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mercoledì 15 agosto 2012

Ci vuole al-Qaeda in Siria

Ci vuole al-Qaeda in Siria. Firmato: l'Occidente e i suoi alleati


Scrive Alfredo Macchi in Rivoluzioni s.p.a. - Chi c'è dietro la Primavera Araba, al capitolo 6, nel paragrafo "Un'armata araba pronta all'uso" [il grassetto nel testo è nostro]:

La Brigata Rivoluzionaria Tripoli, che si è distinta nella battaglia per la capitale libica, ha un profilo su Facebbok nel quale, il 12 gennaio 2012, pubblica un sorprendente messaggio: "Vogliamo congratularci con l'ex comandante della brigata rivoluzionaria Tripoli Mahdi Al-Harati per il suo rientro sano e salvo dalla Siria. Al-Harati manda i suoi saluti a tutti i membri della brigata. Egli porta anche un messaggio al popolo libico, cioé che i nostri fratelli in Siria non hanno bisogno di uomini, ma di armi, fondi e donazioni per le migliaia di rifugiati che si trovano nei campi al confine con la Turchia".
Il post sembra confermare una vicenda oscura: i miliziani che hanno combattuto per rovesciare Gheddafi in Libia, si sarebbero spostati in Siria a combattere Al Assad. Le prime indiscrezioni su questa milizia araba vengono da siti israeliani. Nel corso dei mesi alcuni giornalisti entrati in Siria hanno detto di aver visto soldati libici tra le fila dei guerriglieri ribelli. Si tratterebbe di centinaia di uomini che hanno raggiunto l'Iraq e la Turchia in aereo per poi di lì entrare in Siria. Dietro l'operazione, sostiene il sito israeliano Debkafile, fonte ben informata su terrorismo, servizi segreti e ambienti militari, ci sarebbe il Qatar [nota 21]. L'emirato, in accordo con Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, avrebbe preparato una sorta di forza militare islamica da impegnare ove necessario, a cominciare dalla Siria... [...] Nell'autunno 2011, sarebbe avvenuto l'arruolamento di un migliaio di combattenti del Libyan Islamic Fighting Group, reduci dalla guerra a Gheddafi, e di centinaia di miliziani del Amar al-Sunna, il gruppo salafita iracheno protagonista della guerra contro gli americani. I volontari si sarebbero riuniti nella città meridionale turca di Antakya, non distante dal posto di frontiera di Hatay, dove ha sede il centro di comando dell'esercito dei ribelli siriani. Da lì si può facilmente entrare in Siria per missioni di combattimento nelle città di Idlib, Homs, Jabal e al-Zawiya. Tutte queste attività militari si svolgerebbero sotto lo sguardo vigile dei servizi segreti militari turchi. E c'è un'ulteriore sorpresa, perché un giornalista spagnolo che si è unito in dicembre ai combattenti del Free Syrian Army avrebbe riconosciuto a capo dell'armata dei volontari arabi addirittura Abdel Hakim Belhaj, il condottiero libico che con i suoi miliziani ha guidato la presa di Tripoli. [nota 22].

[nota 21] http://www.debka.com/article/21346/
[nota 22] "Islamistas libios se desplazan a Siria para ayudar a la revolucion" Daniel Iriarte, ABC, 17 dicembre 2011

In questi giorni, invece, come segnala Andrea Carancini sul suo blog (La Siria di Assad assediata da Obama/Osama..., 13 agosto 2012), sulla scorta del Foglio (Ci vuole al Qaida, Daniele Raineri, Il Foglio, 11 agosto 2012), il Council on Foreign Relations, nota e potente organizzazione non governativa statunitense, consiglia, in un articolo a firma Ed Husain, l'accettazione di al-Qaeda nella guerra contro Assad in Siria, essendo l'organizzazione islamista meglio capace di portare avanti le operazioni militari, rispetto ai vari gruppuscoli locali. L'idea statunitense, non espressa in ambiti ufficiali, è che prima bisognerebbe causare la caduta di Assad e successivamente occuparsi del problema al-Qaeda... Il che significa che non sanno che pesci pigliare?

Domanda: quanti morti ha causato la Siria agli USA negli ultimi anni e quanti ne ha causato al-Qaeda?

Mahdi Darius Nazemroaya su Strategic Culture Foundation (Innescare una guerra civile turca tramite il caos siriano, traduzione su Aurora, 14 agosto 2012) scrive:

Il Partito laburista turco ha anche chiesto che il Console Generale degli Stati Uniti ad Adana, sia deportato per “aver architettato e guidato le attività dei terroristi siriani” [il riferimento è a Daria Darnell, precedente console, dato che l'attuale John L. Espinoza è stato nominato la scorsa settimana. Guarda caso..., ndr]. Mehmet Ali Ediboglu e Mevlut Dudu, due parlamentari turchi, hanno testimoniato che i combattenti stranieri hanno affittato case al confine della Turchia con la Siria, e che ambulanze turche hanno contrabbandato armi agli insorti in territorio siriano.

Inoltre, Hasan Basri Ozbey, vice-segretario del citato Partito Laburista turco, ha richiesto sia la chiusura della base aerea statunitense di Incirlik, vicino Adana, sia i campi profughi siriani di Hatay e di Kilis, in quanto utilizzati come centri d'addestramento per i terroristi combattenti in Siria. (La oposición turca pide la expulsión del cónsul de EEUU por “dirigir a rebeldes sirios”, RIA Novosti, 2 agosto 2012). Riguardo la Turchia, e non solo, potete leggere anche: Un israeliano micidiale e un turco matto (Pepe Escobar, Asia Times via traduzione su Comedonchisciotte, 13 agosto 2012).

Gli spunti sopra proposti bastano per capire che un cocktail micidiale è formato dall'Occidente, dalla Turchia [17 maggio 2012], dai regimi sunniti arabi e dai gruppi islamisti terroristici. Realtà totalmente differenti tra loro, alleate nel reprimere violentemente le libertà e la sovranità di Stati non a loro allineati, come nel caso tragico della Libia o in quello attuale della Siria.

Non intendiamo proseguire troppo oltre. Riguardo la questione siriana potete leggere vari siti e blog di controinformazione che si stanno occupando spesso della questione o sono nati apposta per essa, come Aurora, Syrian Free Press, il cattolico Ora pro Siria (in particolare per le persecuzioni che stanno subendo i cristiani siriani, nel solito silenzio delle gerarchie ecclesiastiche e della politica occidentale).

E come avrete capito, non c'è solo in gioco la sovranità siriana, ma anche la pace in Europa, perché una Turchia destabilizzata è un ennesimo pericolo sotto casa, e perché il campo libero ai gruppi islamisti, fondamentalisti e armati, non può che rappresentare una minaccia per il futuro. Minaccia che l'Occidente sta facendo crescere, piuttosto che spegnerla [5 febbraio 2012].

5 commenti:

  1. E' sempre la solita fottuta tecnica Cia: destabilizzare attraverso i gruppi islamisti e wahhabbiti da essi stessi prezzolati. I regimi laici (quali Gheddafi e Mubarak) vengono destabilizzati con quelli teocratici; le teocrazia invece, coi regimi laici. L'importante è destabilizzare tutte le aree del MO, dell'Africa e dell'Asia,

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  2. E' la solita tecnica, ma la destabilizzazione stavolta rischia di aver effetti, in brevissimo tempo, ben oltre il Medio Oriente o l'Africa. E per il vespaio che si scatenerà, chi pagherà?

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  3. Segnalo qui, ultimo post scritto in ordine di tempo con il tag "Terrorismo islamico", questa curiosa rivelazione di un certo Alexander Bortnikov, a capo dell'agenzia russa di sicurezza:

    http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/al-qaeda/9585098/Al-Qaeda-blamed-for-Europe-wide-forest-fires.html
    (in inglese)
    http://xn--identit-fwa.com/blog/2012/10/04/incendi-il-terrorismo-islamico-dietro-la-devastazione-dei-nostri-boschi/
    (articolo tradotto in italiano)

    Roblif

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  4. Chiunque in possesso di una minima capacità di analisi può vedere che al Governo USA e agli altri Governi Occupati d'Occidente non interessa minimamente se il loro alleato nel mondo arabo è musulmano moderato, laico, integralista islamico o quant'altro. Bin Laden stesso era visto come "eroe anti-sovietico" all'epoca dell'invasione dell'Afghanistan da parte dell'URSS, successivamente è diventato "lo sceicco del terrore". Dalla Primavera Araba pare che stiano nascendo anche regimi islamisti col beneplacito dei Governi Occupati d'Occidente.

    L'Arabia Saudita inoltre è una delle nazioni dove le leggi islamiche sono più dure, eppure sono molto amici del Governo USA, mentre la Siria, governata da Assad che è laico, pare essere da tempo nel mirino dei Governi Occupati d'Occidente.

    Dico questo non di certo per elogiare Assad, Bin Laden o chiunque altro, son situazioni che non conosco molto e che non mi interessa approfondire, semplicemente faccio notare come la scusa della "guerra al terrorismo" non regge più, se mai ha retto. Son soltanto interessi geopolitici di elites internazionali

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  5. x Roblif

    Ho un dejà-vu. Non so perché, ma la denuncia di Bortnikov mi dà quella sensazione. Devo controllare in vecchi articoli. Se fosse vero, quella fama di "religione desertica"...

    A proposito, nei recenti incendi in Italia, mi pare che due romeni (o rom: qualcuno ha dettagli?) siano stati beccati nel provocare incendi a Roma, verso luglio-agosto. Non seppero giustificare la loro azione.

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