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domenica 6 maggio 2012

Forze dell'ordine e immigrati

Forze dell'ordine e immigrati: alcuni fatti ed alcune dichiarazioni (esempi di come i tutori dell'ordine si stanno scavando la fossa con le proprie mani. Metaforicamente parlando, s'intende...)

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Ravenna

Partiamo da Ravenna. Circa un mese fa, un'auto non si è fermata ad un posto di blocco dei carabinieri. Questi hanno aperto il fuoco, uccidendo il guidatore, il quale, si scoprirà essere, poi, il pregiudicato tunisino Hamdi Ben Hassen, alla guida del mezzo ubriaco e senza patente, sequestratagli tempo prima. La comunità tunisina ha organizzato subito una manifestazione, partendo dalla giustificazione ridicola che il pregiudicato Hassen sia scappato "solo" perché ubriaco. Facciamo presente, ai tunisini finto-tonti, che un ubriaco al volante è potenzialmente un assassino. Invece, come assassini sono stati dipinti i carabinieri della zona, proprio nella manifestazione organizzata dagli allogeni.

Ora, la domanda è: chi accidenti ha permesso la manifestazione? Qual'è quella autorità che ha lasciato che amici e parenti dell'ucciso [sotto, Emmanuel Ben Hassan, fratello del pregiudicato] marciassero insultando le forze dell'ordine italiane e, di riflesso, i cittadini tutti, che, evidentemente, secondo i manifestanti, avrebbero dovuto farsi piacere l'idea di avere in giro l'ennesima bomba a orologeria umana a bordo di un autoveicolo?



Volo Roma-Tunisi

Un passeggero italiano, tal Francesco Sperandeo, scatta la foto di un algerino che viene rimpatriato in Nord Africa, imbavagliato con nastro adesivo per renderlo inoffensivo, per poi denunciare sui mezzi d'informazione la cosa. Si scatena una polemica infinita, con i soliti politicanti gareggianti a chi si dimostra più politicamente corretto. Gianfranco Fini ha anche richiesto che il Governo riferisse alla Camera dei Deputati "con la massima urgenza" sull'accaduto. Bof! Neanche fosse un problema di sicurezza nazionale.

Ma veniamo alle dichiarazioni di Enzo Marco Letizia, segretario generale dell'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, il quale afferma che, in qualunque caso, imbavagliare un respinto non è accettabile. Secondo Letizia, ci sarebbero altri modi, come far seguire l'immigrato da personale medico, che possa, ad esempio, utilizzare calmanti, il tutto magari con l'autorizzazione della magistratura. Geniale! Considerando la celerità della magistratura italiana, nello sbrigare le pratiche, siamo proprio a posto! Geniale anche il riferimento all'accompagnamento medico, come se certe reazioni dei rimpatriati possano essere sempre prevedibili e gestibili in maniera politicamente corretta (Rimpatri col bavaglio. Letizia (Anfp): “Inaccettabili, in casi estremi usare i tranquillanti”, intervista di Elvio Pasca a Enzo Marco Letizia, Stranieri in Italia, 19 aprile 2012).

La dichiarazione di Franco Maccari, segretario del sindacato di polizia Coisp, aiuta, però, almeno un po' a riequilibrare tante sciocchezze. Il respinto, infatti, sul volto aveva una mascherina fissata con nastro e non semplicemente il nastro stesso. Ma se anche lo fosse stato, non sarebbe quel qualcosa di orrendo che si vuole far credere. Riteniamo, infatti, che ben peggio è quanto avvenuto, come ricorda Maccari, ad un ispettore di polizia, ritrovatosi con un pezzo di orecchio staccato a causa del morso di un immigrato respinto. Ma, sicuramente, né Fini, né Letizia, né Anna Maria Cancellieri, né Antonio Manganelli stanno preoccupandosi più che tanto di cose simili.

Roma

Un clochard marocchino, con problemi mentali, appena finito di mangiare presso una struttura caritatevole nella chiesa romana di Santa Maria in Trastevere, dà di matto, pretendendo di avere un secondo pasto. Intervengono altri due senzatetto, un italiano e un romeno, in fila con lui, nel tentativo di calmarlo, ma il marocchino ferisce entrambi con un coltello, per poi essere bloccato e consegnato alle forze dell'ordine.

Tra le varie dichiarazioni, suscita polemiche quanto affermato da un consigliere del PDL, Marco Palma, che invita le forze dell'ordine a fare di più contro il degrado del quartiere. Gli risponde Alessandro Marchetti, del sindacato di polizia municipale Sulpm, affermando che barboni e senzatetto non sono il degrado del quartiere e invitando l'esponente politico a fare di più per finanziare le mense dei poveri (Santa Maria in Trastevere, rissa tra disperati accoltellati e feriti gravemente in due, Marco Ciaffone, La Repubblica ed. Roma, 29 aprile 2012).

A voi giudicare se la povertà e il degrado si combattono con le mense dei poveri e, magari, come consiglia lo stesso Marchetti a Palma, offrendo un cappuccino ad un clochard. Già, magari con una brioche... Bella pensata, Alessandro "Marie Antoinette" Marchetti! [su questa vicenda romana torneremo prossimamente, per meglio specificare alcuni punti]

  • Immigrati, inchiesta su scotch in bocca a nordafricano respinto (Reuters, 19 aprile 2012).
[...] Contro quello che ha definito "uno scoop da quattro soldi" ha tuonato Franco Maccari, segretario del sindacato di polizia Coisp, che in un comunicato ha accusato il regista di ignorare completamente "le tragiche problematiche legate all'immigrazione clandestina" e il cui peso grava "sulle sole spalle degli operatori di polizia".

Il sindacalista, secondo il quale sulla bocca dei due immigrati "era applicata una mascherina da ospedale fermata con del nastro adesivo", denuncia i rischi per la sicurezza che corrono gli agenti nel rimpatriare gli immigrati contro la loro volontà e cita il caso di un "pregiudicato nigeriano" che all'aeroporto di Lagos avrebbe preso a morsi un ispettore di polizia, staccandogli un pezzo di orecchio. [...]

2 commenti:

  1. Vi ricordate, solo a titolo di esempio, dello scalpore suscitato dal cazzotto di Alessio Burtone, il ragazzo romano che inavvertitamente ha ucciso quella rumena che era caduta battendo la testa a terra in stazione? Bene, ora confrontatelo con il silenzio assoluto sulle decine e decine di fatti di cronaca come questo:

    http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/friuliveneziagiulia/2012/09/29/Anziano-aggredito-martellate-Friuli_7552553.html

    P.s. per scettici e negazionisti: no, non me lo sono andato a cercare con il lanternino. Di vicende come questa se ne leggono TANTE, non è solo "un caso".

    Roblif

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  2. Ti rispondo qua, anche per il precedente commento. Gli eventuali scettici basterebbe che ogni settimana si facessero un giro su Google News inserendo determinate parole (immigrato, straniero, ecc.) e avrebbero già una visione d'insieme. Altrimenti esistono vari siti e forum, di varia natura, dai sottoforum di Politica in Rete o di Stormfront, a Tuttiicriminidegliimmigrati, ecc., che documentano continuamente tali fatti. Naturalmente conosciamo anche le solite repliche, che dureranno finché durerà un certo ordine di cose e non per forza intriseca.

    Rimane il fatto che l'incidente romano che citi, di nessuna esemplarità, lo abbiano voluto far diventare un caso. Finché tale è stato... ovviamente...

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