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sabato 18 agosto 2012

Buone vacanze

Buone vacanze... con qualche spunto

Per qualche settimana, grosso modo sino ai primi/metà di settembre, il blog non verrà aggiornato. Ci prendiamo anche noi una pausa estiva. Dandovi l'arrivederci, vi lasciamo con qualche spunto polemico e un finale più rilassato.

Una pubblicità

La recente notizia del suicidio di un ragazzo italiano di 19 anni, dopo la scoperta che il divorzio dei genitori era dovuto all'incerta sessualità del padre, così come all'intenzione dello stesso di cambiare sesso, è stata accompagnata sul sito del Giornale dall'immagine della pubblicità dei chewing-gum Vivident, in cui un padre confessa al figlio di esserne in realtà la madre e in cui il figlio confessa, a sua volta, di essere una marionetta. Questo abbinamento (tragedia reale - pubblicità demenziale), che ci è balenato in testa anche a noi al sentire di quel suicidio, è stato, da alcuni lettori, considerato improprio. Ci sembra che tale accostamento sia stato liquidato troppo facilmente. Se non altro per quella sequenza pubblicitaria, che dalla confusione genitoriale arriva (necessariamente) al figlio come pupazzo. Troppo preciso, come ritratto dell'oggi.

Un tatuaggio

Notizia odierna: nell'esercito italiano saranno proibiti i tatuaggi visibili e, sempre e comunque, quelli giudicati offensivi, razzisti, ecc. Qualche settimana fa prendevamo la metropolitana, quando notiamo una coppietta di massimo 20 anni, ma più probabilmente sui 17-18 anni: lui meticcio sudamericano, con solito berretto sportivo statunitense; lei quasi sicuramente italiana. La ragazza portava dei pantaloncini corti, come usano molto le ragazze oggigiorno, e su una coscia un grosso tatuaggio: una pistola infilata in una giarrettiera. Una generazione confusa s'avanza...

Pussy Riot vs Julian Assange

La cagnara mediatica globalizzata piange per le finto-martiri Pussy Riot, condannate al carcere per una performance blasfema in una chiesa consacrata russo-ortodossa, giustificata da loro come "critica" contro Vladimir Putin. Luisa Veronica Ciccone e Paul McCartney hanno espresso sostegno morale alle finto-martiri. Allo stesso tempo, tale cagnara non sembra scatenarsi per Julian Assange di Wikileaks, rifugiatosi nell'ambasciata londinese dell'Ecuador richiedendo asilo politico. Il rischio per Assange non è una semplice condanna di un paio d'anni di carcere, ma la pena di morte negli USA (se verrà estradato in Svezia, non c'è certezza che non venga poi consegnato agli statunitensi, i quali ne vogliono letteralmente la testa). Inoltre, il Regno Unito ha minacciato, per poi fare parziale retromarcia, un blitz all'interno dell'ambasciata ecuadoregna, con grave scorno per il rispetto dell'indipendenza della nazione sudamericana. Il baronetto McCartney non sembra essersi lamentato per il grave attacco alla libertà di parola e d'informazione in atto nel suo Regno Unito.

Castelli di sabbia

Nella marchigiana Palombina Vecchia, nell'appena passato Ferragosto, la capitaneria di porto è intervenuta celermente, dopo, sembra, la segnalazione di qualche bagnante, ma tra le proteste contrarie di molti altri, per distruggere... i castelli di sabbia costruiti in una spiaggia locale. Un bell'esempio di pantomima grottesca di quello che ormai è un ordine degradato (e chissà se i mille venditori abusivi che infestano le spiagge italiane, nell'indifferenza di tutti, "tutori" dell'ordine in primis, hanno assistito in prima fila alla demolizione).

Finale rilassato: un ristorante danese

Il Noma di Copenaghen è da tre anni al primo posto della paludata classifica dei migliori ristoranti mondiali, sponsorizzata dall'acqua San Pellegrino (50 Best Restaurants). Da un certo punto di vista, si potrebbe dire che esso è il trionfo della globalizzazione, perché il suo successo è dovuto allo chef René Redzepi, di origini macedoni, perché ogni anno numerosi sono gli stagisti che vi lavorano, provenienti da tutto il mondo, e perché, per questa ragione, la lingua che trionfa in cucina è l'inglese. Eppure, il Noma sembra essere anche altro. La sua cucina è basata sui prodotti tipici scandinavi (Noma sta per nordisk mad, cibo nordico) e molti degli ingredienti vengono presi direttamente dalle immediate vicinanze dello stesso ristorante (provate voi ad uscire di casa, percorrere una strada per alcuni minuti e trovarvi qualcosa da cucinare... senza entrare in un negozio o in un mercato). Un dialogo, tratto da una recensione del sito gastronomico Dissapore renderà meglio l'idea, anche con una certa ironia (Ho pranzato al Noma di Copenhagen, ora posso morire felice, Sara Porro, Dissapore, 13 giugno 2012):

[...] Quando vado al ristorante e mi viene descritto un piatto, in genere capisco cosa mangerò. Qui non è così: non conosco almeno metà degli ingredienti delle preparazioni. “Questo è Æbleskiver e muikku”, mi spiega il cameriere. Io annuisco ma batto ripetutamente le ciglia in un modo che tradisce la mia totale incomprensione. “Vuole che parli più lentamente?” si offre lui, sollecito. “È tipo un krapfen?” tento io. “Non so cosa sia un krapfen” replica lui. [...]

Ecco, quel "non so cosa sia..." è la verità del mondo. La globalizzazione e tutto ciò che ha contribuito ad essa e con essa prolifica è convinzione che tutto si possa assimilare. Certo, tutto è potenzialmente assimilabile ed esperibile, ma non tutto lo è "globalmente" e in quell'ignoranza c'è la bellezza della distanza, la quale è, appunto, la verità più vera. Una verità senza presunzione.

3 commenti:

  1. Eheheh, mi piace molto il tipo di sguardo sulle cose. Non ho ben capito come pensate di opporvi al suicidio dei popoli europei, il quale non solo è irreversibile ma è inevitabile: fa parte del suicidio di tutte le culture particolari del mondo ed attiene allo sviluppo delle specie. Mi spiego: tutte le specie singolarmente si evolvono verso la singolarità. A termine, nel migliore degli scenri di sviluppo, comunque si voglia gestire il consesso umano, ci sarebbe stata una sola lingua parlata da una sola comunità. Il "dopo" di questo idilicco pianeta multi-lingue e multi-culture sarebbe stato comunque una nuova moltitudine di parlate e di culture locali di micro-comunità, dovute all'impossibilità tecnica (per mancanza di energia, cibo, etc) di spostarsi...

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  2. Tutto è scritto, ma nulla è deciso. Attenzione alle leggi "inevitabili" nelle cose umane, se non altro perché gli esseri umani (almeno potenzialmente), a differenza di altri esseri, oltre a meramente esistere, hanno la brutta tendenza a persistere. Crollo delle culture o crollo delle risorse che sia.

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  3. Da http://www.leggo.it/news/mondo/copenaghen_63_intossicati_al_noma_il_miglior_ristorante_al_mondo_/notizie/217970.shtml

    COPENAGHEN - Il ristorante Noma di Copenaghen è considerato il migliore del mondo per via della sua cucina innovativa. Ma la sua fama non è riuscita a salvarlo dallo scandalo causato dall'intossicazione di una sessantina di clienti che si sono sentiti male dopo aver cenato nel prestigioso locale. Lo hanno reso noto le autorità sanitarie danesi.
    I casi in questione sono in tutto 63 su un totale di 74 clienti che hanno frequentato il ristorante tra il 12 e il 16 febbraio, hanno riferito gli ispettori del Dipartimento dell'Alimentazione danese. Tra le persone che hanno accusato gli stessi sintomi «c'è anche parte del personale del ristorante, che è venuto in contatto con il cibo», hanno riferito i funzionari che hanno contestato al Noma il fatto di non aver disinfettato per tempo le cucine in modo da evitare un'ulteriore diffusione del contagio. Il ristorante si è scusato con i clienti per quanto accaduto e ha evocato un problema di comunicazione interna, precisando che una mail di un impiegato che affermava di essersi ammalato non era stata vista. «D'ora in poi ci saranno degli impiegati che parleranno danese ma anche inglese e che saranno capaci di potere leggere la posta e mail, così non avremo ritardi nella trasmissione» delle informazioni, hanno precisato gli ispettori. Un menu di assaggio da Noma, bibite escluse, costa in media a persona circa 200 euro.


    Non è tutto oro quel che luccica...

    Roblif

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