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martedì 8 maggio 2012

Compasso, Corano, Chippà (e Croce?)

Compasso, Corano, Chippà (e Croce?): François Hollande sentitamente ringrazia

  • Testo aggiornato in data 10 maggio 2012: titolo aggiornato (il precedente era "Compasso e Croce d'Oltralpe") e testo modificato (i passaggi aggiunti li troverete evidenziati in blu).

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Il blogger e scrittore ebreo Sergio Di Cori Modigliani ha pubblicato, la mattina del 6 maggio scorso, un nuovo articolo in cui dava, anche lui [si veda un nostro articolo del 25 aprile 2012], certa la vittoria di Hollande alle presidenziali francesi. La ragione? Massoneria francese e Chiesa Cattolica si sarebbero alleate per permetterne la vittoria. Leggiamo:
[...] Segoulene Royal (candidata socialista battuta da Sarkozy nel 2007 con schiacciante maggioranza) è scomparsa dallo scenario come protagonista, ma lo è diventata nei fatti, dietro le quinte. Ha gestito in prima persona l’accordo e l’alleanza tra due poteri forti, sia politici che finanziari, senza i quali, nei paesi latini d’Europa non si fa un passo avanti: la Chiesa Cattolica di Roma e la Massoneria.
Perché la lotta, negli ultimi sei mesi, sia tra i cattolici che tra i massoni è stata davvero furibonda in Francia. E alla fine ha prevalso l’idea del cambiamento radical democratico, la presa d’atto che la ricetta Merkel/Draghi/Sarkozy/Monti porterà l’Europa alla catastrofe.
E non c’è nazione che si senta più europea della Francia. Talmente europei si sentono, i francesi, che quando si pensa alla fine dell’Europa, i Galli lo sentono come la fine del mondo. Loro, là, anche nel più sparuto villaggio d’oltralpe, non accetteranno mai di esistere al di fuori dell’Europa, non avrebbero più identità.
E nella provincia che conta,  la Royal ha assicurato al consorte –da cui nel frattempo si è separata come coniuge, rimanendo però sua fedele e leale amica di percorso civile- l’appoggio delle confraternite cattoliche gestito dalla suore di tutti gli ordini che si richiamano alla Maddalena e che stanno in prima fila, nel sociale, a gestire il disagio collettivo. E lo ha legato al destino della massoneria grazie al fatto che in Francia da qualche anno l’associazione della libera muratoria ha aperto le proprie porte alle donne abbattendo il proprio razzismo di genere facendo far loro un salto epocale.
Gerard Collomb, maestro venerabile di una importante loggia massonica, sindaco di Lione –il cuore della provincia finanziaria francese, polmone economico della provincia produttiva- ha dichiarato qualche mese fa: “A Lione e in tutta la provincia circostante, quando la Massoneria e la Chiesa Cattolica camminano mano nella mano, la città va avanti e c’è la prosperità per tutti i ceti, nessuno escluso”. E ha dato la parola d’ordine di votare per Hollande.
Ma ha fatto la stessa cosa un altro libero muratorio importante, Patrick Mennucci, nipote di una famiglia di poveri emigrati livornesi, importante e stimatissimo massone che a Marsiglia conta molto, in una città ancora oggi il più importante porto del Mediterraneo e città d’Europa con la più alta percentuale di residenti extra-comunitari, il quale ha garantito in una rumorosissima seduta pubblica nel teatro cittadino che era arrivato il momento di schierarsi apertamente “per restituire all’Europa il diritto ad avere un futuro sulla base di quei princìpi che noi abbiamo creato in questo continente e che ruotano intorno alla libertà del lavoro garantita in un quadro di socialità fraterna e solidale, nel nome di un Diritto che è….il Diritto degli Uomini e non delle corporazioni, delle cifre, dei numeri, delle multinazionali senza faccia”.
[...]
Ma l’appoggio decisivo Hollande lo ha avuto dal massone –di tradizione personale moderata e conservatore- che è diventato il più influente uomo politico francese negli ultimi 25 anni: Jacques Chirac, il grande elettore di Sarkozy nel 2007. E’ stato lui, la chiave di volta. perchè lui, venti giorni fa ha scelto Hollande. [...]

Il passaggio, nel testo sopra, relativo alla Royal e al mondo cattolico è problematico. Al momento non abbiamo trovato conferma di un interessamento della prima nei confronti del secondo, né di un atteggiamento specificatamente favorevole di questo nei confronti di Hollande. Una invenzione di Di Cori Modigliani, allora? Viene il dubbio. Abbiamo provato anche a chiedere informazioni oltralpe, su qualche sito identitario francese, ma nessun risultato. Se non che... Dopo il voto, naturalmente, circolano i sondaggi su chi ha votato chi. La lettura che capita di rilevare maggiormente è quella di un mondo cattolico incline verso la destra, sia per i temi sociali, sia per l'immigrazione. In particolare, molto citato il sondaggio commissionato ad Harris Interactive da parte della rivista cattolica La Vie, che riporta un 79% di cattolici praticanti che avrebbero votato Sarkozy (Les catholiques pratiquants toujours plus à droite, Henrik Lindell, La Vie, 7 maggio 2012). Ma circolano altri sondaggi, come i due dell'istituto IPSOS (uno per France Télévisons, Radio France, Le Monde e Le Point; l'altro per Pèlerin) e uno TNS Sofres (per Sciences Po Bordeaux, Grenoble e Parigi), che forniscono una ripartizione dei voti un po' differente, dato che danno Hollande al 25% circa dei voti dei cattolici praticanti, sino al 50 circa dei non praticanti. In particolare, il sondaggio IPSOS per Pèlerin, altra rivista cattolica, realizzato con Centre Sèvres - Facultés jésuites de Paris, sembra dare una tendenza, rispetto al 2007, decisamente meno a destra (e si tenga conto che, se il sondaggio di Harris Interactive non arrivava ai 3000 soggetti contattati, il sondaggio IPSOS in questione arriva a 3449 contatti). Per comodità si vedano le seguenti infografiche:

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Quindi, per IPSOS-Pèlerin, Hollande, tra i cattolici, è stato appoggiato da un minimo di un terzo alla metà degli stessi, a seconda dello stile di vita, con una evidente crescita rispetto alle precedenti elezioni presidenziali del 2007. Ovviamente, a questo punto, c'è da capire quale, tra i vari sondaggi, sia il più vicino alla realtà e cosa significhi una eventuale grande ammucchiata pro-Hollande.

Nel 2007, avevamo provato perplessità rispetto alla vittoria di Nicolas Sarkozy, l'amico degli USA, il propugnatore dell'Unione Mediterranea, ecc. Ora, ci lascia perplessi questa comunione d'intenti su un candidato ruota di scorta (dopo il forzato abbandono di Dominique Strauss-Kahn), quale è Hollande.

Nel suo articolo, invece, Di Cori Modigliani si esalta all'idea di un Hollande vittorioso (Questa sera vincerà Hollande. Perchè ne abbiamo bisogno. E perchè è giusto, Sergio Di Cori Modigliani dal suo blog Libero Pensiero, 6 maggio 2012), tanto da paragonarlo ad uno sbarco in Normandia, che spazzerà via il rigore tedesco dall'Europa. Evidentemente i nemici sono ancora i crucchi. Come se speculazione finanziaria e debiti nazionali ingantiti e sprechi pubblici siano colpa loro e non di altri lidi e genti.

Intanto, gustatevi quanto sta riportando François Desouche in questi giorni: dalle molte foto e dai video sulle manifestazioni per la vittoria socialista [compresa la foto sopra, presa a Place de la Bastille a Parigi] (La France d’après fête la victoire de François Hollande: incidents partout, 6 maggio 2012), in qui veniamo a sapere, tra l'altro, che in diverse zone la polizia aveva avuto l'ordine di non intervenire, fosse accaduta qualunque cosa [7 maggio 2012]; al voto compatto dei maomettani per il candidato socialista (93% des musulmans ont voté pour François Hollande, 7 maggio 2012) (Le vote patriote musulman: un mythe? 8 maggio 2012).

In ultimo, da rilevare alcune dichiarazioni provenienti dal mondo ebraico. Pochi giorni prima del secondo turno delle votazioni, l'UEJF, che racchiude gli studenti ebrei francesi, aveva lanciato un appello all'UMP per non lasciare che il Front National di Le Pen appoggiasse Sarkozy (L'UEJF appelle la droite républicaine à refuser toute alliance avec le FN, TF1, 2 maggio 2012). Cosa che, per inciso, è stata portata avanti anche da alcuni esponenti cattolici (Se i vescovi francesi sono fedeli alla linea: no a socialisti e Le Pen, Paolo Rodari, Il Giornale, 6 maggio 2012). Con quali risultati, ormai, lo sappiamo. Dopo il voto e la vittoria di Hollande, il CRIF, ossia il consiglio delle istituzioni ebraiche in Francia, ha diffuso un comunicato in cui si felicitava dell'esito, condividendo col nuovo presidente gli stessi valori, contrari al populismo e agli estremismi (Le CRIF félicite François Hollande, relève «son horreur de l'antisémitisme et des racismes», Conseil Représentatif des Institutions Juives de France, 7 maggio 2012). Peccato che, proprio il giorno dell'elezione di Hollande, circa 5.000 ebrei francesi (ossia un ebreo su 100 oltralpe) abbiano partecipato a Parigi ad una esposizione dedicata all'immigrazione in Israele, mostrando la loro intenzione di abbandonare la Francia. Come mai? (Many Jews Prepare to Leave France For Israel, Ben Shapiro, Breitbart, 6 maggio 2012).

Due annotazioni veloci

Di Cori Modigliani afferma che l'immagine dalla campagna pro-Hollande "C'est maintenant" (o "Le changement c'est maintenant") riportata nel suo blog, con la giovane donna e il ragazzo accanto, rappresenti una coppia in sala-parto. Una immagine serena aspettando il futuro, quindi. In realtà, guardando meglio, si capisce essere solo due giovani in una cameretta, un pomeriggio qualsiasi. Assai esemplificativa dei nostri tempi sia l'immagine che la confusione in cui è incorso Di Cori Modigliani.

La campagna pro-Hollande ha avuto una sorta di segno/saluto, con le braccia che, parallele, a formare un segno di "uguaglianza", scivolano una sopra l'altra [vedere sotto, l'ex-ministro socialista Jack Lang], a mo' di onde. Se qualcuno ha visto il film tedesco L'onda (Die Welle) di Dennis Gansel avrà già capito. (Anche) nel film, l'intenzione era unire il più possibile nell'uguaglianza. Curioso...

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12 commenti:

  1. Questa foto è a dir poco orrenda. In un Paese si fanno delle elezioni, e per festeggiare la vittoria di uno dei candidati taluni soggetti sventolano le bandiere non solo di altri Paesi, ma pure di un altro continente! Sul serio, io veramente non riesco a capacitarmi di come gli Europei siano riusciti a bersi quella minchiata del multiculturalismo….Una nazione o ce l’ha o non ce l’ha una propria identità. Nel caso ce l’avesse, multiculturalismo non significa altro che snaturarla, fare un insulso minestrone, buttare alle ortiche la propria SPECIFICITA'. Specificità che, nel caso di nazioni Europee, è quasi sempre stata costruita in secoli (se non millenni) di conflitti. Perché è inutile che ci giriamo attorno: l’Europa è stata letteralmente forgiata dalla guerra. E nonostante tutta questa ricchezza di identità gli Europei voglion mandare tutto al macero importando quintalate di selvaggi all’interno dei propri confini, riducendo l’Europa ad un immenso brasile, ove la facciano da padroni edonismo e consumismo.

    Poi, come giustamente hai già fatto notare tu, Lif, un’altra cosa veramente squallida è che si tenti di dar la colpa della crisi economica e delle conseguenti misure di austerità alla Germania. Germania intesa non come istituzioni (e men che meno come sole istituzioni bancarie, non sia mai!), bensì proprio come popolo: si sa, i Tedeschi hanno fatto il fantacausto, ergo sono ottimi come capri espiatori nei confronti dei quali deviare tutto l’odio del popolino-babbione.

    P.S.: venendo invece agli affari di casa nostra, sentito della vittoria di Grillo? I media lo stanno dipingendo a tutto spiano come la novità, il nuovo che avanza per spazzar via la casta. Curioso che sia da almeno due anni che il Grillo non parla di signoraggio bancario, no?

    Un saluto.

    Leone89

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  2. A proposito, quasi mi dimenticavo:

    http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/15008/

    Dicesi arricchimento culturale.

    Leone89

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  3. Leone mi ha segnalato il tuo post che linko molto volentieri. Ciao Lif

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  4. Il post mi lascia perplesso perché la Francia non è l'Italia. In Francia la massoneria basta da sola, non ha bisogno della Chiesa Cattolica la quale, politicamente parlando, nell'Esagono non conta praticamente nulla. Il clero francese, che è progressista e non da ora, è comunque molto meno potente di quello italiano, austriaco o spagnolo sia dal punto di vista di influenza sull'opinione pubblica (in Francia i cattolici praticanti sono meno del 10% mentre in Italia sono il 30%, in Spagna ed Austria più del 20%) sia dal punto di vista del potere economico del clero. In Francia essere associati alle gerarchie ecclesiastiche è anzi controproducente dal punto di vista del consenso elettorale, specie per un socialista.

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  5. Per Leone grazie della segnalazione e per Nessie grazie del collegamento.

    x Johnny: come vedi ho rimaneggiato il testo. Come probabilmente avrai capito, il mio dubbio nasce da quella crescita pro-socialista in tutti i settori cattolici, praticanti compresi. Mi sembra difficile che, in particolare per questi ultimi, a causa della differenza culturale coi socialisti, possa essere stato sufficiente il volersi sbarazzare di uno Sarkozy. Se i sondaggi Ipsos-Pelerin sono corretti, forse è intervenuto qualche altro elemento, di cui però, al momento, non c'è prova. Concordo, ovviamente, su quanto dici per il resto.

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    1. Capisco, grazie per la risposta. Comunque è che questo post mi sembra un po' sopravvalutare il ruolo della chiesa cattolica in Francia. In Francia è abbastanza raro vedere i sermoni di vescovi e cardinali far capolino in prima pagina, contrariamente a quanto avviene in Italia. Per cui non so quanto un clero, tra l'altro decisamente progressista come quello transalpino, possa aver influenzato l'esito delle elezioni a favore di Hollande. Posso azzardare un'ipotesi per quell'aumento tra i cattolici praticanti (+11), ovvero che non siano stati guidati dalle gerarchie, che Oltralpe sono assai più silenziose delle nostre, quanto dalla presa di posizione finale di François Bayrou che tra i praticanti ha effettivamente un certo seguito. Cioè, può essere che l'uscita finale di Bayrou abbia orientato alcuni suoi elettori, tra cui diversi cattolici osservanti, verso Hollande. Credo sia più credibile un "effetto-Bayrou" di una presa di posizione di un clero piuttosto debole politicamente come quello francese. Alla fine ricordiamo sempre che la Francia è il paese della "laicitè" e pure candidati conservatori e centristi come Sarkozy, Bayrou e la Le Pen ci tengono a dire che loro sono cattolici, ma comunque che si battono per la "laicitè" e che la religione deve restare un fatto privato.

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  6. Gli ebrei in Francia sono MEZZO MILIONE???? E che diamine!!!! E io che ero rimasto a circa 300.000.....lo riconosco, sono alquanto ignorante sulla Gallia transalpina odierna.

    Però non ho capito a cosa alludi con questa frase:

    "Peccato che, proprio il giorno dell'elezione di Hollande, circa 5.000 ebrei francesi (ossia un ebreo su 100 oltralpe) abbiano partecipato a Parigi ad una esposizione dedicata all'immigrazione in Israele, mostrando la loro intenzione di abbandonare la Francia. Come mai?"

    Hai qualche sospetto sulle motivazioni di tale esposizione? Non penso che un motivo possa essere un eventuale cospicuo aumento dell'immigrazione musulmana....ergo cosa?

    Leone89

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  7. Per Leone: Se a Lif non dispiace, posso intanto risponderti io. Molti ebrei francesi potrebbero avere l'intenzione di emigrare in Israele, dove se non sbaglio verrebbero subito riconosciuti come cittadini israeliani, dato il clima di crescente ostilità nei loro confronti dovuto proprio alla massiccia presenza arabo-maomettana in Francia. Non so se ricordi, ma ci furono ad esempio forti tensioni fra ebrei e maomettani di Francia legate al bombardamento israeliano su Gaza. Dunque lì si allude all'ipocrisia delle associazioni ebraiche, che gridano "al lupo, al lupo!" ogniqualvolta il Front National raccoglie un bel bottino di voti, ma a quanto pare hanno paura del "lupo" sbagliato!

    Roblif

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  8. Relativamente al dato degli ebrei in Francia: sì, la cifra di mezzo milione è attendibile e può oscillare grosso modo fino a + o - 50.000 unità. Wikipedia francese riporta il dato di 483.000 circa (anno 2010), preso dalla North American Jewish Data Bank: http://fr.wikipedia.org/wiki/Juifs. Ma suppongo che se le cose continuano così, caleranno drasticamente come è già successo in varie città europee.

    Roblif

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  9. Roblif, dunque tu pensi che possa esser proprio l'invasione islamica il problema? L'ho pensato anche io all'inizio, ma ne ho concluso che mi sembra troppo "banale" come motivazione. Voglio dire, l'immigrazione dai paesi arabi (culturalmente arabi) è piuttosto corposa, e deve esserlo soprattutto in Francia, però stiamo pur sempre parlando degli ebrei, che già di per sé sono la minoranza più potente al mondo, figuriamoci poi in Francia! Anche perché, se fosse veramente questo il motivo cosa gli costava imporre a Sarkò (giudeo anch'egli) di mettere un freno all'immigrazione?
    Anche se forse la questione è più semplice di quanto mi sembri: probabilmente quest'eventuale emigrazione verso Israele è un fenomeno da circoscriversi soltanto a determinate fasce della popolazione giudea di Francia, ed in particolare a quelle (relativamente) più povere, che sono poi quelle che maggiormente devono stare a contatto cogli immigrati musulmani....mah, staremo a vedere, ad ogni modo se ora cominciano pure a lasciare la Francia penso che tra cinque anni Marine sarà ancora più avvantaggiata nel salire al potere.

    Leone89

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  10. Sì, il motivo è quello. Altri non ne vedo. Sul perché gli ebrei (o quantomeno i loro rappresentanti) si ostinino a fare di tutti i problemi derivanti dall'immigrazione un tabù, negando l'evidenza e squalificando moralmente chiunque sia di diverso avviso, si tratta di reazioni psicologiche tanto ideologiche quanto irrazionali che affondano le radici nella storia, in modo particolare nell'Olocausto.

    Roblif

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  11. x Johnny

    Un minimo di effetto-Bayrou può essere una risposta. D'altronde l'ipotesi originaria di Di Cori Modigliani mi sembra sempre più risultare infondata (il che mi ha messo la pulce su questo blogger, i cui articoli sarà meglio prendere cum grano salis). Concordo che il cattolicesimo francese non sia paragonabile a quello italiano, ma in quello scarto di quasi 4 punti percentuali al secondo turno, l'apporto cattolico è presente. E il punto per me è solo in parte quantitativo, quanto qualitativo, ossia il riconoscere che questo candidato ha unito realtà diverse, comprese quelle culturalmente distinte/distanti da lui e tra loro stesse. Sarà interessante vedere gli effetti futuri (pentimenti compresi?).

    x Leone e Roblif

    Non credo che quella parte di ebrei che ha mostrato interesse per l'immigrazione in Israele sia costituita da una definita fascia economica. Intuitivamente mi viene da dire che dipenda piuttosto dall'atteggiamento politico e culturale, ossia che si tratti di ebrei conservatori e di destra (à la UMP, non à la FN), con sentimenti molto diversi, per la presenza arabo-maomettana, rispetto a quella parte di mondo franco-ebraico globalizzato e progressista, che sogna ancora il mondo senza confini.

    Comunque Sarkozy voleva l'Unione Mediterranea. Che s'aspettavano di diverso?

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