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venerdì 10 febbraio 2012

Retromarsh! Italia

Retromarsh! Italia - Brevi spunti sulla nuova geopolitica nazionale

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La copertina della rivista statunitense Time, con l'effigie di Mario Monti, sta mandando in sollucchero più d'uno, tra i filo-americani, filo-liberali, filo-quel-che-volete, tutto meno che orgogliosamente nazionalisti o, almeno, patrioti. L'Italia è una colonia degli USA e come tale dovrebbe rimanere, secondo il pensiero e il sentire di costoro.

Perciò, ricordatevela questa copertina! Ricordatevela ogni volta che qualche nuova decisione avrà effetti negativi sulla condizione socio-economica degli italiani. Cercate anche di considerare correttamente il perchè del riferimento all'Europa nel titolo: "può questo uomo salvare l'Europa"? Addirittura l'Europa? Sì, certo, molti, anche in ambito francese o tedesco, hanno espresso l'idea che un fallimento dell'Italia provocherebbe il crollo dell'Unione Europea. Ma un non-fallimento che effetti dovrebbe avere, in una Unione Europea che sta già sacrificando la Grecia, dimostrando il suo fallimento ideale come unione di nazioni sorelle, condividenti storia e cultura, mostrando-dimostrandosi come mero club economico-ideologico? Perciò è il caso di ricordarsi nuovamente che Monti è anche a capo della porzione europea della Commissione Trilaterale, organizzazione tripartita tra Nord America, Estremo Oriente e, appunto, Europa, nata con lo scopo di diffondere e imporre l'ideologia occidental-capitalistica. Quel titolo non è quindi un caso (così come non è un caso che gli altri titoli presenti rimandino ai "nemici" Siria, Cina e Russia).

E, d'altronde, che Monti sia stato accolto con calore negli USA è ovvio. Basti considerare il regalo da lui fatto ad inizio anno: due miliardi e 567 milioni di euro dalle casse del Tesoro alla Morgan Stanley (blog Saura Plesio, 6 febbraio 2012).

Ovviamente, già si sapeva quale andazzo era ormai stato preso. Il quaquaraquà Berlusconi (l'espressione siciliana ci sembra la più adatta per definirlo) se lo fece scappare, a maggio 2011, nella sua ultima apparizione nella trasmissione televisiva Porta a Porta, quando disse che non si poteva mettere a rischio il rapporto con gli USA, per difendere l'amicizia con la Libia di Gheddafi. E' stato allora che l'Italia ha messo in maniera plateale fine ad una pur minima volontà di indipendenza geopolitica.

Da allora, il peso statunitense è nuovamente cresciuto, dopo anni di tentazioni russe e iraniane. Due esempi recenti? Finmeccanica ha scelto come presidente e AD della sua controllata DRS Technologies, un ex viceministro della Difesa statunitense per Obama, ossia William J. Lynn, che si occuperà anche di supervisionare tutte le attività delle altre società di Finmeccanica su suolo nordamericano.

Un altro esempio è quello riguardante Sigonella. La base militare siciliana è destinata a diventare il centro mondiale più importante per quanto riguarda i sistemi di sorveglianza utilizzanti droni. Questo è il risultato di uno dei più costosi programmi di sviluppo interni alla Nato, avente lo scopo di individuare il luogo migliore per lo sfruttamento dei sistemi suddetti, nell'ottica di futuri interventi militari dell'Alleanza Atlantica.

Gli USA, in particolare, utilizzano sempre più i droni, anche nella versione da combattimento. Fonti del tedesco Institute for International and Security Affairs affermano che i droni e, più in generale, la modalità di assassinio selettivo è sempre più diffusa come modus operandi statunitense, con una crescita di importanza in epoca Obama. Tale modalità comporta bassi o nulli rischi per i militari statunitensi, ma lascia invariata la possibilità di perdite, anche importanti, tra la popolazione civile. Con in aggiunta un quid di risentimento dovuto proprio alla sua freddezza chirurgica e, in alcuni casi, alla mancanza di una precisione altrettanto chirurgica.

Monti, perciò, quando afferma di voler "cambiare gli italiani", neanche fosse un novello Cavour, lo fa in una Italia e in un Occidente che non sembrano intenzionati a voler rispettare le proprie e le altrui prerogative, così come la propria e l'altrui indipendenza. Il cambiamento in questione è solo l'accettazione di sempre nuove guerre pseudo-democratiche, misure economiche imposte da élites globaliste, stili di vita sradicanti, ecc.

  • Da falco del Pentagono a supermanager di Finmeccanica (Antonio Mazzeo dal suo blog, 3 febbraio 2012):
Finmeccanica, holding a capo del complesso militare industriale nazionale, ha scelto l’ex viceministro della Difesa degli Stati Uniti d’America, William J. Lynn, come nuovo presidente e amministratore delegato della controllata DRS Technologies, società produttrice di sistemi elettronici avanzati con sede in New Jersey. Secondo il general manager di  Finmeccanica Giuseppe Orsi, la nomina di Lynn è “fondamentale” per rafforzare il ruolo del gruppo nel mercato USA della difesa e della sicurezza e conseguire “un’organizzazione ed una struttura di management più efficienti e competitive”.
A Lynn saranno attribuiti pure i compiti di supervisione delle attività delle altre società di Finmeccanica operanti in nord America (AgustaWestland, OTO Melara, AleniaAermacchi e Selex). Incerto a questo punto il futuro di DRS Technologies. Un anno fa, il consiglio d’amministrazione di Finmeccanica retto da Pier Francesco Guarguaglini era intenzionato a vendere la società e ridurre il deficit della holding valutato intorno ai 4,6 miliardi di euro. Anche il neoamministratore delegato Orsi ha fatto accenno a un piano di ristrutturazione aziendale con la dismissione di comparti “non strategici” per più di un  miliardo di euro. Ma con un manager d’eccellenza come mister Lynn, l’azienda statunitense sarebbe tutt’altro che secondaria per i progetti di rilancio di Finmeccanica ed è dunque improbabile una sua cessione a breve termine.
Si è svolta dentro le mura del Pentagono buona parte della vita e della carriera professionale di William J. Lynn. Viceministro di Obama dal febbraio 2009 all’ottobre 2011, egli ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo delle nuove concezioni strategiche del Dipartimento della difesa nel settore nucleare, aerospaziale e della cybersicurity. Molto tempo prima (dal 1982 al 1985) Lynn aveva ricoperto il ruolo di direttore esecutivo per i progetti della difesa dell’ultraconservatore Center for Strategic and International Studies – CSIS e di ricercatore sulle “forze strategiche nucleari e il controllo delle armi” della National Defense University. Successivamente Lynn passò a fare da consigliere militare del senatore democratico Edward Kennedy, per essere poi nominato dal presidente Bill Clinton, sottosegretario alla Difesa e responsabile dei programmi di analisi e valutazione militari.
A partire dell’agosto 2002, William Lynn scelse di dedicarsi direttamente al più redditizio business delle armi, assumendo l’incarico di vicepresidente della Raytheon Company, colosso statunitense nella produzione di sistemi missilistici e nucleari. Nove anni più tardi la contestata nomina a viceministro della Difesa: senatori repubblicani e alcune associazioni politiche denunciarono la violazione della “regola etica” promulgata da Obama secondo cui, per i nuovi membri dell’amministrazione, dovevano trascorrere almeno due anni di tempo dalla conclusione delle attività di lobbying all’assunzione di un incarico ministeriale nell’ambito dello stesso settore. Lynn, invece, si era dimesso da Raytheon solo alla vigilia di giurare fedeltà alla Costituzione. Perché Obama chiudesse un occhio fu sufficiente che il neo viceministro alienasse il pacchetto di azioni dell’industria militare di cui era entrato in possesso. Per le dimissioni bisognerà attendere la nomina di Leon Panetta a segretario del Dipartimento della difesa.
William J. Lynn sostituirà alla guida di DRS Technology l’anziano Mark Newman, figlio di Leonard Newman, fondatore nel 1968 della società di elettronica. Nel 2008 fu proprio Mark a vendere DRS agli italiani, ricevendo in cambio la cifra record di 5,2 miliardi di dollari e riuscendo pure a mantenerne la presidenza e l’amministrazione. L’acquisizione dell’azienda comportò per Finmeccanica l’assunzione di 1,2 miliardi di dollari di indebitamento netto con tre grandi istituti di credito italiani (Mediobanca, Intesa Sanpaolo e UniCredit) e con la statunitense Goldman Sachs International. Ogni singola azione venne rastrellata meticolosamente a 81 dollari, quando in Borsa era stata quotata un mese prima a 63. Alla spericolata operazione finanziaria, secondo IlSole24 Ore, partecipò come intermediario Lorenzo Cola detto “Lollo”, recentemente condannato a tre anni e quattro mesi per riciclaggio internazionale nell’ambito dell’inchiesta sull’affaire Telecom Sparkle-Fastweb.  A incaricare Cola fu l’allora amministratore delegato di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini. “Fu Cola a rappresentare Finmeccanica nei confronti di Jeffrey Smith, l’avvocato dello studio legale di Washington Arnold& Porter ed ex direttore generale della Cia che si occupò degli aspetti legali dell’acquisizione per contro del gruppo italiano”, ha scritto il giornalista Claudio Gatti. Il 19 marzo del 2009, Guarguaglini e Cola parteciparono congiuntamente al ricevimento ufficiale organizzato dall’ambasciatore italiano a Washington, Giovanni Castellaneta, oggi presidente di Sace S.p.A. e membro del consiglio d’amministrazione di Finmeccanica. Ospite d’onore del sontuoso party diplomatico, l’allora vicesegretario alla difesa William Lynn.
Con oltre diecimila dipendenti e un fatturato annuo che sfiora i tre miliardi di dollari, DRS Technologies è uno dei maggiori fornitori delle forze armate USA di apparecchiature e programmi di comando, controllo e comunicazione, computer, sistemi d’intelligence e sorveglianza, centri di elaborazione dati “AEGIS” per unità navali, componenti varie per carri armati e cacciabombardieri. A fine 2008, DRS Technologies ha venduto sistemi elettronici e di visione “JV-5” per 531 milioni di dollari, destinati ad oltre quaranta tipi di veicoli ruotati e cingolati dell’US Army e dei Marines. Nell’estate del 2009, l’azienda si è invece aggiudicata contratti per il valore complessivo di 143,9 milioni di dollari per la produzione di “addestratori P5” per i caccia F-15 ed -16 dell’aeronautica e della marina militare statunitense, e di 270 rimorchi “M1000” (Heavy Equipment Transporter) per il trasporto su strada e terreni accidentati dei carri armati M1 “Abrams”.
Due importanti contratti sono stati firmati alla fine dello scorso anno, il primo con Lockheed Martin per la fornitura alla Marina militare USA di sistemi di combattimento e sonar per i sottomarini nucleari delle classi “Los Angeles”, “Seawolf” e “Virginia” (valore 400 milioni di dollari circa); il secondo direttamente con US Army per la fornitura di servizi di supporto per l’Improved Bradley Acquisition Subsystem (IBAS) e di rimessa a punto dei sistemi M1200 “Armored Knight” destinati alle unità di artiglieria campale (47,3 milioni di dollari). Anche il 2012 promette bene per DRS Technologies: il 16 gennaio la società ha ottenuto commesse per 63 milioni di dollari relative all’ammodernamento dei sistemi Improved Altitude Hold and Hover Stabilization (IAHHS) della flotta di elicotteri HH-60G “Pave Hawk” dell’US Air Force e alla fornitura di sistemi GEDMS (Gigabit Ethernet Multiples System) e dei servizi di supporto logistico ai velivoli E-6B “Tacamo” di US Navy.
Non altrettanto fortunata l’altra azienda di punta di Finmeccanica, Alenia North America, che potrebbe perdere la multimilionaria fornitura ad US Air Force di 38 aerei per il trasporto tattico C-27J. Il Dipartimento della difesa ha fatto sapere lo scorso 26 gennaio di essere intenzionato a sospenderne l’acquisto in conseguenza dei tagli previsti al bilancio, nonostante l’azienda italiana abbia già consegnato 13 velivoli e stia completando la costruzione di altre unità. L’holding di Giuseppe Orsi spera ancora di ribaltare la decisione del Pentagono e, qualche giorno fa, ha nominato amministratore delegato di Alenia North America, l’ex ad di Ansaldo STS USA, Alan Calegari. Prima di fare il manager industriale, mister Calegari ha prestato servizio come ufficiale aviatore nel Corpo dei marines.

  • Accordo Nato: Sigonella sarà «capitale mondiale dei droni» (Antonio Mazzeo, Il Manifesto, 4 febbraio 2012):
«È un buon accordo, un grande accordo, un accordo ben fatto». Non nasconde la sua soddisfazione il segretario della difesa Leon Panetta: la Nato si doterà entro il 2017 di un nuovo sistema di sorveglianza terrestre, l'AGS (Alliance Ground Surveillance) e il suo centro di comando e di controllo verrà installato nella base siciliana di Sigonella. La lunga ed estenuante trattativa tra i partner ha visto però ridurre progressivamente a 13 il numero di paesi che contribuiranno a quello che si preannuncia come uno dei più costosi programmi della storia dell'Alleanza atlantica. Oltre a Stati uniti e Italia, Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Romania, Slovacchia e Slovenia. Un contributo operativo specifico verrà comunque da Francia e Gran Bretagna che metteranno a disposizione i propri sistemi French Heron Tp (coprodotti con Israele) e Uk Sentinel. Restano fuori Spagna e Polonia, candidatesi inizialmente con l'Italia per ospitare l'AGS con i cinque velivoli senza pilota del tipo "Global Hawk" che la Nato acquisterà dalla statunitense Northrop Grumman.
«L'accordo è un passo fondamentale verso un sistema di sorveglianza dell'Alleanza in grado di dare ai comandanti una fotografia precisa di qual è la situazione sul terreno», ha dichiarato il segretario generale Nato, Anders Fogh Rasmussen. «E la recente operazione in Libia ha dimostrato quanto importante sia questa capacità». Durante i mesi del conflitto libico, proprio a Sigonella l'US Air Force aveva schierato due "Global Hawk" e un imprecisato numero di droni MQ-1 Predator, utilizzati in particolare per individuare gli obiettivi e dirigere i bombardamenti dei caccia della coalizione a guida Nato. Nei programmi del Pentagono, la base siciliana è destinata a fare da vera e propria capitale mondiale dei velivoli senza
pilota: entro il 2015 dovrà ospitare un reparto di Us Air Force con 4-5 "Global Hawk", più altri 4 droni in via di acquisizione della Marina Usa.
Un accordo di massima per la trasformazione di Sigonella in «principale base operativa» del sistema AGS era stato raggiunto a Cracovia il 19 e 20 febbraio 2009, durante il vertice dei ministri della difesa della NATO. «Abbiamo scelto questa struttura dopo un'attenta valutazione e per la sua centralità strategica nel Mediterraneo che le consentirà di concentrare in quella zona le forze d'intelligence italiane, della Nato e internazionali», dichiarò a margine dell'incontro l'allora capo di stato maggiore della difesa, generale Vincenzo Camporini. Ancora più esplicito il vicesegretario generale per gli investimenti alla difesa dell'Alleanza, Peter C. W. Flory: «L'AGS è essenziale per accrescere la capacità di pronto intervento in supporto delle forze Nato per tutta le loro possibili future operazioni». Un sistema destinato non solo alle attività d'intelligence o alla raccolta ed elaborazione dati, ma che consentirà la realizzazione dei futuri piani di «guerra preventiva» e di first strike in Africa, est Europa e Medio oriente.
  • Silent Complicity (German Foreign Policy, 27 gennaio 2012):

Government advisors in Berlin are warning against continuing German complicity in the increasing incidence of "targeted killings" by the US armed forces and the CIA. A newly published study by the German Institute for International and Security Affairs (SWP) confirms that the United States is dramatically expanding its use of "targeted killings," not just in Pakistan. According to SWP, one of the prospects under consideration is the use of drone attacks or targeted commando assaults to "neutralize" members of the Mexican drug and weapons cartels, if they impinge upon US interests. At the Hindu Kush, not only special forces of the Bundeswehr are involved in "targeted killings" i.e. armed, extra-judiciary executions of alleged insurgents. Intelligence obtained by German secret services and police units could also contribute, because it is passed on to US authorities within the framework of the so-called "war on terror." According to SWP Washington will increase its campaign for stronger support for these killings in the near future - also in Berlin.
An Important Pillar
As Berlin's Institute for International and Security Affairs (SWP) explains in a recently published study, over the past few years, several countries have adopted a policy of using "targeted killings" or of keeping it as an option. According to SWP, since late 2000, "the targeted killing of persons, involved in the planning and execution of attacks against the state of Israel" is "an aspect of the official Israeli security and defense policy."[1] Russia also, according to the study, permits "targeted killings" primarily of "persons qualified as terrorists in the context of the Chechen War." A law was passed in March 2006 empowering the Russian president to order operations against suspected terrorists, also abroad. In the USA, the use of "targeted killings" is based on Congressional decisions made shortly after the events of September 11, 2001, granting the president authority to use all necessary means in the war on Islamist terrorists. Since then, the "targeted neutralization" of enemy forces "by the military and the US intelligence service CIA" has become "an important pillar" in the United States' so-called war on terror, reports the SWP.
Systematically Expanded
The SWP notes differences in how states apply their "targeted killing" policy. Whereas in Israel "targeted killing" has been "in the public debate for a long time" - leading even to the country's Supreme Court ruling on the policy - Washington "has refused any transparency." The US government has classified all corresponding programs of its military and the CIA "top secret." At the same time, commando assaults and particularly drone attacks are systematically being expanded. While military special forces units are carrying out these operations in Iraq and Afghanistan, they are being carried out mainly by the CIA in Pakistan, Yemen and Somalia. In Pakistan alone, more than 2,000 people, have been liquidated by drone attacks since 2001, and Pakistani NGOs list a total of 66 drone attacks in the period from January to September 2011 killing 515, a large proportion of whom were civilians.[2] According to CIA circles, the number of deadly drone attacks has set new records under Barack Obama. In addition, SWP reports, "the infrastructures for using drones at the Horn of Africa and on the Arabian Peninsular are currently being expanded."
Against Threats of Every Kind
Not only an expansion of the territorial range for "targeted killings," but even a broadening of the categories of targets are being prepared. According to SWP, whereas the USA is currently limiting its "targeted killings" to "militant Islamist groups," the Joint Special Operations Command (JSOC), a command institution of the US Armed Forces, has begun "considering" other scenarios for using drones and nightly commando "targeted killings." The "drug and weapons cartels operating out of Mexico" have "come under scrutiny," because they "could also be considered a threat to the USA." With this sort of reasoning, "targeted killing" could be expanded to cover almost anything.
With German Participation
SWP points out that Germany is actively involved in "targeted killing." Germany explicitly considers that in principal, enemy combatants "even as non-participants in concrete hostile situations can be targeted and combated" in a "non-internationalized armed conflict" - a characterization being applied to the Afghanistan war. This would include "the use of deadly force."[3] The Bundeswehr is participating in the so-called targeting in Afghanistan. "Targeting" refers to the lists of names of real or alleged insurgents, whose "capture" or "killing" is planned. These lists are drawn up by military personal, without any consideration for standards of rule of law. Berlin claims that German participation is planned only for "capture" operations. Aside from the question of how this should be actually implemented in real situations, high-ranking Bundeswehr officers express their misgivings. Brig. Gen. Josef Dieter Blotz, for example, already declared in August 2010 that the German Special Forces Commandos (KSK) are participating in the "liquidation" of insurgents. At the time, the German defense ministry had admitted that during "offensive operations" with Bundeswehr participation, there had been at least one casualty.[4] Information provided, for example, to the CIA by German secret services, can also be used in "targeted killings." This was obviously the case, when in Pakistan a German citizen also fell victim to a CIA drone attack in October 2010.[5] According to reports, the German government has now forbidden the transmission of information that can be used for the localization and - therefore "targeted killing" of German citizens.[6] But this obviously does not apply for non-Germans.
States not Abiding by Rule of Law
SWP has been observing "targeted killings" and similar methods used in the war on terror, since some time with apprehension. (german-foreign-policy.com reported.[7]) SWP does not take the position of Kai Ambos, a judge and law professor at the University in Gottingen. Last May, Ambos characterized the "targeted killing" assassination of Osama bin Laden as an "extra judicial execution" - and therefore as an action for which "states that do not abide by the rule of law (Unrechtsstaaten) are summoned before human rights bodies.[8] But in view of the fact that particularly drone attacks usually provoke strong protests and further ignite armed insurgency, SWP advises the German government "to maintain the greatest possible distance to US American policy and to place it into question, at least under strategic considerations in the Afghan-Pakistani theatre of war." SWP does not see this as hopeless because of dissention within the Obama administration: whereas the State Department is calling for "more stringent criteria" - meaning "targeted killings outside the combat zone in Afghanistan and Pakistan must be justifiable with the right to self defense," the Pentagon is pleading "for basically approving the killing of all members of al Qaida affiliated groups." This dissension should be used.
Campaign
The authors of the SWP study consider this an urgent problem - not only because of the growing frequency of "targeted killings," but also because it can be expected that the US government will soon implicate Germany and the EU much more. In reference to the Washington's intentions to broaden the ideological and material basis for "targeted killings," the study notes that Berlin should be "prepared for Washington's (...) launching an offensive campaign in the foreseeable future, to win international legitimacy and approval for its policy." However, there are presently no signs that Berlin will relinquish its silent complicity in the "targeted killings" of the US military and CIA.

[1] Quotations from: Peter Rudolf, Christian Schaller: "Targeted Killing". Zur völkerrechtlichen, ethischen und strategischen Problematik gezielten Tötens in der Terrorismus- und Aufstandsbekämpfung, SWP-Studie S1, Januar 2012
[2] see also Wie in Vietnam
[3] Deutscher Bundestag Drucksache 17/2884 vom 08.09.2010
[4] see also Gezielte Tötungen
[5] see also An den Grenzen des Rechtsstaats and Tyrannical States
[6] Deutschland schränkt Weitergabe von Geheimdienstdaten ein; www.spiegel.de 15.05.2011
[7] see also An den Grenzen des Rechtsstaats and Gezieltes Töten in großem Stil
[8] see also Tyrannical States

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