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lunedì 9 luglio 2012

G2 è un nome in codice per allogeno

G2 è un nome in codice per allogeno: un esempio da cui partire e su cui lavorare [SI RICHIEDE UN PICCOLO AIUTO DEI LETTORI]


Tutti sicuramente ormai conoscerete l'espressione G2, che starebbe per "seconda generazione", intendendo i figli di quegli immigrati nati o cresciuti in Italia e che secondo i multietnicisti sarebbero "indubbiamente" considerabili come "nuovi italiani" (così, all'ammasso, senza distinzioni o analisi. Per partito preso: l'Italia è divisa tra guelfi e ghibellini; fascisti neri e fascisti rossi, alias anti-fascisti; italiani e italioti, per dirla con Montanelli; italiani veri - Mattei - e italiani finti - la lista è lunga: dai politici della Seconda Repubblica allo "svizzero" Carlo De Benedetti -. Ma i G2, con radici e anche situazioni famigliari per lo più non italiane, sarebbero italiani perché qualcuno di loro parlerebbe dialetto vattelapesca o... chissà che...).

Tra gli articoli, subito prodotti per battere il ferro caldo dell'illusoria vittoria dell'Italia agli Europei, con i due gol di Mario Balotelli, serviti su piatto d'argento dall'italiano Antonio Cassano e dall'italo-tedesco Riccardo Montolivo (chissà come mai non segnalato tra gli esempi di vero o presunto meticciamento italico [1 luglio 2012]), c'è stato anche quello di Gian Antonio Stella, capace anche di ripescare teorie africanizzanti ottocentesche (Mario, il razzismo e l’orgoglio dei nuovi italiani, Gian Antonio Stella, Corriere della Sera, 30 giugno 2012) o di inventare un filo-rosso "nero" di presenza africana in Italia, per sporadici personaggi qua e là rintracciabili in una storia trimillenaria, di ben altra portata.

Ma non è tanto l'articolo in sè che ci ha incuriosito, quanto il seguente commento lasciato da una lettrice:


Che ridere!!!
30.06|17:18 Lettore_733643

Non sapendo che fare nel dopo pranzo, mi sono attacata ad Internet e ho incominciato a navigare tra Facebook e il Corriere. Sul Corriere ci stracciamo lo vesti per meglio pronunciare il "mea culpa" su quanto siamo stati cattivissimi e razzistissimi verso Balotelli Salvatore della Patria e Nuovo Italiano,su Facebook, in una pagina dedicata alla'Africa a cui mi sono iscritta, i commenti degli utenti, per di più africani 2G, erano che Balotelli è sarà sempre africano perchè nero, che ha solo la cittadinanza italiana e adirittura vaghi insulti ai genitori adottivi, che essendo italiani sono ipocriti. Bene, direi che siamo verso la giusta strada.

Non avendo un account su Facebook, non possiamo fare un tour tra gruppi e personaggi lì presenti per poter valutare a pieno quanto riportato, pur avendo, per esperienza vissuta, ben presente il disprezzo che, specie arabi e subsahariani, spesso provano per la loro nuova "patria". Il fenomeno è interessante e andrebbe posto sotto osservazione.

Per intanto, se qualche lettore avesse modo di perdere un po' di tempo e documentare quanto lì riportato, magari copiando in formato immagine le eventuali pagine trovate (consigliamo un programmino semplice e leggero come MWSnap, scaricabile da internet), non potremmo che essergliene grati.

Intanto, per tornare alla questione, l'orgoglio etnico-razziale dei G2 è fatto spesso discusso in altre realtà europee, così come nella realtà statunitense, per altri versi più complessa. Fatto assai comprensibile, a pensarci bene, nonostante gli articoli fantascientifici dei vari Stella o le varie iniziative destinate al disastro dei vari Riccardi. Per quale ragione, un africano o un arabo (per citare ancora i due macro-insiemi complessivamente più problematici a livello europeo) dovrebbero dismettere le loro origini e persino la loro identità, compresa quella fenotipica, per dirsi altro da ciò che gli è sempre stato insegnato dalle persone a loro più vicine, ossia il gruppo famigliare? Per dirsi altro da ciò che hanno comunque, nonostante la permanenza europea, sempre vissuto? Per creare schizofrenici peggio di quanto non si possa esserlo in Europa, autoctoni o allogeni che si sia?

I neri costruiscono l'identità attraverso la razza; i bianchi attraverso il linguaggio?

Alcuni mesi fa, alcuni ricercatori dell'università di Chicago hanno compiuto un esperimento su quattro gruppi di bambini così suddivisi: gruppo 1, anni 5-6, bianchi; gruppo 2, anni 5-6, bianchi; gruppo 3, anni 9-10, bianchi; gruppo 4, anni 5-6, neri. Ai gruppi venivano proposte delle associazioni tra bambini e adulti, chiedendo loro quale bambino sarebbe divenuto un dato adulto.

I bambini neri piccoli e i bambini bianchi più grandi (gruppo 4 e 3) hanno risposto razzialmente, ossia associando bambini e adulti in funzione del colore della pelle. I bambini bianchi più piccoli (gruppo 1 e 2) in funzione di quello che bambini e adulti dicevano.

Come leggere i risultati? La presenza del gruppo 3 dà l'idea che molto dipenda dall'esperienza personale. C'è da capire, allora, la differenza tra coetanei bianchi e neri, così piccoli. L'esperienza della minoranza nera è tale per cui imparano subito l'esistenza delle diversità etniche-fenotipiche-razziali, mentre i bianchi possono permettersi di partire da presupposti più culturali-morali, per poi rimodulare la loro visione strada facendo?

Il punto è questo e andrebbe considerato rispetto, però, ai tempi che si vanno profilando: una minoranza tende a dare valore alla differenza razziale, come elemento principalmente connotante. Una maggioranza si comporta, almeno inizialmente, in maniera opposta. Se la maggioranza statisticamente diminuisce (come sapete, dati recenti riportano che tra gli ultimi nati negli USA, solo il 49% è bianco), mentre la minoranza meno, in un mondo di altre minoranze in crescita, quali effetti produrrà quel differente tipo di visione identitaria?

Ora, considerate la questione dal punto di vista della cosiddetta G2, in Italia o in altre nazioni etnicamente e culturalmente europee, e fatevi venire un sospetto: G2 come GD come Geneticamente Differente come Allogeno? G2 indica, molto banalmente, la sostituzione etnica, ossia il GENOCIDIO (ancora negato) degli europei? Domanda retorica.


  • Black kids form identity through race; opposite for White children (Trice Edney, Afro American Newspapers via Florida Courier, 5 gennaio 2012):

Black children in the same age group tend to form their identity more strongly by the color of their skin than a shared language, according to a new study, while the opposite was true for White children.

A study published in the November issue of Developmental Science and conducted by University of Chicago researchers Katherine Kinzler and Jacelyn Dautel presented some preliminary findings regarding how young children identify with others.

According to a report in the Journal of Blacks in Higher Education, the study cites four experiments, each designed to provide a specific piece of information and control for some variables. Experiments 1, 2 and 4 used children ages 5 to 6, while experiment 3 used children ages 9 to 10.

Language vs. race

Experiments 1, 2, and 3 used White children and experiment 4 used Black children. In all the experiments, the children were shown a child and adults and asked, "Which adult does this child grow up to be?"

In experiments 1 and 2, the children picked the adult that spoke the same language as the child in the test, though it was not a racial match. In experiments 3 and 4, the children picked the adult that was a racial match, though they were not a language match to the child in the test.

"The difference between European American and African American children of the same age highlights the potential role of experience in facilitating children’s reasoning about the stability of different social categories," the researchers wrote.

"Presumably, infants in all social groups are born viewing their earliest social worlds the same way. Nonetheless, children’s early experiences may shape their reasoning about the relative importance of race compared to language."

The authors said other experiments were required before making any hard conclusions based on this evidence, viewing their work as a first step in the research process.

19 commenti:

  1. Riguardo la ricerca su Facebook, servirebbe qualche dettaglio in più (ossia sapere il nome del gruppo o pagina), altrimenti è come cercare un ago in un pagliaio.

    Roblif

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  2. Purtroppo, l'indicazione è quella che vedi lì citata. Se hai tempo o altri lo hanno, potreste fare una ricerca "random", ma non conosco molto Facebook per sapere come cercare, specie questioni di settimane prima. Da parte mia, ho iniziato a dare un'occhiata in altri lidi, ma, curiosamente, non ho trovato grandissimo interesse, tra gli stranieri in Italia, della questione Europei e di Balotelli. Con un po' di tempo estenderò la ricerca. Vedremo.

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  3. “G2 indica, molto banalmente, la sostituzione etnica, ossia il GENOCIDIO (ancora negato) degli europei?”

    Beh, negato mica tanto ormai, come si può evincere dalle dichiarazioni di quel porco di Sutherland:

    http://sauraplesio.blogspot.it/2012/06/disinnescare-lomogeneita-delle-nazioni.html

    Comunque, hai fatto a scrivere “linguaggio” e non “cultura”:

    “I neri costruiscono l'identità attraverso la razza; i bianchi attraverso il linguaggio?”

    E’ proprio così, secondo i pretini del politicamente corretto è il mero linguaggio a costituire l’identità di un europeo, non certo la cultura (altrimenti non si parlerebbe di multiculturalismo), e men che meno la genetica (leggi: razza, sub-razza, etnia). Il che equivale a dire che se uno studia il latino classico diventa un antico Romano….né più, né meno.

    P.S.: circa la richiesta d’aiuto, mi dispiace ma non sono iscritto a faccialibro. Però, se accetti un consiglio, potresti chiedere ai ragazzi di Stormfront di pubblicare questo tuo articolo sul loro forum: penso proprio che troverai più d’una persona pronta ad aiutarti.

    Leone89

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  4. Errata corrige: "hai fatto BENE a scrivere..."

    Leone89

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  5. Leone, non basta che si parli del genocidio anti-italiano ed anti-europeo su alcuni piccoli spazi su internet. Perché non sia negato, bisogna che qualche personaggio o realtà pubblica introduca il concetto sui mezzi d'informazione di massa. Mi stupisco, ad esempio, della mancanza di coerenza e sistematicità dei leghisti, che pure dovrebbero essere tra i più ovvi propugnatori di un dibattito sul genocidio.

    Per quanto riguarda l'aiuto, non sono iscritto ad alcun forum (per ragioni di tempo, sono anni ormai che evito di farlo). Se qualche lettore volesse comunque considerare la questione e magari proporla altrove, benvenga e benvengano.

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  6. So che non è esattamente quello che cercavi, ma siccome mi ci sono imbattuto su Facebook, te la segnalo ugualmente: http://tinypic.com/r/2z50wb9/6

    Roblif

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  7. Sempre da Facebook, solo che questa volta ho deciso di non coprire né il nome né l'avatar perché certi nomi e certi volti, alla faccia della privacy, dovrebbero essere resi noti (magari al ministro Riccardi, così preoccupato dai rigurgiti di razzismo...):

    http://i45.tinypic.com/5juzpt.jpg

    Roblif

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  8. x Roblif

    scusa se ti rispondo solo adesso. Grazie delle segnalazioni, in particolare della seconda. Penso che appena avrò un po' di materiale farò un piccolo excursus su questo genere di "opinioni" degli italioti e dei nuovi... italioti.

    A presto.

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  9. Breve ma a suo modo significativo scambio bilingue tra me e un nero del Sud Africa su una pagina francofona di Facebook dedicata all'Italia. Lui ha pubblicato un post offensivo e inopportuno sulla bacheca ed io gli ho risposto.

    http://i45.tinypic.com/opo3k5.jpg

    Roblif

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  10. I ragazzi di Stormfront hanno appena tradotto in italiano questo, vedi se ti può interessare:

    http://www.scribd.com/doc/101144574/Il-Colore-Del-Crimine-Traduzione-ITA

    Leone89

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  11. x Roblif

    non mi è molto chiaro il contendere, ma... quel tipo ha tradotto in italiano con Google?

    x Leone

    interessante. Ho dato un'occhiata. Sembrerebbe che abbiano usato l'edizione del 1999, invece di quella del 2005, che credo sia l'ultima. Comunque per i non-anglofoni può essere un punto di partenza.

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  12. Per Lif: sì, credo che abbia tradotto con Google e anche se non si capisce esattamente cosa abbia voluto dire, l'intento di dire cose "poco carine" sugli italiani è palese.

    Roblif

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  13. Uno zingaro, purtroppo "italiano", scrive...

    http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/zingari-incitano-allassassinio-di-italiani/

    Roblif

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  14. Roblif, ti ringrazio della nuova segnalazione.

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  15. Altra segnalazione (con istruzioni in fondo per ingrandire l'immagine): http://propagandascomoda.wordpress.com/2012/09/23/laicismo-islamico/

    P.s.: ben tornato Lif.

    Roblif

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  16. Molto interessante, sia la segnalazione in sè, sia il blog. Ti ringrazio nuovamente.

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  17. Da Facebook: http://oi49.tinypic.com/1fdzeu.jpg

    Roblif

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  18. Interessantissimo questo articolo. Alla fine credo che sia naturale da parte di Neri e Arabi, così come Cinesi e Sudamericani di ascendenza "meticcia", considerarsi diversi da noi in quanto, banalmente, lo sono e quindi si considerano tali.

    Secondo me la questione è che il politicamente corretto ed i Governi Occupati d'Occidente hanno agito in primis sulle menti degli autoctoni, dei bianchi in quanto il primo passo per creare il meltin'pot è agire sulla mente della maggioranza. I bianchi dai 5 ai 10 anni saranno magari stati educati dalla scuola, dal catechismo chi ci va, dai genitori stessi al fatto che essere razzisti è sbagliato. Quindi saranno più portati a rispondere in questo modo a simili test, o almeno, questa è la mia interpretazione. Invece il Nero sarà cresciuto in una famiglia che gli ha insegnato ad esser fiero di quello che è e quindi ha mediamente un maggiore orgoglio razziale rispetto ad un bianco.

    Riguardo ai blogs nuovi che nascono, consiglio all'admin di euro holocaust di iscriversi a facebook per far conoscere meglio il suo blog e per conoscere e far conoscere blogs analoghi. Come spiegato proprio in un articolo sul mio blog, usare il web oggi è fondamentale, facebook compreso, quindi consiglio un account su facebook a tutti i bloggers "scomodi";)

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  19. x Dani

    secondo alcune ricerche recenti, la diffidenza tra bianchi e neri (dei bianchi rispetto ai neri) sta aumentando: http://www.ilgiornale.it/news/esteri/e-quattro-anni-obama-lamerica-si-scopre-pi-razzistail-casoil-850833.html

    Allo stesso tempo, in Francia il dibattito sul razzismo anti-bianco mi sembra sia in costante crescita.

    Con quali esiti il tutto, ovviamente, lo vedremo.

    Riguardo Facebook, mi spiace, ma soprattutto per mancanza di tempo, difficilmente utilizzerò quello strumento (e prescindendo dalla diffidenza che un po' provo).

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