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mercoledì 30 maggio 2012

I marocchini non integrabili in Marocco

I marocchini non integrabili in Marocco: crisi economica e terremoto

  • Testo aggiornato in data 8 giugno 2012: vedere più avanti

Nei giorni scorsi, dopo un lancio dell'agenzia AdnKronos International, è girata la notizia che la neonata Confederazione Islamica Italiana (nata il 21 marzo 2012) abbia fornito aiuto e assistenza ai terremotati in Emilia, con tende e pasti, in particolare per gli appartenenti alla religione maomettana. Subito dopo, la Confederazione dei Marocchini in Italia ha smentito la cosa, affermando che gli unici aiuti sarebbero stati portati e organizzati dalla Protezione Civile, criticando inoltre l'idea di assistenza orientata religiosamente.

Lasciando questa diatriba, altra notizia circolata è quella relativa a quanto già avrebbe organizzato un'altra associazione marocchina, ossia l'Associazione dei marocchini nel mondo ‘Ambasciatori della Speranza’, ossia il rimpatrio di alcune centinaia di connazionali in madrepatria, per allegerire il peso assistenziale nelle zone colpite dal sisma. L'associazione avrebbe anche visitato alcuni campi allestiti assieme all'ambasciatore in Italia, Hassan Abouyoub, che, immaginiamo, sia stato messo a conoscenza dei rimpatri.

Viene, però, un dubbio. E' davvero previsto o realmente è stato attuato un simile rimpatrio? Secondo il sito marocchino d'informazione francofona Bladi, per un'altra crisi, quella economica, ci sarebbero circa 100-150.000 marocchini, immigrati in Europa, e pronti a tornare in Marocco, per sfuggire alle condizioni di vita sempre più difficili e all'assenza di lavoro. In Spagna, ad esempio, circa il 40% degli immigrati marocchini sarebbe disoccupato, mentre in Italia sono migliaia coloro che stanno perdendo il lavoro.

Peccato che il Governo marocchino non consideri il ritorno dei propri compatrioti una opzione soddisfacente. Fonti governative, infatti, affermano che tale rientro causerebbe problemi d'integrazione... E chissà cosa ne pensano i volontari trentini che, nel modenese, qualche giorno fa si son visti arrivare una intera famiglia nordafricana (non sappiamo la nazionalità precisa), imbufalita per un semplice scambio di porzioni di pasta, da una al tonno ad una col ragù, indicata dagli allogeni come un "incidente" provocato appositamente contro le loro usanze maomettane (sul Corano c'è un versetto contro il ragù?).

AGGIORNAMENTO IN DATA 8 GIUGNO 2012: gli immigrati presenti nelle zone colpite dal terremoto emiliano stanno scappando? Secondo informazioni più recenti sembrerebbe di sì. Non tutti, ovviamente, ma si tratterebbe di centinaia (migliaia?) di partenze, riguardanti varie etnie e nazionalità. Sino a circa una settimana fa, secondo il marocchino Bekali Lahcen, appartenente ad una comunità islamica nel modenese, la presenza dell'ambasciatore del Marocco sarebbe stata inutile, costellata solo di parole, ma di nessun fatto, dove per "fatti" Lahcen intendeva l'organizzazione del rientro in patria dei marocchini. Lahcen, nel solito stile piagnone-ingrato di alcuni immigrati, affermava che il problema era l'Italia. Stranamente, però, i romeni, proprio in quei giorni riuscivano ad organizzare il rientro. Evidentemente, il problema non era/non è l'Italia. In ogni caso, notizie più recenti parlano di rientri organizzati anche per i marocchini. Il che significherebbe, se vero, che il Marocco, almeno parzialmente, qualche rientro comunque lo permette.

Parziale conferma arriva dalla denuncia dell'ex-leghista Nicola Rossi, il quale afferma che alcuni consolati (Perù, Tunisia e, appunto, Marocco) starebbero organizzando il rientro dei connazionali. Rossi, un po' contradditoriamente per un leghista, lamenta l'abbandono dell'Italia da parte di questi stranieri, non sufficientemente affezionati al nostro Paese, nonostante quanto da esso ricevuto. Una affermazione contradditoria, che però smaschera un atteggiamento contradditorio da parte di numerosi stranieri.

Altra denuncia, da ambito ancora leghista, segnala che, se molti stranieri regolari stanno andando via, molti stranieri irregolari e provenienti da aree non terremotate si sono infiltrati nelle tendopoli, o tentano di farlo, in maniera da godere dei servizi lì presenti, a detrimento degli aventi diritto, specie italiani.

Ora, ci chiediamo, la proposta ridicola e demagogica proveniente dal gruppo operante dietro il sito Stranieri in Italia pensa anche a questi infiltrati quando afferma che una regolarizzazione di massa aiuterebbe lo Stato, magari proprio per la ricostruzione post-terremoto? Come sapete, Gianluca Luciano, amministratore di Stranieri in Italia, ha proposto la regolarizzazione dei supposti 500.000 immigrati irregolari presenti in Italia, dietro pagamento di 500 euro. Da questo pagamento e dalle tasse dei nuovi lavoratori regolari verrebbe anche parte del denaro per la ricostruzione. Il 31 maggio, con nick-name Italiano, lasciammo, proprio su Stranieri in Italia, il seguente commento:

  • Intanto, quei 500.000 è da vedere come campano, ossia che tipo di lavoro fanno: quanti sono spacciatori, venditori abusivi, lavoratori edili alla giornata (che un giorno lavorano qui e l'altro altrove), venditori di rose, prostitute, protettori, ecc. Quindi, non ha senso lanciare proposte demagogiche come queste, che interesseranno solo una parte di questi presunti lavoratori. Inoltre, la ragione della presenza degli altri, lavoratori in nero, ma occupati più stabilmente e più canonicamente, lo sono in parte proprio in funzione del loro accettare il nero. Allora la soluzione è togliere il nero? Certo, ma da un mercato del lavoro ripulito, non è detto che se ne avvantaggerebbero quegli immigrati. Non è detto, tra l'altro, che ci sarebbero quei lavori. Inoltre, perché demagogicamente speculare sulle tragedie, come si propone qui, inventando un mercato nero del lavoro simile a quello regolare e solo da, come detto, ripulire? D'accordo che questo è un sito che campa sugli immigrati...

Nel frattempo, da un paio di giorni, abbiamo notato che su quel sito immigrazionista i commenti sono completamente spariti, e ormai è possibile commentare solo attraverso Facebook. Poco male! Rimane quanto detto: i presunti 500.000 immigrati irregolari, o quel che sono, che lavoro fanno? Come campano? O si fa una cernita delle varie figure e delle varie situazioni interessate, per capire cosa è lavoro regolarizzabile e cosa è irregolarizzabile, oppure si fa demagogia (e fermo restando che meno stranieri ci sono, meglio è. Comunque). Ma d'altronde abbiamo a che fare con immigrazionisti: la peggior specie di contaballe della storia terrestre.

  • Terremoto, l'Ong rimpatria 100 marocchini da Finale (Il Resto del Carlino, 25 maggio 2012)
Sono almeno 100 i marocchini residenti a Finale Emilia, in provincia di Modena, costretti a lasciare le loro case per il terremoto dello scorso fine settimana, che hanno deciso di rientrare oggi in Marocco. Ad organizzare il loro rimpatrio sono gli esponenti dell’Associazione dei marocchini nel mondo ‘Ambasciatori della Speranza’, che ieri hanno fatto visita, insieme all’ambasciatore del Marocco in Italia, Hassan Abouyoub, ai terremotati di Finale Emilia, portando aiuti e generi alimentari.

“Abbiamo ricevuto ieri la richiesta di aiuto per poter rientrare in patria da parte di piu’ di 200 marocchini solo in quella zona - spiega il coordinatore dell’associazione dei marocchini nel mondo, Khalid Moufidi - In poche ore siamo riusciti ad attrezzare due autobus che da Finale Emilia porteranno direttamente 100 persone in Marocco. Intanto altre associazioni in collaborazione con l’ambasciata del Marocco in Italia stanno pensando di organizzare voli charter per i nostri connazionali. In questo modo vogliamo aiutare anche la Protezione Civile italiana, che avra’ cosi’ un minore numero di persone da assistere”.

Nei giorni scorsi diverse associazioni marocchine emiliane, tra cui le moschee che fanno capo alla Confederazione islamica italiana, hanno prestato aiuti aprendo tende e portando viveri ai terremotati colpiti nelle province di Bologna e Modena.

  • Terremoto: Conf. Marocchini in Italia, chiarimenti su presunti aiuti Confederazione Islamica (AdnKronos, 22 maggio 2012)
"Apprendiamo dall'agenzia AKI che la Confederazione Islamica avrebbe fornito aiuti e assistenza alla popolazione emiliana colpita dal terremoto, con tende da campo ospitanti 500 persone. Alla Protezione Civile questa circostanza non risulta ma e' solo una conferma dei nostri sospetti di una bieca azione di comunicazione lobbistica. L'unico ringraziamento va alla protezione civile, che aiuta non solo i musulmani ma tutti i cittadini". Lo dichiarano in una nota esponenti della Confederazione dei Marocchini in Italia.

"Innanzitutto appare grottesca la notizia che vedrebbe 10.000 musulmani in terra emiliana quando le cifre ufficiali ne riportano solo 3.000 e in secondo luogo - dicono - non si capisce da dove provenga la notizia di aiuti che nessuno ha mai visto, peraltro a favore solo di musulmani e non di tutti. C'e' una strana puzza sotto questa storia -prosegue il comunicato- che altro non pare se non una mossa di comunicazione, peraltro assai ingenua e prevedibile, per accaparrarsi consenso e qualche sostanziosa offerta. Se poi la condiamo con la vicenda delle esequie del giovane operaio marocchino morto nel sisma, - proseguono - esequie alle quali il Consolato ha gia' provveduto autonomamente, il gioco e' fatto. Cosa c'e' sotto questa storia? Quale ritorno per chi annuncia notizie non corrispondenti al vero su fatti cosi' gravi? Su questa e altre vicende ad essa connesse ci riserviamo di chiedere chiarimenti alla Procura della Repubblica di Bologna perche' e' inaccettabile che la terra vittima di sciagure come questa diventi sempre zona franca, dove lo sciacallo e' padrone incontrastato. Anche attraverso collette e raccolte di fondi, che, ci teniamo a dirlo, sono vietate al di fuori del contesto istituzionale. Adesso - concludono - ci aspettiamo come sempre l'ondata di associazioni e confederazioni varie che si proclamano aiutanti e benefattori della popolazione musulmana colpita dal terremoto".

  • Terremoto e problemi di convivenza: piatto sbagliato al ragù, ed è il caos (La Gazzetta di Modena, 27 maggio 2012):
Le è stato servito per sbaglio un piatto di pasta con il ragù, e nel campo profughi si è scatenato un gigantesco e imbarazzante parapiglia.

Protagonista una ragazza di religione islamica, che l’altra sera ha accusato la mensa e la gestione del campo uno di piazza Mercato, di avere appositamente provocato l’incidente. Circostanza ovviamente falsa, dal momento che la Protezione civile di Trento, supportata dall’associazione carabinieri e dalla Forestale, sta invece gestendo in modo impeccabile il campo tra i più problematici di quelli presenti sul territorio, che ospita circa 350 persone.

«E pensare che qui siamo organizzati per fornire pasti specifici ai celiaci. La ragazza ha allungato il vassoio per un disguido», spiega uno degli addetti alla sicurezza.

Giustificazione e rammarico non sono bastati: la giovane magrebina quando ha visto il ragù in un piatto che doveva essere al tonno ha iniziato ad urlare. In pochi istanti si sono radunati parecchi suoi parenti e il clima si è immediatamente surriscaldato, con l’accusa di avere deliberatamente orchestrato la somministrazione vietata dai costumi islamici.

Così, ancora una volta, c’è voluta la pazienza e il peso delle forze in divisa per tornare alla normalità. Il tutto un paio di giorni dopo la rissa con accoltellamento tra magrebini, per la priorità nell’accesso a schede da 5 euro che Vodafone offriva nel campo.

«Venendo in Emilia, francamente non ci aspettavamo di dover affrontare questo tipo di problematiche», commentavano ieri mattina alcuni dei volontari trentini del campo.

Tra l’altro sempre ieri mattina è stata eseguita la seconda disinfestazione della tenda nella quale erano stati ospitati alcuni magrebini. Persone affette da scabbia, e immediatamente avviate all’ospedale.

Al termine della seconda disinfestazione, eseguita da un gruppo specializzato di bonificatori arrivati da Venezia, la tenda sarà smontata e dovrà essere distrutta. Una operazione che sarà affidata al Comune di San Felice, dal momento che nè i trentini, nè i veneziani sono certo intenzionati a riprendersela.

  •  Le Maroc ne veut pas le retour des Marocains du monde (Bladi, 21 maggio 2012):
Environ 100.000 Marocains résidant en Europe auraient décidé de retourner vivre et travailler au Maroc à partir de la prochaine rentrée scolaire. L’éventualité ne serait pas bien bien accueillie par le gouvernement Benkirane, qui considère que le retour des MRE n’est pas une option pour le pays en proie à une crise économique depuis 2011.

A terme, ce sont plus de 150.000 Marocains résidant en Europe, qui compteraient retourner définitivement au Maroc, afin de fuir la crise économique dans leurs pays d’accueil, depuis près de deux ans.

En Espagne, où le taux de chômage a atteint 25%, 40% des immigrés marocains sont sans emploi, selon des rapports relayés par des médias espagnols, lesquels estiment à plus d’un million le nombre de Marocains vivant dans la péninsule ibérique.

Le même constat a été dressé en Italie, où vivent plus de 550.000 Marocains dans la pauvreté, l’exclusion et l’absence totale d’opportunités de travail. Des témoignages qui nous parviennent d’Italie parlent de milliers de Marocains ayant atterri à la rue depuis le début de la crise. Nombre d’entre eux se sont tournés vers la vente ambulante ou la contrebande pour survivre.

Mais le retour définitif de ces Marocains d’Europe entraînerait trop de problèmes d’intégration, d’éducation et de santé, d’après des sources du ministère chargé de la Communauté Marocaine résidant à l’étranger. 

  • Una regolarizzazione per pagare la ricostruzione dell’Emilia (Stranieri in Italia, 30 maggio 2012):
L’immigrazione ha già pagato un prezzo di sangue nel  terremoto dell’Emilia, con quattro operai stranieri morti tra le macerie delle loro fabbriche. Da centinaia di migliaia di immigrati, che ogni giorno lavorano nell’ombra, potrebbe però arrivare anche un enorme contributo alla ricostruzione.

Si stima che in Italia vivono mezzo milione  stranieri senza permesso di  soggiorno. Sono qui perchè hanno un lavoro che consente loro di mantenersi e  di vivere meglio che in patria, ma è un lavoro in nero, nelle case e nelle  imprese degli italiani. Non potrebbe essere altrimenti visto che per firmare un contratto serve un permesso di soggiorno.

Se sono così tanti  è anche perché l’attuale legge sull’immigrazione non  funziona. Ci vorrà tempo e fatica per cambiarla, ma basterebbe un  provvedimento di poche righe, una piccola deroga a norme rivelatesi  inefficaci, per dare un permesso di soggiorno a chi lavora. “Con una nuova  regolarizzazione, l’Italia non guadagnerebbe solo mezzo milione di nuovi  cittadini finalmente liberi di vivere alla luce del sole, ma anche una montagna di soldi da impiegare nelle zone colpite dal sisma” sottolinea Gianluca Luciano, amministratore unico di Stranieri in Italia.

Ipotizziamo un contributo forfettario di 500 euro a domanda,  come nella regolarizzazione del 2009. Con mezzo milione di  adesioni, lo Stato incasserebbe nel giro di pochi giorni duecentocinquanta  milioni di euro. Una cifra enorme, quasi cento volte più grande,  per citare  una proposta di queste ore, di quella che si risparmierebbe cancellando la  parata militare del 2 giugno.

Duecentocinquanta milioni sembrano però spiccioli in confronto a quanto  verserebbero d’ora in poi questi lavoratori alle casse dello Stato.  Cinquecentomila nuovi regolari, sono stime della Cgil, “valgono” cinque  miliardi di euro l’anno in tasse e contributi previdenziali: in piena crisi  economica e dopo la catastrofe di questi giorni chi ha il coraggio di  rinunciare a questo tesoro?  

  • Terremoto, gli stranieri scappano senza aiutare (Giornalettismo, 4 giugno 2012):
‘Sono davvero arrabbiato, e mi trattengo, nel constatare come nel momento del bisogno chi tanto ha ricevuto se ne vada sbattendo la porta’. E’ duro il capogruppo di ‘Lega Moderna’ a Modena, Nicola Rossi, ‘dopo avere letto l’invito dei consolati di Marocco, Tunisia e Peru’ ai connazionali di abbandonare le nostre zone colpite dal Terremoto e dopo avere ascoltato numerose segnalazioni di volontari che lamentano la poca collaborazione (spesso nessuna) degli stranieri nei lavori delle tendopoli’. Rossi, espulso nei mesi scorsi dalla Lega nord di Modena, aveva fondato a fine novembre con il collega Walter Bianchini il movimento politico ‘Lega moderna’.

NON GENERALIZZARE – ‘Non voglio generalizzare – aggiunge – e il comportamento di alcuni inevitabilmente danneggia tutti; ma i casi gia’ presentatisi di fuga, perche’ diversamente non la si puo’ definire, di extracomunitari che fino a ieri chiedevano la cittadinanza italiana supportati in questo dai nostri amministratori, mi fanno rabbrividire. Trovo incredibile che immigrati extracomunitari stiano abbandonando la provincia di Modena, il posto di lavoro e gli imprenditori, dopo tutto quanto la nostra societa’ ha fatto e fa per loro. Quello che per loro era il paradiso ora e’ diventato l’inferno, ed anziche’ mettersi a disposizione nel momento del bisogno per iniziare a ricambiare per il trattamento spesso privilegiato ricevuto dalle amministrazioni locali, ringraziano scappando’.

  • Terremoto in Emilia, fuggono gli stranieri che lavorano Tendopoli invase da disperati (Gianpaolo Iacobini, Il Giornale, 2 giugno 2012):
E dopo il terremoto, è emergenza migranti: gli operai extracomunitari delle fabbriche emiliane tornano nei Paesi d'origine. Al loro posto, arrivano stranieri disperati. Che occupano le tendopoli e lasciano senza brande né pasti gli abitanti del luogo.

È anche questo lo sciame sismico che da settimane semina panico e morte e scuote il cuore produttivo dell'Italia. La terra che trema porta via il lavoro. Agli italiani e alle migliaia di lavoratori dalla pelle scura che coi cancelli delle fabbriche chiusi meditano di far ritorno in Patria, con le famiglie e col bagaglio di competenze professionali acquisito negli anni.

A San Felice sul Panaro, ad esempio, sono già 300 le mogli e i figli di braccianti, carpentieri e operai di nazionalità marocchina che hanno optato per il rimpatrio. E il governo tunisino, attraverso il primo ministro Hamadi Djebali, ha annunciato l'attivazione di un ponte aereo per riportare oltre il canale di Sicilia, «se lo vorranno, i connazionali residenti nelle zone d'Italia interessate dal terremoto». «Algeri e Casablanca sono le mete più richieste », conferma la titolare dell' agenzia di viaggi attiva a Cavezzo: «Le prime a partire sono le donne e i bambini. I mariti dicono di voler attendere qualche giorno per vedere come andranno le cose, ma in molti già hanno prenotato». Insomma, un'emorragia di braccia e, in molti casi, anche di cervelli, che non sfugge ai palazzi romani: «Il permesso di soggiorno per gli stranieri che hanno perso il lavoro a causa del terremoto in Emilia non scadrà dopo 6 mesi, ma dopo 12», ha fatto sapere il prefetto Mario Morcone, capo di gabinetto del ministro per la cooperazione, nel tentativo di arginare la fuga.

Neppure una parola, invece, l'Esecutivo Monti spende sull'altra faccia della medaglia. Sul solco che il terremoto scava e nel quale come formiche si spostano altri migranti. Quelli senza fissa dimora, né un'occupazione, che da ogni angolo del Nord si stanno dirigendoin massa verso le aree colpite dal sisma. «Qui a Medolla», testimonia una veterinaria in cambio dell'anonimato, «l'80% delle tendopoli è occupato da extracomunitari. Per carità: molti sono d'aiuto, ma specie tra i musulmani ve ne sono tanti che protestano persino per il cibo, perché nel ragù c'è carne di maiale ». Ma c'è dell' altro: «C'è gente che ha chiamato i parenti da altre parti d'Italia, come fosse una festa alla quale invitare ospiti. Il risultato? Molti cavezzesi si vedono dare 3 euro al dì e non hanno neppure dove dormire. E pensare che lo Stato ne spende 35 al giorno per quelli che sbarcano a Lampedusa. Non chiediamo di essere trattati meglio di loro, ma che ci trattino allo stesso modo». E mentre nel comprensorio si diffondono voci di casi di scabbia e di tubercolosi, l'indignazione trova riscontro qualche chilometro più in là. A Mirandola e a Finale Emilia i Carabinieri sono dovuti intervenire in più di un'occasione per riportare la calma. «La tensione è palpabile», racconta a un posto di blocco il capitano dell'Arma Giorgio Feola, coi suoi uomini impegnato nelle attività antisciacallaggio. «Posti letto e servizio mensa sono i momenti critici della giornata: le lunghe fila che si formano spesso sono animate da liti e scontri innescati dalla massiccia presenza di extracomunitari provenienti da altri paesi ».Il fenomeno,già segnalato dalle cronache locali, è stato ieri ufficialmente denunciato dalla Lega.

Che col parlamentare parmense Fabio Rainieri, in una lettera inviata a prefetti e questori delle zone interessate dal sisma, ha invitato a «monitorare la presenza di extracomunitari nei campi di accoglienza: in un momento come quello che le nostre terre stanno vivendo, è doveroso evitare che extracomunitari irregolari provenienti da altre parti del Paese possano cercare di trarre un beneficio personale dal dramma che ha colpito l'Emilia, godendo di eventuali stanziamenti previsti dal Governo, dalla Regione e dalle istituzioni preposte». Cronache italiane, ai tempi del terremoto che sconvolse l'Emilia.

5 commenti:

  1. Vorrei commentare ma, porca miseria, come si fa? Le notizie che mi porti sono delle indigeribili ENORMITA'.

    Aldo

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  2. http://www.liberoquotidiano.it/news/home/1028246/Tendopoli-polveriere--Italiani-contro-immigrati.html

    Leggi questo, Lif. E intanto Monti si fa vedere con in braccio i bambini stranieri. Degli italiani non gli interessa proprio nulla.

    Leone89

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  3. Eurabia-Erdbeben und Wirtschaftskriese vertreibt die Marokkaner in die Heimat.
    http://dolomitengeistblog.wordpress.com/2012/05/31/eurabia-erdbeben-und-wirtschaftskriese-vertreibt-die-marokaner-in-die-heimat/

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  4. http://www.qelsi.it/2012/odioso-ricatto-pro-clandestini-250-mln-e-per-i-terremotati-in-cambio-di-permessi-di-soggiorno/

    Roblif

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  5. x Dolomitengeistblog

    Danke für den Link!

    x Aldo, Leone e Roblif

    I tempi sono quelli che sono: l'interesse parassitario di alcune lobby e minoranze culturali sembra avere più successo e attenzione del benessere complessivo della società e del popolo. Per quanto riguarda i collegamenti proposti, quello sui permessi di soggiorno lo conoscevo e l'avevo commentato anche su Stranieri in Italia. Farò, al massimo domani, un aggiornamento a questo intervento. Ovviamente vi ringrazio delle segnalazioni e dei commenti.

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