eh cookies

domenica 6 maggio 2012

Mondo Calcio / Mondo Ultras

Mondo Calcio / Mondo Ultras: dopo i fatti di Firenze, Pescara e Genova

Image and video hosting by TinyPic

Il calcio come sport, secondo noi, lascia a desiderare, ma come spettacolo e, soprattutto, come mezzo per tastare il polso della società ha da dire la sua.

Firenze

Le botte inferte dall'allenatore della Fiorentina Delio Rossi al suo giocatore, il serbo Adem Ljajic, hanno innescato un mare di polemiche, non sempre ben focalizzate. Innanzitutto, continua a non essere chiara la dinamica: il giudice sportivo Giampaolo Tosel si sarà pure fatto aiutare dai suoi collaboratore e dalle immagini televisive per definire la situazione, ma continua a mancare metà del fatto, ossia ciò che è stato detto. Neanche i mezzi d'informazione hanno messo in luce quali frasi si sono/sarebbero scambiati Rossi e Ljajic, nonostante la versione circolante maggiormente parli di ingiurie del calciatore contro esponenti della famiglia dell'allenatore, cosa che spiegherebbe meglio la reazione infuriata di quest'ultimo. Dissipati i dubbi sullo stato di salute del figlio di Rossi, rimane il dubbio su cosa abbia detto Ljajic, considerando che l'allenatore in conferenza stampa ha fatto capire di essere stato colpito nei suoi affetti più cari.

Riteniamo perciò grave che il mondo della stampa e delle tv non abbia saputo fornire una versione chiara dell'accaduto, anche per decifrare meglio il resto. Ad esempio, i cori dei tifosi della Fiorentina contro il calciatore andrebbero letti, non isolatamente, ma alla luce delle eventuali offese di Ljajic. Se la giustizia sportiva multa la Fiorentina per i cori dei tifosi contro il calciatore, chiamato "zingaro", è vero che, se le versioni sulle ingiurie contro i famigliari di Rossi dovessero essere veritiere, allora sarebbe grottesco il reputare razzisti i tifosi e non punire Ljajic, altrettanto non politicamente corretto.

Inoltre, le eventuali offese del calciatore, ovviamente, spiegherebbero anche l'accaduto in sé. Perciò, i vari moralisti che trovano assurdo sia lo scatto di Rossi, sia la difesa dell'allenatore da parte della gran parte dei tifosi e dell'opinione pubblica, dovrebbero invece aiutare a chiarire l'avvenuto, non a gridare scandalizzati alla giustificazione della violenza. Quello di Rossi, probabilmente, è stato solo un impulso momentaneo, causato dalla situazione lavorativa un po' complicata (per la classifica), sommata ad offese personali inaccettabili, proferite da un ragazzino viziato e pieno di soldi. Il resto sono chiacchiere.

Per inciso, quanto affermato dal padre del giocatore, Satmir, che Adem non avrebbe la conoscenza linguistica per insultare in italiano, è palesemente una sciocchezza. Adem sta in Italia dal gennaio 2010. Ha avuto tutto il tempo di imparare la lingua, insulti compresi.

Altro inciso: non ci risulta che i Ljajic siano zingari. Sono in realtà maomettani con cittadinanza serba, ossia bosgnacchi. Provengono da Novi Pazar, città sul confine kosovaro, in cui l'85% della popolazione è appunto maomettana e gli zingari, al contrario, estremamente rari.

Ultimo inciso: che un quotidiano serbo come Kurir titoli "Vergogna italiani!" è abbastanza noioso. L'editore di Kurir, Radisav Rodić, infatti, per fuggire ad una delle varie inchieste che, nel corso del tempo, lo hanno riguardato, negli anni '80 per un po' si è anche rifugiato in Italia (Ko je Radisav Rodić? Glas-Javnosti, 25 settembre 2009).

Image and video hosting by TinyPic

Pescara

Come, forse, sapete, lo zingaro "italiano" Massimo Ciarelli [foto sopra] si è costituito ieri alle forze dell'ordine, facendosi trovare in compagnia del proprio avvocato. L'assassino del tifoso pescarese Domenico Rigante ha evidentemente preso seriamente le minacce provenienti in particolare dal mondo della tifoseria calcistica (dopo le molotov "anonime" lanciate nei giorni scorsi contro la sua abitazione).

Oggi, a Pescara, circa un migliaio di persone, sia tifosi che cittadini comuni, si è radunato di fronte al Comune, nuovamente per chiedere la cacciata degli zingari dalla città abruzzese.

Il blog Fascinazione riporta anche di una marcia, avvenuta subito dopo e con intenti minacciosi, verso il quartiere zingaresco, poi bloccata dai capi ultras, che hanno frenato l'impeto dei presenti (Pescara, i capi ultras fermano la truppa in marcia contro il quartiere rom, Ugo Maria Tassinari, Fascinazione, 6 maggio 2012).

L'impressione è che sia in corso un cambio di paradigma. I toni sono divenuti palesemente schietti, senza infingimenti. Il futuro, si dica quel che si vuole, confermerà questo.

Genova

L'azione degli ultras del Genoa vale come metafora di quel che potrebbe/dovrebbe accadere in Italia. Nonostante tutte le ipocrisie e i falsi moralismi, che dei tifosi impongano un gesto simbolico forte, come quello di far togliere la maglia ai calciatori, per indegnità degli stessi rispetto a quella, non può che destare invidia, al di fuori del mondo del calcio.

Un giorno vedremo i cittadini italiani imporre qualcosa di simile ai politicanti e altre figure di potere, che hanno, nel corso degli anni, defraudato e depauperato l'Italia?

ultras genoa ( contestazione )

Nessun commento:

Posta un commento