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martedì 2 ottobre 2012

ACIdenti stranieri

ACIdenti stranieri: sugli incidenti stradali, le RC Auto e certi corsi di guida

La notizia, di alcune settimane fa, che l'ACI avrebbe organizzato corsi di guida per stranieri è stata un po' ingigantita, nonostante sia da discutere ugualmente, tanto da far temere patenti gratuite per tutti gli allogeni circolanti in Italia. Non è propriamente così, trattandosi di un corso annuale, previsto per tre anni, dedicato a circa tremila stranieri complessivi, già forniti di patente, presa in Italia o all'estero. Corso il cui scopo dovrebbe essere il trasformare i 3000 selezionati in "ambasciatori" della guida sicura nelle comunità immigrate (Stranieri, corsi di guida da 1,5 milioni di euro, Sicurauto, 31 agosto 2012).

Ciò non toglie che il tutto sia comunque una presa per i fondelli (degli italiani). Il corso, che sarà accompagnato anche dalla creazione di un call-center dedicato, avrà un costo di un milione e mezzo di euro, e che sarà gratuito per gli stranieri partecipanti, è stato pensato per rimediare ai dati che stanno provenendo dall'incidenza delle varie nazionalità negli incidenti stradali in Italia.

Se gli italiani sono coinvolti in incidenti stradali per il 6,4%, gli stranieri lo sono per il 13,5%, ossia più del doppio, in particolare tunisini, ucraini, romeni, marocchini e moldavi e, ancor di più, egiziani, peruviani, albanesi e cinesi. Coinvolti significa (lo specifichiamo, dato che alcuni usano tale espressione per dissimulare la realtà) sia vittime, sia, soprattutto, autori e causa dei sinistri.

In pratica, tale corso dovrebbe, magicamente, trasformare i tremila "ambasciatori" in taumaturghi capaci di modificare stili di guida, stili di vita e forma mentis dei circa due milioni e mezzo di allogeni che quotidianamente guidano sulle strade italiane. Ciò che non fa lo Stato italiano, ossia controllare l'effettiva capacità di questi guidatori (naturalmente parliamo di coloro che hanno preso la patente fuori dai confini italiani), viene lasciato ai consigli di una manciata di più o meno volenterosi, perché al limite di questo si tratterà. Consigli, piuttosto che controlli: bella prospettiva!

Ma c'è un ulteriore aspetto che va considerato, per meglio mettere a fuoco la questione generale del rapporto tra stranieri e (maggiore) incidenza percentuale negli incidenti. Nei mesi scorsi, Walter Citti dell'ASGI (Associazione studi giuridici sull'immigrazione) e l'Onlus Avvocati Per Niente (nome interessante) hanno inviato alla Commissione Europea una denuncia contro lo Stato italiano, dopo analoghe denunce in alcuni tribunali italiani contro compagnie assicurative, per discriminazione, in quanto alcune compagnie applicavano (applicano?) tariffe differenziate in funzione della cittadinanza e della nazione d'origine. Anche l'UNAR (l'ufficio nazionale anti-discriminazioni) ha inviato una raccomandazione per l'abolizione delle tariffe differenziate (Repertorio n.16 del 31 gennaio 2012: adozione di una raccomandazione generale ai sensi dell'art. 7, comma 2, lettera E) D.LGS N. 215/2003 in materia di tariffe differenziate per nazionalità delle polizze RCA) [in PDF].

La raccomandazione dell'UNAR riporta, a pagina 5, una considerazione dell'ANIA (Associazione nazionale imprese assicuratrici) affermante che tali differenziazioni sono basate su dati statistici relativi alla differente sinistrosità registrata, utilizzati alla pari di altri dati, come l'incidenza dell'età o il luogo di circolazione prevalente. Ossia, non si tratta di una qualche forma di discriminazione per causa dell'origine etnica e nazionale, ma per causa del comportamento rilevato statisticamente sulle strade italiane.

Ma l'UNAR, in spregio alla logica e ai dati rilevati (come detto, gli stranieri causano il doppio degli incidenti stradali rispetto agli italiani), afferma, tra pagina 8 e 9, che non si possono ammettere "cause di giustificazione" e differenze di trattamento, neanche se per finalità legittime e con mezzi proporzionati, in quanto la differenziazione è, in sostanza, anche secondo l'ordinamento italiano e comunitario, una discriminazione (conta l'ideologia rispetto alla realtà concreta, in altre parole).

Di fronte a tale presa di posizione ideologizzata dell'UNAR (a sua volta prodotto ideologico), non si capisce perché fare dei corsi particolari come quelli dell'ACI per stranieri, se l'origine nazionale non dovrebbe contare alcunché. O esiste il problema e il problema ha rilevanza statistica, quindi può incidere nell'apertura di una assicurazione automobilistica, oppure non esiste. Non è che se esiste tale problema e tale dato, con una parola magica essi scompaiono, lasciando sul campo solo altri dati statistici.

Perché un napoletano è tenuto a pagare di più, in quanto automobilista a Napoli, mentre un cinese o un egiziano, pur essendo statisticamente, a livello nazionale, più predisposti ai sinistri, no? E non solo non pagano di più, ma la società italiana butta 1,5 milioni di euro per pretesi corsi miracolosi di guida in favore di costoro!

Nella lettera di risposta della Commissione Europea (risposta del 17 aprile 2012 a Walter Citti dell'ASGI) [in PDF], Karel Van Hulle afferma, sì, che la cittadinanza non dovrebbe avere rilevanza, rispetto ad esempio a fattori come l'esperienza di guida; afferma, sì, che i cittadini comunitari non possono avere differenze di trattamento tra di loro; ma, specifica anche che, per gli extracomunitari, ciò ugualmente vale avendo permesso di soggiorno di lungo periodo. Non per tutti gli extracomunitari in generale (come quasi viene fatto credere in certi articoli: RC auto differenziata per nazionalità, Commissione Ue: è discriminatoria, Sabrina Bergamini, Help Consumatori, 10 maggio 2012).

Certo, nonostante tutte queste considerazioni, rimane e rimarrà un punto da chiarire: se chi commette più incidenti dovesse essere statisticamente rilevato, nei prossimi anni, come comunitario oppure soggiornante di lungo periodo, UNAR, ACI, associazioni varie e Stato italiano continueranno a prendere per i fondelli i cittadini italiani, come stanno facendo ora?

4 commenti:

  1. Sacrosante verità... quando gli italiani si sveglieranno e capiranno finalmente che tutte 'ste sedicenti associazioni del cavolo pro-allogeni sono la nostra rovina??
    I peggiori nemici a volte li abbiamo in casa, tra noi stessi italiani...

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  2. Quoto e straquoto, BASTA CON 'STI BUONISTI, CARITAS E ONLUS VARIE... e i nostri politici da strapazzo pro allogeni dove li vogliamo mettere? Personalmente lo saprei ma evito di scriverlo qui, sarebbe da censurare...
    Sono arrivato al punto che quando mi capita di vedere in tv i vari spot che chiedono soldi x i bimbi africani et similia, dalla rabbia cambio subito canale x evitare di buttare la tv dalla finestra! Invece di farvi belli cosi, aiutate una famiglia ITALIANA in difficoltà o un barbone ITALIANO!!

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  3. E' da un bel pezzo che la sottoscritta sugli ubriachi al volante ha denunciato la presenza di stranieri sentendosi sempre ripetere lo stracco ritornello "si ubriacano anche gli Italiani". Idem per i cocainomani. Ovviamente è vero che droga e alcol non hanno frontiere, ma è altrettanto vero che chi viene qua senza uno straccio di lavoro, sceglie di proposito l'illegalità e la delinquenza alle quali arruolarsi.

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  4. E' un cane che si morde la coda: arrivano stranieri, ma non ci sono risorse sufficienti, ma siccome sono già arrivati dicono li si deve accogliere, allora li si lascia fare, ma nel frattempo ne arrivano altri, ecc. Ora, dato che il cane che si morde la coda è pazzo, come bloccarlo?

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