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martedì 17 aprile 2012

Ma che rivoluzione d'Egitto!

Ma che rivoluzione d'Egitto! Chi s'illude s'imbroda

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La foto che vedete sopra è il momento (per così dire, essendo stato lungo una quarantina di minuti) in cui l'inviata di France 3, Caroline Sinz, veniva stuprata, ripresa dalle telecamere di colleghi stranieri, dai manifestanti a Piazza Tahrir al Cairo, nel mese di novembre 2011. Mesi prima, a febbraio, la sudafricana Lara Logan, inviata per la statunitense CBS, veniva ugualmente malmenata e violentata, sempre nella stessa piazza, sempre da un gruppo di manifestanti.

Tempo dopo, la Sinz ha provato a "spiegare" ciò che potrebbe aver scatenato quanto avvenuto: la "stanchezza dei manifestanti"... i "capelli biondi della giornalista"... "come le donne vengono trattate in Egitto"... "gli occidentali tutti sionisti"... ecc., ecc (La journaliste de France 3 agressée au Caire témoigne, Emmanuelle Anizon, Telerama, 25 novembre 2011). A noi, invece, sembra veramente curioso che i manifestanti non sapessero che l'assoluta maggioranza dei mezzi di comunicazione occidentali sul posto fossero sostanzialmente dalla loro parte. Quindi, niente "stanchezza dei manifestanti" e niente "occidentali sionisti". Rimangono solo il "modo in cui le donne sono trattate in Egitto" ed "i capelli biondi" della giornalista. E per inciso, anche la Logan li ha biondi...

Scrive Alfredo Macchi, alle pagine 96-97 del suo "Rivoluzioni s.p.a. - Chi c'è dietro la Primavera Araba": "Gli scontri si sono estesi ad altri quartieri, si sentono spari e sirene da tutte le direzioni. Nel grande piazzale 6 Ottobre, che porta alle spalle del Museo Egizio, sotto il cavalcavia centinaia di ragazzi continuano la sassaiola contro gli automezzi blindati della polizia. Ad un tratto cala il silenzio, rotto solo dal muezzin: è di nuovo l'ora della preghiera. Manifestanti e poliziotti si inginocchiano sull'asfalto e si rivolgono allo stesso dio. Per cinque minuti tutto è immobile, tranne le teste che si alzano e abbassano, in sincronia. Poi tutto riprende come prima: urla, spari, sirene."

Nell'articolo "2012, incognita I" di Mostafa El Ayoubi, in origine su Nigrizia del 4 gennaio 2012 [citato nell'intervento del 5 febbraio 2012] si ricorda che: "Intanto, gli islamisti continuano ad avanzare. Hanno stravinto in 9 delle 27 province in cui si sono svolte le elezioni: 36% dei voti per i fratelli musulmani e 24% per i salafiti. Va ricordato che i primi avevano preso parte alla rivoluzione solo in un secondo momento, mentre i secondi l'avevano addirittura ostacolata con le loro fatwe. Gli islamisti, che alla fine avranno la maggioranza politica, opteranno probabilmente per una coabitazione con i militari. Una coabitazione auspicata da molti governi occidentali. In effetti, è in corso da mesi una frenetica attività diplomatica per riabilitare il movimento della Fratellanza islamica come movimento moderato. Quanto ai salafiti, sarà compito dei sultani del Golfo Persico, Arabia Saudita e Qatar, addomesticarli."

Al di fuori dell'Egitto, nell'Afghanistan dei talebani, numerosi attentati, negli ultimi due giorni, hanno colpito varie ambasciate e il Parlamento a Kabul. Attentati effettuati come rappresaglia per alcune copie del Corano bruciate in una base militare statunitense.

Nel mentre, in Germania stanno per essere distribuiti gratuitamente, ad opera di una organizzazione salafita, diversi milioni di copie sempre del Corano (Berlino, Corano da strada, Pierluigi Mennitti, Lettera43, 12 aprile 2012).

Un vento di follia sembra essersi abbattuto sul nostro pianeta e non accenna a placarsi.

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