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martedì 3 aprile 2012

Entrate tributarie e redditi 2 - Nota supplementare

Entrate tributarie e redditi 2 - Nota supplementare: l'Agenzia delle Entrate (e i suoi dirigenti)

Partiamo innanzitutto da una lettera firmata, presentata proprio un anno fa da Beppe Grillo, testimonianza dei numerosi imprenditori che sono costretti a confrontarsi con le richieste insensate dell'Agenzia delle Entrate e con Equitalia, vedendo vanificata una vita di lavoro.

  • Gli studi di settore e la morte delle aziende (Angelo Mora, blog di Beppe Grillo, 3 aprile 2011):
"La mia ditta andava benino, non avevo grossi problemi e avevo messo da parte qualche soldino per gli inconvenienti. Qualche anno fa la crisi si fa sentire, il mio fatturato scende, il fisco non mi trova dentro gli studi di settore, mi prendono la contabilità per 2 anni e alla fine mi trovano circa un migliaio di euro di irregolarità su 3 anni di bilancio. Bene, dico io , quanto vi devo? 1.000, 2,000 euro? (devo aggiungere che le irregolarità secondo me non c'erano), no mi rispondono, ci deve 200.000 euro perché gli studi di settore dicono che lei doveva fatturare molto di più. Alla fine con fare mafioso mi hanno detto "Tra ricorso in commissione, appello e cassazione lei spenderà almeno 40.000 euro, tanto noi non le daremo tregua perché dobbiamo raggiungere delle cifre che stabilisce il ministero, ci dia 43.000 euro e poi la lasciamo in pace per un bel po' di anni". Ho dovuto pagare nonostante avessi vinto il ricorso alla commissione che mi era costato 5.000 euro. Così alla fine mi hanno caricato anche le sanzioni (su una cifra rubata ed estorta) e gli interessi e il tutto mi e' costato piu' di 60.000 euro. Mi sono mangiato i soldi da parte, ho fatto debiti in banca che mi costano interessi passivi all'8% e quest'anno ho fatturato il 40% in meno dell'anno scorso e sono punto a capo. Questa e' l'italia e poi pretendono che esponga la bandiera e mi senta orgoglioso di questo paese di merda. L'italia per me è un nemico da cui difendermi, disprezzo questi politici ladri e incapaci. Me ne andrò in un paese più serio e qui non ci metterò più piede. sono già 6 mesi che ho cominciato tutte le operazioni per andarmene ed entro un anno spero da chiudere tutto."

Non sappiamo che sia successo in questo anno e se il signor Mora abbia effettivamente lasciato l'Italia, sommandosi ai troppi italiani che hanno preferito espatriare. Noi ci auguriamo sempre che questo avvenga il meno possibile, nonostante la difficile situazione. In ogni caso, la vicenda testimoniata è esemplare di un problema attuale, che sta causando gravi danni all'economia e alla società nazionale, ossia quello dell'atteggiamento vessatorio dell'Agenzia delle Entrate e di Equitalia. Persino il Garante per la privacy, Francesco Pizzetti, alcune settimane fa, si è sentito in dovere di avvertire del rischio di "forti strappi allo stato di diritto" derivanti dall'attuale campagna repressiva anti-evasione. Aggiungendo anche che "in uno stato democratico, il cittadino ha il diritto di essere rispettato fino a che non violi le leggi, non di essere un sospettato a priori". [Garante privacy: strappi forti a stato diritto su lotta evasione, Massimiliano Di Giorgio, Reuters, 13 marzo 2012]

Considerando le quotidiane grida di giubilo del direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, così come di molti politici italiani, che esaltano il sistema di rastrellamento statale, spacciandolo per la panacea di tutti i mali economico-sociali nazionali, e considerando quanto già espresso in precedenza  [2 aprile 2012], ossia che il problema vero è la classe dirigente italiana, composta da incapaci e ladri, vi consigliamo di tenere a mente due punti: il crescere dei ricorsi contro le agenzie statali, così come il numero importante di vittorie nei contenziosi da parte dei ricorrenti.

Per il primo punto, vi segnaliamo il seguente articolo e i relativi grafici: Equitalia, tutti i dati della riscossione [Michele Sasso, Linkiesta, 9 dicembre 2011] Come potete vedere, i ricorsi aumentano dal 2008. Segno probabile di un disagio e non di masse di evasori fiscali.

Per il secondo punto si veda il seguente articolo: Contenziosi, contro lo Stato la metà delle volte vinci tu [Enrico Zanetti, Linkiesta, 20 marzo 2012] In particolare, si veda questo passaggio: "Alla luce di quanto precede, si può concludere che i dati non ancora ufficiali del 2011, anticipati dall’Agenzia delle entrate con la propria nota stampa delle scorse settimane (“38,6% di sentenze favorevoli ai contribuenti corrispondono importi pari solo al 26,5% del totale in contestazione”), confermerebbero il trend degli anni precedenti, con una diminuzione delle vittorie dei contribuenti per valore di causa (-2,65%), ma un incremento di vittorie per numero di controversie (+2,2%). Suscita invece qualche perplessità quanto affermato nel comunicato stampa di ieri dell’Agenzia delle entrate, perché, se è vero che il 61,4% è il reciproco di 38,6% e 73,5% è il reciproco di 26,5%, è del pari vero che, come sottolineano le statistiche ufficiali del Ministero dell’Economia e delle Finanze, così facendo l’Agenzia delle entrate si intesterebbe come esiti pienamente favorevoli anche gli esiti che si risolvono invece in giudizi parzialmente favorevoli ai contribuenti e quelli che si risolvono in estinzione del processo."

Dal passaggio citato, emerge un atteggiamento trionfalistico dell'Agenzia delle Entrate, particolarmente sgradevole sia perché falso, sia per il periodo di crisi che sta investendo la cittadinanza italiana, sia per l'ignavia politica rispetto all'evasione ben più consistente delle grandi aziende, così come del crimine organizzato [29 febbraio 2012].

Da quanto riportato, è evidente che il grosso dei cittadini non vogliono sfuggire ai doveri tributari, ma vogliono anche giustizia sociale e spesso avendone ben donde. Per concludere, che l'atteggiamento di chi diriga e operi per l'Agenzia delle Entrate sia opinabile non stupisce, anche alla luce di quanto potete leggere nell'articolo immediatamente sotto:

  • Dirigenti nominati senza concorso pubblico. Arriva il condono (Simone Sapienza, Fainotizia-Radio Radicale, 20 marzo 2012):
Più di 800 dei dirigenti dell’ente pubblico che vigila contro l’evasione fiscale di cittadini, imprese, partiti ed enti in tutta Italia, è stata scelta in maniera discrezionale, senza criteri di trasparenza ed è tenuta sulla corda della revoca. Infatti i dirigenti non sono di ruolo e dunque facilmente revocabili se non in linea con i superiori. A chi conviene tutto questo?
Ma la legge vigente è chiara e dopo le condanne del Tar all'Agenzia delle entrate, il Governo Monti presenta in Parlamento il "salva dirigenti", un piccolo comma contenuto nella Legge semplificazioni.
FaiNotizia.it vuole raccontarvi una storia che pochi conoscono...

L'Agenzia delle Entrate, sottoposta alla vigilanza del Ministero dell’economia per quanto riguarda l’indirizzo politico, gode di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria.
Questa autonomia gestionale permette all’Agenzia di collocare le risorse umane, senza alcun controllo, nemmeno di spesa. Unico vincolo, come ogni Ente pubblico, il rispetto delle norme sull'accesso ai ruoli dirigenziali, consentito solo tramite concorso pubblico.
Peccato però che l'ultimo concorso pubblico risalga a 12 anni fa e che 800 attuali dirigenti dell’Agenzia, siano stati scelti tra i funzionari interni, senza criteri di trasparenza e senza concorso pubblico. Questo significa che i nominati che occupano un ruolo dirigenziale non sono dirigenti effettivi e possono quindi essere facilmente sollevati dall'incarico dai propri superiori.
Insomma la maggioranza dei dirigenti dell’Agenzia che vigila contro l’evasione fiscale di cittadini, imprese, partiti ed enti in tutta Italia, è stata scelta in maniera discrezionale ed è tenuta sulla corda della revoca. A chi conviene tutto ciò?

Le pronunce del Tar non sono piaciute all'Agenzia delle entrate che ha proposto ricorso dinnanzi al Consiglio di Stato, ricavandone, nelle more della discussione di merito, la sospensiva della eseguibilità della sentenza. L'agenzia ha dunque chiesto una norma di "copertura" al Governo.
Il governo Monti ha tentato prima con i decreti precedenti (Milleproroghe e Liberalizzazioni) e adesso con il decreto semplificazioni, approvato ieri al Senato ed ora alla Camera per l'approvazione definitiva, che contiene al comma 24 articolo 8 la norma "salva dirigenti".


«La previsione suscita non pochi dubbi e porta con sé un'evidente contraddizione - sostiene Pietro Paolo Boiano, vice segretario generale di Dirstat, la federazione nazionale di associazioni e sindacati dei dirigenti e dei funzionari della Pubblica Amministrazione, intervistato da FaiNotizia.it il format di giornalismo d'inchiesta di Radio Radicale - perché se da un lato impone all’Agenzia delle Entrate di attuare le procedure selettive previste della legge n. 296 del 2006, e dalla legge n. 248 del 2005, per la copertura dei posti vacanti di Dirigente, dall’altro lato, la autorizza a continuare ad abusare del suo potere non soltanto facendo salvi gli incarichi già conferiti ma, cosa più grave, attribuendo incarichi dirigenziali a propri funzionari con la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato. Viene, quindi, stabilito proprio quanto è stato recentemente dichiarato illegittimo dalla giurisprudenza amministrativa, che ha annullato un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate».

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