcuni anni, dal John Jay College of Criminal Justice di New York, assieme al Dipartimento di Giustizia statunitense. Tale studio evidenzia differenti spunti: i preti autori delle violenze non presentano, per la gran parte dei casi, disturbi comportamentali tipici dei pedofili propriamente detti. In pratica, la confusione sessuale e personale dei casi in questione è stata sufficiente per compiere tali atti. La spiegazione? Lo stile di vita emerso dalla seconda metà del Novecento, improntato a permissivismo e libertà sessuale, ma anche il diverso atteggiamento sociale e culturale nei rapporti con le istituzioni e le personalità religiose, ha trovato impreparati i preti cattolici.

La gran parte delle violenze denunciate (ricordiamo che parliamo di preti statunitensi), infatti, riguardano il periodo che va dai primi anni '60 alla metà degli anni '80. Le gerarchie non sono state capaci di preparare i nuovi religiosi in maniera adeguata ai nuovi tempi. D'altronde, per dirla tutta, la stessa Chiesa Cattolica (ricordiamoci che è quella del Concilio Vaticano II) si è adeguata, in senso lato e per altro verso, ai nuovi tempi, con i risultati che abbiamo visto. Altra cosa interessante, una ragione per l'esplosione di tutti quei casi, nel lasso di tempo citato, è data dalla maggiore attenzione delle gerarchie ecclesiastiche agli autori delle violenze, piuttosto che alle vittime. Anche ciò ci sembra un adeguamento ai tempi (genocidi) attuali. (The Causes and Context of Sexual Abuse of Minors by Catholic Priests in the United States, 1950-2010, John Jay College Research Team, maggio 2011) [in PDF] [nella ricerca, alle pagine 20 e 21, trovate brevi spunti sulle principali altre religioni presenti negli USA]

Dicevamo i tempi. Se dagli anni '60 in poi molte cose sono cambiate è stato per numerose ragioni. Ogni attività umana, ogni nuova forma mentis, ogni abitudine è condizionata sia da scelte e azioni precedenti, sia dalle correnti di pensiero, di massa o minoritarie o sotterranee sviluppate in precedenza. Lo studio che abbiamo citato sulla Chiesa Cattolica, se è stato ben condotto, lascia intendere, ben al di là dello stesso ambito cattolico nordamericano, che la pedofilia è problema soprattutto moderno, degli ultimi decenni (il che non significa che non esistesse prima, ovviamente. A poco vale citare Gilles de Rais, che d'altronde, venne messo a morte). Altra annotazione che si può fare è che, fermo restando che le vittime sono tutte ugualmente bisognose di rispetto e attenzione, così come ogni atto di violenza su minori va combattuto e, altrettanto, ogni forma di reiterazione di tali atti e perversioni è intollerabile, bisognerebbe capire se tali violenze sono il frutto di disordini (chiamiamoli) individuali (e di che tipo, dato anche quel che si è detto sui preti cattolici nello studio citato) o, in qualche modo, sono associabili a forme "ideologiche". Interessante, da questo punto di vista, un veloce excursus che riproponiamo più avanti integralmente, lasciandovi con la domanda fondamentale: questo problema, per come si sta presentando da qualche decennio a parte, quasi sempre tragico e con effetti di lungo periodo devastanti, che normalmente viene presentato come la faccia nascosta di realtà quotidiane (la famiglia, l'oratorio, i campi estivi, l'attività sportiva, la scuola, ecc.), è realmente tale o è anche (soprattutto? Originariamente? Ecc.) derivante da scarti socio-culturali avvenuti negli ultimi decenni e secoli rispetto alla morale e all'etica condivise precedentemente? E, ripetiamo, non stiamo parlando dell'atteggiamento nei tempi antichi o nel medioevo, sia per le differenti aspettative di durata media della vita (se si campava, in alcuni casi, sino a trent'anni, era un po' difficile che dai 12-13 anni non si potesse essere pronti ad un matrimonio. Comunque dal Medio Evo in poi anche la questione dell'età venne regolamentata, per impedire eccessi), sia per l'atteggiamento complessivo della società. Parliamo di come dietro (e a partire dal)la maggiore tolleranza degli ultimi decenni, anche rimanendo ai soli rapporti tra uomo e donna eterosessuali e adulti, sia stato nascosto alla vista un gelido iceberg, il cui contorno apparente è solo quello dei titoli sui quotidiani su maestri e preti o, piuttosto, qualcosa d'altro, come teme qualcuno e come fanno pensare le notizie che provengono dal centro dell'impero? Dietro le crescenti libertà della maggioranza è potuta proliferare l'abiezione di alcune minoranze? E, anche in ciò, tutto coinciderebbe.

  • Chi vuole la pedofilia? Gli ambigui proclami di tanti "cattivi maestri" (Bruto Bruti, L'Ottimista via Centro San Giorgio, 14 aprile 2010) 1:
   Jean-Jacques Rousseau (1712-1778), che può essere considerato il profeta dell'educazione relativista e illuminista, ha cinque figli dalla sua compagna e, poiché questi sono figli reali e non astratti come L'Emilio, egli se ne libera rapidamente depositandoli, dopo ogni nascita, nell'ospizio dei trovatelli. Quest'uomo che crede nella assoluta bontà delle sensazioni e ignora la tendenza umana al piacere disordinato ed egoistico, a Venezia si compra per pochi franchi una bambina di dieci anni per allietare sessualmente le sue serate 2.

    Dacia Maraini, sulla scia di filosofi illuministi che praticavano sesso anche con i figli, ha sostenuto che l'incesto è una pratica naturale 3.

    Gerd Koenen (teorico del '68) scrive: «Negli asili infantili più radicali le attività sessuali divennero parte integrante dei giochi» 4.

    Jean-Paul Sartre (1905-1980), Simone de Beauvoir (1908-1986), Michel Foucault, Jack Lang, futuro ministro francese, firmarono una petizione in cui si reclamava la legalizzazione dei rapporti sessuali coi minori 5.

    Daniel Cohn-Bendit, capogruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, raccontò addirittura di avere sperimentato e favorito la pedofilia e il sesso coi minori a scuola, come insegnante. Poi, diventato europarlamentare, ha detto che si trattava di un'opera di fantasia. Ma anche fosse stata un'opera di fantasia, qual'era l'obiettivo? Certamente quest'opera non favorisce la condanna della pedofilia 6.

    Oggi, Aldo Busi, forse il più venduto autore omosessualista italiano, spesso ospite di programmi televisivi e radiofonici, candidato nelle liste radicali, scrive: «È probabile che nella mia omosessualità ci sia una forma di attrazione non verso i maschi, ma verso l'odio che mi suscitano tutti gli uomini, odio che il fare sesso con loro non fà che aumentare». Dopo di che spiega che l'età per rapporti omosessuali che lui ritiene lecita è a partire dai tredici anni, in quanto a questa età un ragazzo, secondo lui, sarebbe adulto, e libero di decidere di avere rapporti con un altro uomo 7.

    Nichi Vendola, oggi governatore della Puglia, in una intervista del 1985 a Repubblica affermava: «Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti, e trattarne con chi la sessualità l'ha vista sempre in funzione della famiglia» 8.

    Il 27 ottobre 1998, i radicali organizzarono un convegno, nelle aule del Senato, la cui presentazione così recitava: «Essere pedofili [...] non può essere considerato un reato; la pedofilia [...] diventa reato nel momento in cui danneggia altre persone» 9. Come dire che la pedofilia è lecita purché il bambino sia consenziente e la legge lo permetta...

    L'internazionale dei gay e delle lesbiche (ILGA) ha collaborato politicamente e culturalmente con i pedofili americani (NAMBLA: North American Man-Boy Lovers Association) per dieci anni, prima di separarsi da questo movimento 10.

    Il filosofo omosessualista Mario Mieli (1952-1983) sosteneva la funzione redentiva della pedofilia (la sua opera è considerata la Bibbia dei gay e a lui sono intitolati molti circoli gay). Nell'opera di Mieli vengono considerate esperienze redentive, da promuovere, la pedofilia, la necrofilia e la coprofagia 11.

    Le associazioni omosessualiste (COC) fondate da Jef Last (1898-1972; pedofilo, omosessuale e amico di André Gide) nei Paesi Bassi hanno voluto e ottenuto la depenalizzazione dei contatti sessuali con giovanetti al di sopra dei dodici anni. Nel 1990, infatti, erano stati depenalizzati, nei Paesi Bassi, i contatti sessuali (etero e omo) con individui sopra i dodici anni: la condizione era il consenso del giovane o della giovane e il nulla osta dei genitori 12.

Note

1 Articolo apparso sul sito http://www.lottimista.com, il 14 aprile 2010 con il titolo «Chi vuole la pedofilia? Gli ambigui proclami di tanti "cattivi maestri"». Reperibile anche alla pagina web

http://segnideitempi.blogspot.com/2010/04/chi-vuole-la-pedofilia.html

2 Cfr. R. Guiducci, La Storia di un contestatore sconfitto, pagg. 1-68 (pag. 32); in J.-J. Rousseau, Le Confessioni, Introduzione di Roberto Guiducci; traduzioni e note di Felice Filippini, Biblioteca Universale Rizzoli, aprile 2001, pag.28.

3 Cfr. F. Agnoli, su Il Foglio, del 26 maggio 2007.

4 Ibid.

5 Ibid.

6 Ibid.

7 Ibid.; A. Busi, Manuale per il perfetto papà, Mondadori 2001.

8 Ibid.

9 Vedi pagina web

http://www.qrd.org/qrd/orgs/NAMBLA/1993.se.to.ilga

10 Cfr. G. Rossi Barilli, Il Movimento Gay in Italia, Feltrinelli, 1999, pag. 93.

11 Cfr. M. Mieli, Elementi di critica omosessuale, Feltrinelli, 2002, pag. 255.

12 cfr G. J. M. Van den Aardweg, «Matrimonio omosessuale e affidamento a omosessuali», in Studi Cattolici, Anno XLII, n. 449/50, 1998, pag. 507.

1 commento:

  1. Non dimetichiamo il Bohemian Grove
    http://www.invasionealiena.com/cospirazioni/societa-segrete/465-il-club-del-bohemian-grove.html

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