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giovedì 23 febbraio 2012

Ultim'ora

Ultim'ora: l'Unione Europea ridurrà il debito dei Paesi nordafricani?

Nel precedente intervento [20 febbraio 2012], ci chiedevamo come mai, esistendo l'Unione Europea, non si provvedesse a trovare forme di inserimento lavorativo, temporaneo, dei cittadini greci in maggiore difficoltà, a causa della crisi, nelle altre nazioni dell'Unione, limitando magari le presenze extracomunitarie (come sapete, in Italia, al contrario, il Governo auto-imposto di Mario Monti e Giorgio Napolitano sta studiando l'aumento della durata del permesso di soggiorno).

Nello stesso intervento notavamo la decisione di abbattere una grossa percentuale dei dazi doganali tra Nord Africa ed UE, con probabili gravi danni economici per le non floride economie dell'Europa meridionale.

Adesso, arriva una nuova notizia, ossia la possibilità che i debiti dei Paesi nordafricani vengano ridotti, per decisione della stessa Unione Europea, come "segnale di cambiamento" nei rapporti tra le due aree. L'espressione "segnale di cambiamento" suona come se si tratti di una decisione non economica, ma politica. Il che, in tempi di grave crisi economica, è molto curioso. Ossia, quella stessa Unione, che con scarsa serietà ha gestito gli ingressi delle varie nazioni europee nella stessa Unione, e, che con serietà se possibile ancora inferiore ha vigilato sullo stato di salute delle economie nazionali e sulla opportunità delle scelte politico-economiche dei singoli stati (occupandosi con maggiore impegno di quote latte o quantità di arance), ora porta avanti il suo progetto di attenzione, diciamo così, nei confronti di un'area extra-europea. Quella stessa Unione che, in funzione di quanto detto, costringe i cittadini greci alla povertà e costringe la stessa nazione greca (per mano di politici locali asserviti) a dover pagare interessi su interessi per i recenti prestiti fornitigli, ora si concede il lusso di non farsi pagare dei debiti da alcune nazioni non-europee.

Quella stessa Unione, che per mano di alcune delle sue nazioni più in vista ha causato la crescita dell'islamismo in Nord Africa [5 febbraio 2012], ora premia quell'area, ma nulla fa contro il gioco truccato delle agenzie di rating (perché, quando gli USA aumentano ulteriormente il tetto del debito pubblico, non vengono declassati?), nulla fa per una strategia di crescita economica e lavorativa europea, limitandosi a diventare una mostruosa macchina per produrre ulteriori debiti nazionali europei e ulteriori masse povere nelle popolazioni autoctone.

Ma la verità è che l'Unione Europea è solo un club, una sorta di veicolo di potere per alcune élites mondialiste. Quelli che noi chiamiamo, per la gran parte, politici europei, con il loro codazzo di giornalisti, presidenti ed esponenti di fondazioni e lobbisti economici, sono solo amministratori di un potere che non si vuole europeo e, forse, neanche altro, ma è solo l'immagine di sè stesso, autoreferenziale.

Ricordatevi quello che disse l'allora presidente del Parlamento Europeo, Josep Borrell, quando affermò che il futuro dell'Unione Europea è nel Nord Africa [ARCHIVIO 18/01/2006], oppure l'allora ministro dell'Interno italiano, Beppe Pisanu, secondo cui l'UE avrebbe dovuto guardare più all'Africa che all'Europa dell'Est [ARCHIVIO 28/02/2006], oppure ciò che disse l'allora commissario europeo all'allargamento dell'Unione, Olli Rehn, secondo cui l'Unione Europea è allargabile indefinitamente, in quanto definibile da valori come diritti umani e democrazia, piuttosto che da considerazioni d'altro genere [ARCHIVIO 13/04/2006].

A queste élites, che stanno parassitando l'Unione Europea, non sembra importare alcun progetto di crescita, benessere e rispetto delle prerogative dei popoli europei. Le ultime scelte citate devono considerarsi come provocazioni contro questi popoli, non di certo come decisioni volte a migliorare la qualità della vita dei cittadini europei, anche perché la storia degli ultimi dieci anni di unione parla chiaro [in aggiunta, ricordiamo anche alcuni dati sulla povertà nel nostro continente, in confronto con Nord Africa e Medio Oriente: ARCHIVIO 2/03/2008]. A che pro la pace in Europa, se i governanti europei non sono capaci di difendere le economie dell'Unione, ossia il benessere dei suoi abitanti?

  • Ue: verso riduzione debito Nord-Africa (Televideo RAI, 23 febbraio 2012):
Il debito dei Paesi dell'Africa del Nord, come l'Egitto, nei confronti dell'Unione Europea potrebbe essere ridotto. E' quanto si apprende da fonti Ue. "Alcuni Stati membri esamineranno la possibilità di ridurre il debito come segnale di cambiamento" verso i Paesi del Sud del Mediterraneo, fanno sapere le fonti da Bruxelles. La proposta dovrebbe essere presentata al prossimo Consiglio europeo, fissato per il 1° e 2 marzo.

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