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martedì 20 marzo 2012

Falsa promessa di permessi di soggiorno

Falsa promessa di permessi di soggiorno: un caso isolato?

  • Testo aggiornato in data 26 marzo 2012. Vedere più avanti

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La notizia è comparsa praticamente solo sul romano Il Messaggero, senza che il resto d'Italia si sia accorto di qualcosa. Nella giornata di ieri, alcune centinaia di tunisini si sono radunati di fronte alla sede di una ONLUS, ubicata in viale Manzoni a Roma [foto sopra]. L'organizzazione in questione, il cui nome non è rintracciabile al momento sul quotidiano romano, né altrove, avrebbe annunciato su internet come ottenere il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie e la voce diffusasi nella comunità tunisina avrebbe ingigantito il tutto, spingendo persino molti tunisini abitanti in altri Paesi europei a spostarsi verso la capitale italiana, sperando addirittura in una sanatoria.

Al momento, c'è una indagine per capire se si sia trattato di un tentativo di truffa o altro. Partiamo però dal presupposto che di malinteso si sia trattato o, forse, di malinteso "voluto". Sappiamo benissimo che sino alla seconda metà degli anni '90 l'immigrazione in Italia era minima (un indicatore sono le richieste d'asilo, salite improvvisamente dal 1998 [8 gennaio 2012]), per poi aumentare di colpo. Quasi da un anno all'altro, alcune aree europee ed extracomunitarie si sono accorte dell'esistenza del nostro Paese. Se alcune nazioni hanno visto mutamenti storici produrre la spinta necessaria a far emigrare parti della loro popolazione, non sempre è stato così. Ad esempio, i nordafricani non hanno di certo atteso la recente fasulla rivoluzione araba per iniziare a spostarsi a milioni in Europa, Italia compresa. Quindi, che cosa è successo? Tralasciamo i Paesi di vecchia immigrazione, spesso con un passato coloniale a giustificazione della presenza di numerosi stranieri. E allora? Satelliti e internet hanno provocato tutto questo, facendo sognare l'Europa occidentale a molti? Molto probabilmente questi ultimi fattori hanno influito molto, ma crediamo che ciò sia stato possibile in funzione di altri elementi.

Indubbiamente ha contato il processo della globalizzazione, con le aziende che da un lato delocalizzavano e dall'altro abbassavano la qualità del lavoro dipendente, lasciando spazio alla venuta degli immigrati. Ma abbiamo la sensazione che il collante vero, che ha permesso a masse ampie di immigrati di incontrare le necessità deleterie dell'impreditoria globalizzata, ma anche di incontrare la favola dell'Europa aperta al resto del mondo, siano state le associazioni e organizzazioni per i diritti umani, confessionali o ideologiche. Da un certo momento in poi, è come se si fosse giunti ad un certo grado di cottura, ottimale perché gruppi ampi di stranieri potessero trovare attraente e conveniente spostarsi verso l'Europa e l'Italia.

Ecco, questo è un sospetto, che sappiamo essere di molti altri, da valutare, ed è, probabilmente, una storia ancora tutta da scrivere. Quella, cioè, di come l'associazionismo abbia agito, più o meno volutamente, per facilitare l'arrivo in massa di stranieri nelle nostre terre e di come sia divenuto, per interessi propri, un elemento fondamentale nell'opera di sostituzione etnica delle popolazioni europee. Ossia nell'opera di genocidio anti-italiano e anti-europeo.

Ecco perché il caso romano citato fa venire più di un dubbio.

NOTA AGGIUNTA IN DATA 26 MARZO 2012: sono passati alcuni giorni, ma senza ulteriori novità. Altri tunisini sono, nonostante tutto, arrivati a Roma, nella convinzione di ricevere il permesso di soggiorno. Bisognerebbe capire come mai, quando l'informazione era errata si diffondeva tra più nazioni europee, mentre non sembra essere avvenuto lo stesso con l'informazione corretta. Questo è il punto più importante della vicenda, considerato in aggiunta al ruolo avuto dall'ONLUS, il cui nome è uscito fuori. Si tratta del Forum delle Comunità Straniere in Italia, con sede in via Santa Croce in Gerusalemme 106 a Roma. Intanto i Radicali, per voce di Rita Bernardini, chiedono la solita regolarizzazione dei clandestini. Quindi, seguendo il pensiero radicale, basta una diceria perché arrivino in massa degli stranieri dall'estero, che subito le autorità italiane dovrebbero sentirsi in dovere di accoglierli? E' questo il contrasto all'immigrazione? Tanto varrebbe sancire per legge l'abolizione dei confini nazionali.

  • Tunisini da tutta Europa oggi a Roma «C'è la sanatoria!». Ma è un bluff (Laura Bogliolo, Il Messaggero, 19 marzo 2012):
In mano 20 euro, nel cuore la speranza di riuscire ad avere il permesso di soggiorno pagando. Sono venuti da tutta Europa, dall'Olanda, dalla Francia e dalla Germania e questa mattina si sono dati appuntamento a viale Manzoni a Roma, davanti alla sede di una Onlus. Oltre duecento tunisini, all'improvviso, sono apparsi vicino alla stazione Termini, decisi ad avere un futuro migliore. Ma il viaggio della speranza, ancora una volta, si è infranto davanti a un sogno che si è polverizzato.

Tutto nasce da un annuncio sul web che richiamava l'attenzione sulle procedure per ottenere il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie. Procedure svolte dalla Onlus alla quale ci si può iscrivere pagando 20 euro. La voce si è sparsa in tutta Europa, il tam tam velocissimo su internet, ha coinvolto la comunità tunisina e ha ingigantito la notizia relativa al rilascio dei permessi di soggiorno: «C'è una nuova sanatoria!» la frase che ha iniziato a circolare online e sugli sms dei tunisini. Confusione, caos e rabbia da parte degli stranieri arrivati a Roma. La folla di tunisini in viale Manzoni ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine: non si capiva cosa stesse succedendo. Solo dopo diverse ore la situazione si è normalizzata: in strada sono rimaste decine di transenne messe sui marciapiedi per cercare di creare una fila ordinata (VIDEO http://www.ilmessaggero.it/video.php?id=15270 ).

Le indagini. L'Ufficio Immigrazione della Questura diretto da Maurizio Improda è subito intervenuto per cercare di verificare quanto stesse succedendo. Gli agenti stanno indangando sulla Onlus e sull'annuncio circolato sul web. In pratica si parlava di procedure per il rilascio di permesso di soggiorno per motivi umanitari e della possibilità di avere un attestato di domilicio, documento che poteva servire per l'iter di richiesta del permesso. L'Ufficio Immigrazione ha dato il via alle indagini per verificare se possa esserci una condotta illecita o se si è trattato semplicemente di un malinteso.

Centinaia di tunisini in fila. A raccontare il viaggio della speranza dei tunisini è Ouiem Abidi, 24 anni, italo-tunisina, la stessa ragazza che ad aprile aveva aiutato i suoi connazionali nell'emergenza a Termini, quando la stazione si era trasformata in una piccola Lampedusa. «E' iniziata a circolare la voce della possibilità di ottenere il permesso di soggiorno a Roma - spiega Ouiem, interprete di lingua araba presso il Tribunale penale di Roma (VIDEO INTERVISTA http://www.ilmessaggero.it/video.php?id=15269 ) - i miei connazionali mi hanno detto di aver trovato online un annuncio di una Onlus romana che avrebbe aiutato a ottenere i documenti». La voce si è ingigantita. «Addirittura molti di loro credevano che ci fosse una nuova sanatoria e sono venuti da tutta Europa» aggiunge Ouiem che questa mattina era in viale Manzoni per cercare di aiutare i suoi connazionali. Alla fine gli agenti dell'Ufficio Immigrazione della Questura hanno spiegato la situazione agli stranieri e sono stati invitati a presentarsi alle questure di appartenenza per accertare la propria condizione.

4 commenti:

  1. Le organizzazionio ''Umanitarie'' hanno indubbiamente avuto un peso rilevante nel processo immigratorio della penisola,basta vedee come esse,Caritas,Mani tese,S.Egidio,Gvai ecc,siano tutte centrate sugli Immigrati,considerati all'arrivo come moribondi che rischiano di morire di fame o di essere schiavizzati nei loro paesi.
    Il livello di (dis)Onesta'e Faziosita' di S.Egido o Amnesty International,l'ho potuto toccare con mano quando li ho contattati in vari modi per la Pena di Morte reintrodotta in pratica dal Trattato di Lisbona.Ebbene PORTE CHIUSE in FACCIA,NESSUN INTERESSAMENTO !!!!Ma adsso e' tutto chiaro:
    Riccardi fondatore di S.Egidio Ministro del g(olpe)overno Monti/Napolitano/BCE

    Amnesty International resposabile di uin FALSISSIMO report sulla Siria,impugnato dall'ONU x sostenere la necessita' di una nuova missione ''umanitaria'' stile Libia

    Riguardo ai Tunisini mi tornano in mente quei 30.000 circa che hanno avuto il PdS temporaneo 12 Mesi fa';adesso ch faranno con il Paese oramai in Grave Recessione conclamata?
    E quelle decine di Migliaia di cosiddetti(fatti passsare x)Profughi mantenuti da noi ?????
    Guido Pisa

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  2. Lo scopo dell'articolo, ovviamente, è mettere la pulce nell'orecchio riguardo un certo approccio degli appartenenti a tali organizzazioni rispetto ai "potenziali" immigrati, tale da rendere attraente per loro la prospettiva stessa dell'immigrazione. Ossia, se non esista un "Venite in Europa!" variamente declinato. E' un'ipotesi di lavoro, diciamo così, a cui tutti sono invitati a partecipare, se hanno documenti e testimonianze utili.

    Riguardo invece la pena di morte nel Trattato di Lisbona che citi, inserisco questo link:
    http://www.anticorpi.info/2010/06/la-pena-di-morte-nel-trattato-di.html
    In esso si contesta l'idea che il Trattato la reintroduca, anche se c'è una discrezionalità degli Stati che forse...

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  3. Il Trattato di Lisbona nella sezione Carta Europea(Costituzione in pratica) REINTRODUCE la POSSIBILITA' degli ''Stati''a REINTRODURRE la PdM in caso di Sommossa,fuga dalla Polizia(la loro,l'EUROGENDORF con licenza di sparare x uccidere)ecc.

    Subdolo lasciare la decisione agli ''Stati'' oramai senza + alcuna SOVRANITA',soprattutto con l' ESM ed il Fiscal Impact,dove NESSUNO si potra' opporre alle LORO ecisioni SECRETATE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Guido Pisa

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  4. Ecco, il riferimento all'Eurogendfor è appropriato. Una forza militare senza più confini, quando dei confini nazionali rimangono solo gabbie per i cittadini. A questo punto, pena di morte o meno, la gestione della violenza legalizzata è comunque avulsa da questi ultimi.

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