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domenica 26 febbraio 2012

Ricatto internazionale

Ricatto internazionale: la pseudo-Europa contro la Svizzera

Sintetico articolo sul tentativo di ricatto della pseudo-Europa (Unione Europea) nei confronti della federazione elvetica, al fine di spezzare le sue libertà economiche. Evidentemente, a Bruxelles pensano che nel continente europeo non debbano esserci realtà alternative alla fallimentare pseudo-Europa centralizzata (a rendere il tutto più grottesco, la volontà europeista di abbattere dazi doganali e debiti in favore di nazioni nordafricane: vedere gli articoli dei giorni passati).

  • Accerchiata (Alex Newman, The New American via traduzione su LibertariaNation, 28 novembre 2011):
Nonostante non sia un membro della UE, la Svizzera è sotto una intensa pressione da parte di Bruxelles per aumentare le tasse; dato che molte compagnie lasciano gli stati EU con elevata tassazione e welfare state in favore dei Cantoni svizzeri più business-friendly. E se la Svizzera non si decide a cambiare presto registro, i cosiddetti “eurocrati” minacciano ritorsioni. Il governo svizzero ha discusso per oltre un anno con i boss della UE sulla no-accondiscendenza della Svizzera con il “Codice UE di condotta per la tassazione sulle imprese”. Il fine della UE è di eliminare quello che l’organo sovrannazionale chiama “dannose pratiche di tassazione” – basse tasse che attraggono capitali, business, posti di lavoro e lavoratori che scappano dal super-stato in disgregazione ( http://www.swissinfo.ch/eng/politics/EU_puts_heat_on_Swiss_over_corporate_taxation.html?cid=31645096 ).

Ma il regime tassativo della UE non si applica alla Svizzera. La nazione ha una lunga di storia riguardo l’evitare coinvolgimenti esteri e nonostante l’enorme pressione ha resistito nel non sottomettersi all’”integrazione” continentale. In Svizzera i governi cantonali, molto vicini ai cittadini attraverso il voto, decidono la loro politica delle tasse. La competizione che ne segue tra i 26 Cantoni promuove un ambiente business-friendly di tasse basse, minima interferenza statale e prosperità diffusa. Questa è la ragione per la quale il business internazionale si dirige verso la Svizzera

Il modello svizzero funziona così bene che anche se la UE e l’Euro stanno attraversano una gigantesca crisi e una possibile implosione economica, l’economia Svizzera va bene ( http://thenewamerican.com/world-mainmenu-26/europe-mainmenu-35/9940-euros-failure-imminent-says-the-economist ). Il suo PIL pro capite è circa il doppio di quello della UE e il suo tasso di disoccupazione è la metà. La Svizzera inoltre ha costantemente un surplus di budget, al contrario dei suoi elefantiaci vicini nel baratro del debito pubblico e dei bailout. In verità la Svizzera sta persino aiutando per accantonare l’elemosina per i vicini europei dissipatori. La sua economia è la più competitiva del mondo, secondo il global competitiveness index ( http://thenewamerican.com/economy/markets-mainmenu-45/1853-amid-criticism-switzerland-overtakes-us-as-most-competitive-economy ).

Con una popolazione pesantemente armata di quasi otto milioni di persone, la Svizzera ha mantenuto la sua sovranità e indipendenza durante le due guerre mondiali resistendo su tutti i fronti e anche alla più recente formazione della UE, che adesso circonda completamente la piccola nazione alpina ( http://www.thenewamerican.com/world-mainmenu-26/europe-mainmenu-35/6331-swiss-voters-turn-back-gun-control-referendum ). Con un sistema di governo decentralizzato, gli svizzeri sono stati in grado di preservare la loro libertà nonostante la pressione europea ( http://www.thenewamerican.com/world-mainmenu-26/europe-mainmenu-35/6331-swiss-voters-turn-back-gun-control-referendum ). Ma Bruxelles – che governa su mezzo miliardo di persone – non si arrende. Un report recente minaccia che se non si saranno fatti progressi “soddisfacenti” nel mettere fine ai bassi livelli fiscali nei prossimi sei mesi, non specificate “misure alternative” potrebbero essere in programma ( http://www.swissinfo.ch/eng/politics/EU_puts_heat_on_Swiss_over_corporate_taxation.html?cid=31645096 ).

“Chi credono di essere questi buzzurri non eletti? Fare i bulli con uno stato sovrano fuori la UE per farlo conformare alle loro avide pratiche fiscali. Quello che questo significa veramente, come un’economia pianificata centralmente in stile sovietico, è che la UE non può farcela con la competizione”, ha detto Ian Parker, già leader del Libertarian Party britannico ( http://www.parker-joseph.com/pjcjournal/2011/11/27/eu-bullies-swiss-over-corporate-taxation/ ). Incredibilmente, i capi della UE considerano le basse tasse alle imprese come una forma di sussidio e se gli svizzeri rifiutano di piegarsi alle richieste europee, la punizione potrebbe essere devastante – specialmente perché la Svizzera dipende molto dal commercio internazionale.

“Un giorno Bruxelles farà capitolare Berna. La Svizzera dovrà implementare il codice di condotta o fare concessioni”, ha detto René Schwok  dell’Università di Ginevra. “Sarà  costretta a trovare una soluzione. Per esempio, potrebbe abbassare la tassazione alle imprese svizzere e alzarla per le imprese straniere”. In verità la Svizzera ha lavorato per mantenere relazioni amichevoli con gli stati UE. Ha recentemente firmato trattati con la Gran Bretagna e la Germania promettendo di versare la parte loro supposta dai rispettivi stati – ma non il nome dei clienti tedeschi e britannici delle sue banche. La Commissione Europea tuttavia non ha per niente gradito questi trattati per il fatto che i due stati hanno negoziato senza la UE e schivato molte delle sue richieste ( http://www.swissinfo.ch/eng/politics/foreign_affairs/Rubik_tax_treaties_face_serious_hurdle.html?cid=31638262 ). Per questo la UE sta minacciando di portarla davanti alla Corte di Giustizia europea. I governanti europei stanno aggiungendo pressione alla Svizzera. Il presidente francese Nicolas Sarkozy per esempio si è lamentato della Svizzera per essersi rifiutata di aiutare la Francia di rintracciare presenti evasori fiscali minacciando di fare del piccolo paese alpino un pariah internazionale in caso di non-collaborazione ( http://euobserver.com/19/114176 ). “Non vogliamo più paradisi fiscali”, ha ruggito Sarkozy citando la Svizzera e il Lichtenstein. “Il messaggio è molto chiaro: i paesi che persistono nell’essere paradisi fiscali saranno ostracizzati dalla comunità internazionale”.

E i lobbysti pro-tasse finanziati… dalle tasse e i propagandisti si sono uniti nella condanna. “Potrebbe essere positivo per la UE se la Francia è pronta a usare i muscoli politici contro la Svizzera” ha detto Markus Meinzer dell’associazione finanziata dai contribuenti Tax Justice Network che si oppone alla privacy finanziaria ( http://www.taxjustice.net/cms/upload/pdf/TJN-IS%20Certified%20Audited%20Accounts%202010.pdf ). La UE ha anche ripetutamente richiesto alla Svizzera di accettare automaticamente la valanga crescente di “leggi” promulgate da Brussels in cambio di commerciare liberamente con la UE. Per adesso, comunque, gli svizzeri non hanno ceduto ai bulli. Il partito politico più forte, il partito di destra UDC, continua a mantenere un profilo molto critico contro il crescente apparato europeo e i suoi tentativi di violare la sovranità della piccola nazione. Anche la popolazione si oppone in modo netto al coinvolgimento estero ( http://www.thenewamerican.com/index.php/world-mainmenu-26/europe-mainmenu-35/2509-lisbon-treaty-builds-eu-super-state ).

Ovviamente la UE non è l’unica potenza sofferente che sta facendo atti di bullismo contro la Svizzera ( http://thenewamerican.com/world-mainmenu-26/europe-mainmenu-35/9929-germanys-finances-weak-and-getting-weaker ). L’anno scorso anche il governo USA stava minacciando la nazione per le sue leggi bancarie e le tasse ( http://www.thenewamerican.com/world-mainmenu-26/europe-mainmenu-35/3798-us-terrorizes-switzerland-over-taxes-banking ). Anche l’OCSE – che è essenzialmente diventato un cartello per regimi a welfare spinto – aveva messo nel mirino la Svizzera per le sue libertà economiche ( http://thenewamerican.com/economy/economics-mainmenu-44/9763-us-funded-oecd-qcartelq-seeking-higher-global-taxes ).

Alcuni critici dicono che la UE stia usando la Svizzera come un capro espiatorio per la sua autoprodotta crisi economica. Altri rimprovano i leader europei di minacciare il piccolo paese invece di risolvere i propri problemi – possibilmente usando il modello svizzero che sembra funzionare così bene per la Svizzera ( http://www.swissinfo.ch/eng/politics/EU_puts_heat_on_Swiss_over_corporate_taxation.html?cid=31645096 ).

4 commenti:

  1. La Svizzera, poi l'Islanda ora ridiventata sovrana. Il Moloch europeo divora chi non si omologa.

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  2. Notata la notizia di un innalzamento del rating, da parte di Fitch, per l'Islanda? Notizia curiosa, no? Un saluto.

    Lif non-loggato

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  3. A proposito di pseudo-Europa, segnalo una notizia che poco stranamente non ha fatto discutere come avrebbe dovuto: http://www.imolaoggi.it/?p=16976

    Roblif

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  4. Già. In quegli anni si facevano accordi di desistenza con la mafia e si truccavano i conti per Maastricht. Da governanti simili non poteva che venir fuori un'Italia a scartamento ridotto.

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