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martedì 9 ottobre 2012

Il Consiglio d'Europa consiglia...

Il Consiglio d'Europa consiglia... ovvero, Giacomo Santini del PDL sollecita il voto per gli stranieri

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La scorsa settimana, il Consiglio d'Europa (che, ricordiamo, è organizzazione distinta dall'Unione Europea, avendo solo scopo propagandistico dirittoumanista, senza vincoli per gli Stati europei) ha approvato la risoluzione 1897 (2012), con lo scopo di dare delle linee guida per rendere gli Stati maggiormente democratici. I punti toccati sono i più vari, dal consigliare un uso appropriato delle risorse amministrative per la macchina democratica ad una maggiore trasparenza nell'uso dei fondi per le campagne elettorali, ecc.

Tra i punti citati, uno è stato proposto dalla Commissione Immigrazione, avente come attuale presidente il senatore del PDL (e forzitaliota dei primi tempi) Giacomo Santini [foto sopra], che, col documento 13029, ha affermato che il concetto di "volontà del popolo" sarebbe mutato, divenendo (solo?) espressione della volontà elettorale, la quale, a sua volta, dovrebbe essere anche, dato il fenomeno immigratorio di massa degli ultimi 10-20 anni, espressione delle comunità allogene, sia per ciò che concerne un loro presunto diritto al voto, sia per ciò che concerne il potenziale aumento di personalità allogene tra i rappresentanti eletti, e il cui riconoscimento sarebbe, appunto, una condizione per una democrazia più compiuta.

Il tutto, continuando curiosamente a chiamare gli stranieri "migranti", come se si trattasse di girovaghi globali, pur parlando di diritti di cittadinanza, e, ancora più rilevante, senza alcuno spunto riferibile ad una qualche preminenza degli autoctoni o almeno delle loro culture (schiacciate dall'unica non-cultura dei diritti umani e dell'elettoralismo democratico), così come senza punti fermi rispetto ad istanze non solo non europee, ma almeno potenzialmente contrarie persino all'ideologia dei diritti umani (e, d'altronde, se aumenteranno significativamente i portatori di questa o quella istanza contraria, chi dovrebbe difendere cosa?). E se qualcuno pensa che le cose andranno per il meglio... Certo... tutto, di questi tempi, fa sperare per il meglio...

Doc. 13029 della Commissione Immigrazione del Consiglio d'Europa (27 settembre 2012) [in inglese]

Risoluzione 1897 (2012) "Ensuring greater democracy in elections" del Consiglio d'Europa (3 ottobre 2012) [in inglese]

P.S: Giacomo Santini è uno di quelli che il non-democraticamente eletto "Monti deve continuare a lavorare".

P.P.S: a proposito e a mo' di esempio, ma gli USA multietnicisti degli ultimi 20-30-40 anni sono più o meno democratici di un tempo?

18 commenti:

  1. Sospetto un complotto delle destre... la maggior parte degli stranieri che conosco io, rispetto agli italiani, sono:

    - del tutto disinteressato ai mitemi come antifascismo, olocausto, resistenza, ecc.
    - preoccupati per la delinquenza
    - preoccupati per l'immoralità che vedono tutt'attorno, sia nei media che nei costumi
    - legati al concetto di famiglia
    - religiosi
    - vorrebbero che a scuola si studiasse seriamente
    - credono all'iniziativa personale e ai "valori del lavoro"

    Su tutti questi punti, la differenza con gli italiani è molto netta.

    E mi sembrano caratteristiche che li farebbero votare molto più a destra che a sinistra.

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  2. Per Miguel Martinez:

    Sospetti che voterebbero più a destra che a sinistra? Come se per noi autoctoni cambiasse davvero qualcosa (con queste "destre" e con queste "sinistre")...

    Roblif

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  3. Ve la ricordate la petizione di Forza Italia "Italiani in 5 anni? No, grazie!" ? Come cambiano in fretta le idee nelle "democrazie liberali"...

    Roblif

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  4. Bella quella del "complotto delle destre" :-). Per cominciare la società globalizzata ha eliminato sia la "destra identitaria" e nazionale che la "sinistra di classe" e le conseguenti differenze tra i due schieramenti. Anche un cieco capirebbe che la "sinistra di classe" è diventata oggi "sinistra di finanza" ex aequo con le cosiddette "destre neoliberiste" ( Libro di Giavazzi: "Il liberismo è di sinistra"). L'immigrazionismo (e qui mi tocca rifare il Bignami chiedendo venia a padrone di casa) è veicolato da una pluralità di potentati finanziari e da una pluralità di forze politiche e sociali quali:

    1) La finanza, le Banche e i suoi poteri occulti e non (il dogma della libera circolazione degli uomini, delle merci e dei capitali).
    2) Le associazioni mondialiste come L'ONU e le varie Ong
    3) La Confindustria che necessita dell'esercito di riserva
    4) Il Vaticano e altre confessioni come gli evangelici e gli ebrei
    5) I sindacati (secondo l'equazione: nuovi allogeni, nuovi tesserati)
    6) Le destre neoliberiste e le sinistre neoliberiste (cioè quasi lo stesso partito)
    7)Le varie corporzioni del lavoro (Confcommercio, confartigianato).

    Se dimentico qualcosa, integralo tu, caro Lif. Ma voler trovare un unico responsabile è voler essere semiciechi. Ciò non toglie che il PdL (Santini docet) oggi sia alla frutta anche per le ragioni che hai esposto.

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  5. Per Roblif

    "Sospetti che voterebbero più a destra che a sinistra? Come se per noi autoctoni cambiasse davvero qualcosa (con queste "destre" e con queste "sinistre")..."

    Infatti, mi riferisco alle destre e alle sinistre realmente esistenti, senza riferimento a grandi ideali da una parte o dall'altra. Infatti, non sto dicendo che farebbero bene o male.

    Poi bisognerebbe vedere un'infinità di altri fattori: ad esempio, la posizione in politica estera dei partiti (che so, gli armeni in Francia adesso presumo votino in blocco per Sarkozy, i turchi contro); questioni locali di vario tipo, visibilità mediatica dei vari politici italiani (so che molti africani avevano in simpatia Berlusconi, proprio per i suoi modi gioviali).

    Qui ho voluto parlare solo a grandi linee, e usando le definizioni più banali di "destra" e "sinistra".

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  6. x Miguel

    In Francia, dove il diritto di voto è (stato) concesso maggioramente che da noi, chi non vuole l'espandersi di massa di stranieri, con quello che può comportare, non viene votato da quegli stranieri che già ci sono (il Front National), nonostante sia un partito conservatore; chi non fa nulla (per dirne bene), viene votato (il Partito Socialista), nonostante quel far nulla produca solo disagi e disastri per tutti (ho notato che hai commentato quegli articoli di Vita nel Petrolitico di alcuni giorni fa). Tralascio l'UMP, in quanto semplice variante del secondo (nonostante si dica che lo stia divenendo del primo).

    Il che a me sembra che l'esempio francese suggerisca che gli stranieri, magari non tutti singolarmente e non tutte le comunità, ma certi e certe sicuramente, tendano a vedersi comunque sia per quello che essi sono e non per il luogo in cui si trovano.

    A questo si aggiunge un'altra stranezza: molti stranieri frignano perché la società francese li escluderebbe. Ora, essendo ciò cosa acclarata per molti, stranieri compresi, perché continuano ad accorrere in Francia? Se c'è esclusione, non c'è opportunità: n'est ce pas? Allora perché andare in Francia?

    Quello che voglio dire è che ci sono dinamiche da valutare. E sono queste che è meglio considerare, piuttosto che quel che ci si dice tra stranieri e autoctoni.

    x Nessie

    come ben sai, Berlusconi sta valutando il Monti-bis, ma stavolta frutto di elezioni, oppure Casini in alternativa. Più che sufficiente per farsi un'idea dei "moderati" italiani.

    x Roblif

    Ricordo quella petizione e riguardo l'alternarsi vorticoso di idee nel mondo liberale, c'è una battuta micidiale di Groucho Marx: "se non vi piacciono le mie idee, ne ho parecchie altre in alternativa".

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  7. Per Lif

    Sul Front National sono d'accordo, ma si tratta chiaramente di un partito che fonda le sue fortune elettorali sull'affermazione dell'identità francese contro gli immigrati.

    Votarlo sarebbe come darsi la zappa sui piedi.

    Ciononostante, esiste una certa simpatia per Le Pen padre (per la figlia non saprei) nelle banlieue, almeno come un avversario "con cui ci si può capire". D'altronde, i Le Pen seguono la tradizione "imperiale" francese, legata allo ius soli, per cui il "buon soldato senegalese" o il harki sono sempre dei francesi.

    Il mio comunque è un ragionamento astratto, che riguarda una destra o una sinistra ipotetica e neutrale verso gli immigrati.

    Credo che Gianfranco Fini, ad esempio, quando era ancora ben visibile, avrebbe raccolto in massa il voto di tanti stranieri.

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  8. Per Nessie

    "Bella quella del "complotto delle destre" :-)."

    Ovvviamente era una battuta!

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  9. Vedo una contraddizione tra due cose che ho detto... "destra realmente esistente" e "destra ipotetica".

    Intendo dire, un partito di destra europea "normale", liberale e conservatore, in questo senso "realmente esistente"; ipotetico, nel senso che non si identifica con un gruppo etnico.

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  10. Come ho già detto nel mio precedente commento, per me la questione del "chi vota chi" non sposta il problema di una virgola in termini di vivibilità, armonia, libertà e futuro nelle/delle società europee. Ad ogni modo, se Miguel vuole togliersi una curiosità riguardo il voto nelle passate elezioni in Francia, può dare un'occhiata ai sondaggi post-voto distinti tra "français de souche" e "altri francesi". Googlando con le giuste parole chiave, non dovrebbe essere difficile trovarli. Mi pare di averne visti diversi in passato nel sito identitario fdesouche.com e me li ricordo piuttosto sbilanciati da una parte...

    P.s.: in Francia la legge vieta di raccogliere le statistiche su base etnica (come si fa invece negli USA), quindi si possono trovare solo sondaggi indicativi.

    Roblif

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  11. Una precisazione su quanto detto sopra:

    In Francia la legge che vieta la raccolta di dati su base etno-razziale risale al 1978. Questa legge è stata in parte modificata nel 2004, ma non saprei dire che tipo di modifiche sono state apportate.

    Roblif

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  12. Per Roblif

    "Ad ogni modo, se Miguel vuole togliersi una curiosità riguardo il voto nelle passate elezioni in Francia, può dare un'occhiata ai sondaggi post-voto distinti tra "français de souche" e "altri francesi"."

    Grazie, non ne dubito.

    Potrei anche aggiungere che negli Stati Uniti, il Partito Democratico è nato come partito delle minoranze (cattolici, ebrei, gli sconfitti del Sud, i fondamentalisti) contro il partito della maggioranza etnica, molto più che come un partito di "sinistra".

    Certamente le "destre" europee quantomeno frenano sulla concessione di pari diritti agli immigrati e ai loro discendenti, più delle sinistre.

    La mia però è una riflessione di altro tipo: che mentre è normale che gli immigrati e i loro discendenti votino contro partiti che ritengono ostili, nulla li vincola alle sinistre; e anzi, in termini culturali e di valori, sono certamente più conservatori - su tutta una gamma di temi - della maggioranza degli "autoctoni".

    Non lo segnalo per qualche particolare fine, ma è un dato che tutti tendono a ignorare.

    Ti ringrazio per avermi aiutato a mettere meglio a fuoco il concetto.

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  13. "Non lo segnalo per qualche particolare fine, ma è un dato che tutti tendono a ignorare."


    Ma è un dato irrilevante, se non per chi si preoccupa di guadagnare qualche punticino o mezzo punto percentuale ad elezioni imminenti. Non è un dato che fa la differenza perché, come giustamente ha notato Lif, sono le dinamiche sociali che contano (precisamente la lacerazione del tessuto sociale, nel caso specifico), non il "conosco un marocchino a cui piace tanto Silvio e lo voterebbe pure". Va bene registrare opinioni ed inclinazioni, ma alla fine conta il vissuto.

    Sul conservatorismo degli immigrati, sarebbe interessante capire se esso costituisca anche una reazione di difesa rispetto a determinati comportamenti e valori culturali tipici delle società europee, non necessariamente da condannare, sia ben inteso.

    Roblif

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  14. Miguel, però tocca ripetersi, sia per quanto detto da altri, sia per quanto detto da me. Ora, che alcuni immigrati possano votare destra o sinistra non importa (certo, se uno straniero, potendo votare, finisce per votare per un Gianfranco Fini, poi non si lamenti se si guarda con diffidenza al diritto concessogli...). Il punto reale, ma anche iniziale e fondamentale di tutta la questione immigratoria, è, essendo in Europa ed essendo europei, perché stia avvenendo il genocidio, ossia la sostituzione etnica (complottata, voluta inconsciamente o casuale: poco importa), delle genti europei nelle singole proprie nazioni con altre genti, spesso non-europee. E' questo il nocciolo di tutta la questione e da questa sostituzione, anzi genocidio, come mi pare più appropriato, ne deriva ogni altra considerazione legata all'immigrazione di massa in Europa, che è nota a margine (come nel caso delle possibili intenzioni di voto degli stranieri) o approfondimento ulteriore e necessario (come nel caso di certe statistiche, tipo quelle sugli stupri a Oslo, dove il 100% sono opera di stranieri: http://euroholocaust.iobloggo.com/1347/gli-stupri-a-oslo/&cid=352475).

    Ora, che gli stranieri con diritto di voto possano anche essere ipoteticamente indirizzati verso partiti "dell'ordine" o "conservatori", ecc., è interessante, ma, considerando che l'immigrazione di massa in generale non porta "ordine" né "conservazione", indipendentemente da come venga gestita (e solitamente male), non è un controsenso che costoro votino in una maniera controproducente rispetto a "ordine" e "conservazione"? Tra l'altro, i partiti anti-immigrazione (che poi non è così vero che siano solo anti-immigrazione) mica sono tutti "razzisti". Sono anti-immigrazione, appunto.

    Ossia, perché un immigrato che abita in Europa non vuole un freno all'immigrazione? E' una domanda fondamentale, ovviamente. Vediamo se qualcuno riesce a rispondere in maniera "credibile".

    P.S: la citazione corretta di Groucho Marx è "Ho dei princìpi, ma se non vi piacciono, ne ho molti altri". Ossia, l'Occidente liberale...

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  15. Riporto da Facebook il commento di una notizia scritto da un utente (con il link dell'articolo):

    «Notizia choc. A Marsiglia, nel quartiere di Saint Louis, a nord della città, una cinquanina di abitanti ha cacciato i rom dal loro insediamento e, dopo la fuga dei rom, ha dato fuoco a tutto ciò che avevano lasciato. Sembra che la cittadin
    anza del quartiere fosse esasperata dai continui atti di criminalità provenienti dagli abitanti del campo. Gli autori del gesto? Nazisti xenofobi bianchi e rasati per cui deve scattare immediatamente l'indignazione obbligatoria dei ben-pensanti al caviale? No, semplicemente si è trattato di magrebini poco abituati alla tolleranza occidentale. Queste sono le delizie della società multiculturale che però gli organi di informazione "politicamente corretti" non raccontano.»

    http://24heuresactu.com/2012/09/29/marseille-roms-maghrebins-et-indignation-modulable/

    Osservazione maliziosa e provocatoria, che mi è venuta in mente proprio ripensando allo scambio con Miguel: ma quanto saranno conservatori e di destra questi magrebini di Francia?

    Roblif

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  16. Ma soprattutto, quanto c'avrebbero rotto i coglioni se a farlo fossero stati "français de souche" ?

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  17. Che gli allogeni siano mediamente più conservatori e meno tolleranti degli autoctoni è un dato di fatto. Gli allogeni venendo da contesti dove non c'è la Dittatura della Tolleranza dei Governi Occupati d'Occidente sono meno tolleranti su certe cose e quindi tendono secondo me a votare a destra. Ovviamente non voteranno tipo forza nuova che li vuole fuori, ma voteranno la cosiddetta "destra integrazionista" ovvero conservatori sì ma "dalla cittadinanza facile". Gianfranco Fini, o anche la Lega Nord, o qualunque cosa "non di sinistra" che li accetti

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  18. Però in Francia, i nordafricani e gli africani hanno votato quasi tutti per Hollande, nonostante Sarkozy non sia minimamente identitario.

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